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Flash mob con striscioni e tafferugli a San Giacomo, interviene la polizia. Una settantina le persone coinvolte: raffica di denunce e sanzioni

Non ci sono feriti, anche se si sono visti manganelli e c'è stato contatto fisico tra le due parti. Alla fine lo striscione "Il virus uccide il capitalismo di più" è stato rimosso dalle forze dell'ordine. Le accuse, a vario titolo, sono resistenza a pubblico ufficiale e manifestazione non autorizzata. Scattate anche le sanzioni amministrative per violazione delle norme anti-contagio

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TRIESTE. Tafferugli tra manifestanti e forze dell'ordine si sono verificati stamattina in campo San Giacomo, attorno alle 11.20. Diverse persone avevano cominciato ad affluire nello storico luogo di partenza del corteo del Primo maggio già a partire dalle 10.30, come d'altronde preannunciato dalla rete Trieste Antifascista sui social. Inizialmente tutto si è svolto in maniera pacifica e nel rispetto delle distanze di sicurezza.

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A far scaturire gli scontri è stato uno striscione, lungo circa 3 metri, con la scritta "Il virus uccide il capitalismo di più", retto da 3 persone. Alcuni rappresentanti delle forze dell'ordine hanno iniziato a interfacciarsi con questi manifestanti (probabilmente stavano chiedendo di abbassare il cartello) finché, dopo alcuni minuti, si sono visti gli agenti tentare di rimuovere manualmente lo striscione, strappandolo dalle mani dei manifestanti.

Questi si sono opposti e da lì sono partiti i tafferugli, durati alcuni minuti. Apparentemente non ci sono feriti, anche se si sono visti manganelli e c'è stato contatto fisico tra le due parti. Alla fine lo striscione è stato rimosso dalle forze dell'ordine. La situazione è poi rientrata e il flashmob del Primo maggio è continuato con le forze dell'ordine a presidiare i lati della piazza: presenti tra 150 persone. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri e la guardia di finanza.

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UNA SETTANTINA I COINVOLTI: SCATTANO DENUNCE E SANZIONI

Reato di resistenza a pubblico ufficiale, violazione del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza per manifestazione senza preavviso (manifestazione non autorizzata) e sanzione amministrativa per violazione delle norme anti-contagio: sono le accuse di cui, a vario titolo, dovrà rispondere una settantina di partecipanti al flash mob di questa mattina. È il bilancio - che si è potuto apprendere nel pomeriggio – degli scontri avvenuti in campo San Giacomo tra manifestanti e agenti. Scattano, dunque, denunce e sanzioni. Inoltre, non si esclude che la Digos contesti anche altri reati dopo una visione più approfondita dei filmati girati sul posto.

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IL COMUNICATO DELLA QUESTURA:

"Nella mattinata odierna, in adesione all’appello lanciato sulla pagina Facebook di “Trieste Antifascista e Antirazzista”, si sono radunate alla spicciolata una settantina di persone nei pressi di Campo San Giacomo, ove si trovavano anche residenti che passeggiavano in zona. Nonostante la presenza di personale delle Forze di Polizia che provvedevano a diffidare i presenti dal porre in essere iniziative anche alla luce delle vigenti normative anti-contagio, alcuni militanti esponevano uno striscione con il palese intento appunto di animare una iniziativa con conseguente rischio di assembramento.

In considerazione della inottemperanza alle disposizioni e della resistenza dei manifestanti, le Forze dell’Ordine provvedevano a recuperare lo striscione, in ciò vigorosamente ostacolato da altri manifestanti. I protagonisti dei fatti verranno deferiti all’A.G. per la violazione di cui all’art. 18 TULPS, per il reato di resistenza a pubblico ufficiale e per quanto altro dovesse risultare alla luce dell’analisi della documentazione dalla Polizia Scientifica.

