«Troppi assembramenti»: controlli a tappeto a Gorizia

Controlli dei vigili a Gorizia (Bumbaca)

Pugno di ferro del sindaco Ziberna: «Abitudine da stroncare, si passi alle multe». Il prefetto Marchesiello: «Non ci si deve fermare davanti ai locali a bere il caffè»

GORIZIA «Vanno evitati gli assembramenti». L’appello è triplice e arriva in contemporanea dal prefetto Massimo Marchesiello, dal sindaco Rodolfo Ziberna, dal comandante della Polizia locale Marco Muzzatti.

Il riferimento è, ancora una volta, ad alcuni bar cittadini dove - troppe volte - ci si ferma davanti all’uscio o alla finestra del locale di turno per gustare un caffè, quando il bicchierino dovrebbe essere da asporto, da consumarsi in casa o in ufficio. Le forze dell’ordine, nelle ultime ore e in particolare ieri mattina, hanno raddoppiato i controlli, in vista anche della giornata odierna quando inizierà la “fase 2” con più di qualche deroga ai movimenti.



Tutto nasce da un messaggio che il primo cittadino ha inviato al prefetto Marchesiello, al questore Gropuzzo, al comandante dei carabinieri Carboni e al comandante dei vigili urbani Muzzatti. «Purtroppo - sottolinea il sindaco - si sta verificando ciò che avevo, ahimè, anticipato: le persone credono che siamo, oramai, in regime di “liberi tutti”. Al di fuori dei bar sono costanti gli assembramenti, perché chi prende per take-away il caffè, la birra o l’aperitivo li consuma sul posto. Il motivo per cui ho proposto in Regione di consentire i tavolini al di fuori degli esercizi pubblici stava proprio nella possibilità di imporre agevolmente distanze di sicurezza, senza le quali il contagio è, senza dubbio, destinato ad aumentare. A mio modestissimo avviso suggerirei, dopo diversi giorni di applicazione in cui, giustamente, si è ritenuto di informare e non sanzionare, di procedere elevando un nutrito numero di sanzioni in modo che il passaparola poi faccia il suo. Tutto ciò al netto della concorrenza sleale che si genera tra gli esercizi che si comportano correttamente e quelli che fanno i “furbetti”».


Multe, a quanto pare, non sono state ancora comminate. Anche se, ieri mattina, ci si è andati molto vicino. Perché pareva che i bar non potessero aprire, nemmeno per asporto, alla domenica. Poi, grazie a un consulto con l’ufficio del commercio, è emerso invece che i caffè potevano essere serviti nel bicchierino, rigorosamente su prenotazione, con modalità take away. «La regola che ci siamo dati è di dare vita a una seria operazione di sensibilizzazione. Cosa che è stata fatta e si sta facendo. Bisogna far capire a tutti - le parole di Marchesiello - che vanno evitati rigorosamente gli assembramenti. Il rischio di un ritorno dei contagi è assolutamente reale». Non a caso, aggiungiamo noi, anche l’Asugi, pur smantellando il reparto Covid-19 al San Giovanni di Dio, ha annunciato un lento e graduale ritorno alla normalità perché «non si sa mai» e bisognerà vedere quali saranno i dati relativi agli infetti dopo pochi giorni di fase 2.



Nel frattempo, i controlli sono pressoché raddoppiati. In corso Italia, in corso Verdi ma anche lungo le laterali. A fare il punto il comandante della Polizia locale, Marco Muzzatti. Che invita tutti a un’assunzione di responsabilità: esercenti e avventori. E ripete come un mantra quelle che sono le regole da osservare per il servizio da asporto: ordinazione rigorosamente al telefono, con orario contingentato per il ritiro del caffè, del gelato o del panino. —

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