Coronavirus, scatta la fase 2: a Trieste i bus evitano le calche. Nessun assalto ai treni regionali

Liscio il debutto della fase 2 sui mezzi a capienza dimezzata. Via alle navette per le aziende: Area destinazione “primaria”

TRIESTE Una media di dieci passeggeri per bus, con punte massime di 35, per rispettare la percentuale permessa dalle misure anti-Covid. E i sedili intervallati, con l'obbligo per i passeggeri in piedi di rimanere un metro distanti l'uno dall'altro. È l’effetto delle restrizioni anti-Covid imposte ai mezzi pubblici di trasporto, entrate in vigore ieri a livello nazionale su bus e treni per permettere alle persone di salire a bordo in sicurezza. Trieste non ne è rimasta esente, anzi. Anche qui, sulle vetture di Trieste Trasporti, è stata applicata la misura prevista: può salire a bordo un carico massimo non superiore al 50% della capacità di trasporto del mezzo.

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I passeggeri possono entrare e uscire dagli autobus, rigorosamente dalle entrate posteriori: è chiusa infatti quella più vicina al conducente. Per fare qualche esempio, sui mezzi più piccoli, come quelli della linea 30, potranno salire a bordo 25 persone alla volta, 50 nei casi di mezzi da 12 metri che diventano 80 per i bus doppi.



Non è facile, tuttavia, riuscire a rispettare la distanza di un metro tra un passeggero e l’altro. A indicare le misure di distanziamento sono i cartelli sui sedili, che in particolare sono stati applicati da ieri proprio sulle sedute dei mezzi e che indicano dove non bisogna sedersi. I numeri vanno rispettati, anche nel totale dei passeggeri seduti e in piedi.



E se viene raggiunta la fatidica soglia del 50%? In questo l'autista non può intervenire direttamente, ma deve fermare il bus e contattare il centro radio, che invierà sul posto un controllore (pubblico ufficiale che si differenzia dal ruolo dei verificatori) o la Polizia locale. Saranno loro infatti a intervenire per risolvere la situazione.



Con le scuole chiuse e le attività lavorative in molti casi ancora in stand-by l’affluenza è certamente più bassa in queste settimane. Anche se, in seguito al nuovo dpcm e all’ordinanza del presidente della Regione Fvg Massimiliano Fedriga, ieri c’è stata un’affluenza maggiore rispetto alle ai giorni scorsi. Non tale da raggiungere i numeri delle persone che viaggiavano sui mezzi prima del coronavirus. Ieri si è registrata una media di 10 passeggeri sui bus dei percorsi centrali, con punte di 35 durante la mattinata. Numero quest’ultimo che si registrava normalmente invece prima del Covid-19.



Le cifre poi diminuiscono se invece si parla di bus che circolavano nella periferia carsica. I pochi passeggeri comunque sembrano aver rispettato tutti le misure di protezioni previste: muniti di mascherine ma non di guanti. Quest’ultimi, infatti, non sono un dispositivo obbligatorio per viaggiare a bordo dei bus. La questione però non è chiara a tutti. L’argomento guanti, infatti, è stato oggetto di discussione su qualche mezzo all'altezza di Largo Barriera. Due sono stati gli episodi che hanno coinvolto alcune persone ieri mattina.

«Lei non può salire sul bus», ha intimato più di una persona a un uomo che stava salendo senza guanti. Da questa affermazione è nato uno scontro verbale che, per fortuna si è sedato in poco tempo. Sempre in Largo Barriera sarebbe stato il teatro di un altro diverbio: questa volta oggetto di critiche è stato un uomo che voleva salire su un bus dove stata già raggiunta la capienza massima.

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Nessun problema, invece, sul fronte ferroviario, Il primo giorno è filato liscio per il servizio dei volontari dei Carabinieri e dei Vigili del fuoco che in sei, a turno, hanno presidiato la stazione dei treni per controllare che i flussi di gente fossero ben distribuiti. «Non abbiamo visto un grande numero di viaggiatori, la gente ha ancora paura di prendere il treno», spiega il referente della delegazione. Questo, nonostante da ieri i servizi ferroviari svolti da Trenitalia siano passati dal 20% al 60% della situazione pre-emergenza Covid-19, esclusi quelli transfrontalieri ancora sospesi. I volontari, che per il momento rimarranno in servizio per una settimana, seguono turnazioni di sei ore, dalle 7 alle 19. Distribuiscono inoltre mascherine e guanti a chi ne ha bisogno. Stesso servizio offerto dalla Polizia ferroviaria all’interno della stazione dei treni.



Da ieri sono partite anche le prime navette del servizio “Point to point”, messe a disposizione da Trieste Trasporti ad alcune aziende, tra cui l’Icgb dell’Area di ricerca, per 100 persone munite di abbonamento. Un metodo questo per sfoltire i mezzi pubblici, che viaggiano in giro per la città. Lo stesso servizio è stato offerto a personale dell’ospedale di Cattinara. Da metà maggio invece partirà una app per prenotare il posto a bordo. Si tratta di un’estensione anche al centro città del servizio “smart bus” (una sorta un bus a chiamata che consente di scegliere fermate di partenza e arrivo). —


 

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