A carico degli stessi, verranno anche elevate sanzioni amministrative per la violazione delle norme c.d. anti-contagio con particolare riferimento all’ art. 1 del D.P.C.M. del 26 aprile 2020 che, alla lettera i), recita che “allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 sull’intero territorio nazionale, “sono sospese le manifestazioni organizzate, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura con la presenza di pubblico, ivi compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo, religioso e fieristico, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato…”.

Sempre nella mattinata, a seguito di segnalazione relativa alla presenza di uno sparuto numero di manifestanti attorno alla Fontana del Nettuno di Piazza della Borsa, personale della Polizia di Stato è intervenuto e sanzionato cinque anarchici che ostentavano uno striscione cercando di dare vita ad una iniziativa non preavvisata che si prestava altresì ad attirare l’attenzione dei numerosi passanti favorendo assembramenti".  

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IL COMUNICATO DEL FSP, Federazione sindacale Polizia di Stato: "Inaccettabili comportamenti contro dei disobbedienti contro le forze dell’ordine"

"Come ci si poteva immaginare, questa mattina, un gruppo di Disobbedienti ha cercato di manifestare per la ricorrenza del Primo Maggio con il leit motiv no Lockdown, momenti di tensione si sono avuti allor’ quando si è provveduto a far ammainare uno striscione nei pressi della chiesa.

Le Forze di Polizia sono intervenute per far rispettare il Dpcm del governo costrette a operare sugli antagonisti senza poter garantire le distanze di sicurezza previste dalle normative vigenti , con un aumento insensato del rischio di contagio. La nostra solidarietà va ai colleghi che in questo momento stanno operando con difficoltà e in situazioni che dovevano , per senso civico e democratico, proprio come denunciano alcuni presenti , essere rispettate.

Mi chiedo ora, se a questi gruppi e concesso manifestare liberamente infrangendo le regole ( vedi anche 25 aprile ), perché non viene concesso il funerale di Stato al nostro povero collega caduto nell’adempimento del dovere a Napoli in questi giorni? Si applicano solamente le misure che meglio rappresentano i colori e pensieri politici?

Rimane il fatto che, già pieni di problemi causa la Rotta Balcanica, che procede inesorabile nell’indifferenza di Roma, alla mancanza di uomini e mezzi divenuta ormai cronica, ai mancanti o insufficienti dpi consegnati agli operatori di Polizia e alla difficoltà di controllo del territorio con il cambio continuo delle disposizioni in materia di libera circolazione, ci dobbiamo impegnare ,in un momento così complesso, anche a dover far fronte a volontà di manifestazioni rinviabili e non emergenziali. Una maggior attenzione nei riguardi delle Forze dell’Ordine mi sembra ormai un punto inderogabile che il Governo dovrà affrontare nell’immediato futuro".

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IL SAP: "Non si onora la Festa del Lavoro cercando tensioni con le forze dell'ordine" 

"Non si onora la Festa del Lavoro creando e cercando tensioni con le forze dell’ordine presenti nel giorno di festa proprio per garantire l’ordine pubblico che in questo periodo è soprattutto concentrato sulla sicurezza sanitaria dei cittadin - afferma in una nota il segretario del Sap Lorenzo Tamaro -. I “soliti noti”, quelli che ci hanno abituati negli anni a continue provocazioni di questo ed altro tipo, con il loro comportamento oggi a Trieste in Campo San Giacomo, hanno soprattutto offeso la stragrande maggioranza dei cittadini e dei lavoratori che hanno rispettato e continuano a rispettare la legge e le regole dettate dall’emergenza Covid-19, che dimostrato di aver capito il momento difficile che stiamo tutti passando.

Solidarietà e plauso ai colleghi da parte del SAP che in un momento così difficile, hanno dimostrato anche oggi professionalità e nervi saldi sapendo ben contenere il tentativo fallito di contatti e disordini violenti al momento, affidando con maturità in una fase successiva le giuste sanzioni previste dalla legge".  

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