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Assemblea di Generali, sì alla nuova governance 

L'assemblea di Generali ha dato il via libera in sede straordinaria alle modifiche dello statuto per una nuova governance con la quale si ridefinisce la composizione del Cda e si dà al board la facoltà di presentare una lista per il rinnovo dell'organo sociale. Il voto, espresso dai soci tramite un legale rappresentante, è stato plebiscitario (99% del capitale presente)

Aggiornamento L'assemblea di Generali ha dato il via libera govedì 30 aprile, in sede straordinaria, alle modifiche dello statuto per una nuova governance con la quale si ridefinisce la composizione del Cda e si dà al board la facoltà di presentare una lista per il rinnovo dell'organo sociale. Il voto, espresso dai soci tramite un legale rappresentante, è stato plebiscitario (99% del capitale presente) e non si è discostato dai risultati delle 20 votazioni che hanno riguardato i sei argomenti all'ordine del giorno.

Il 99% dei soci, ha insomma approvato le modifiche allo Statuto sociale, in particolare, degli articoli 28.5 e 28.6, la vera novità tra le proposte, che prevede di attribuire la possibilità per il consiglio uscente di presentare una sua lista per la nomina del futuro board.

Approvati con il 99% dei voti a favore anche la riduzione dell'intervallo numerico minimo e massimo dei componenti del cda, fissati, rispettivamente, in 13 e 17, e la ridefinizione del livello di rappresentanza degli amministratori da trarsi dalle liste di minoranza.

In sede ordinaria l'assemblea, che nel complesso è durata due ore in diretta audio streaming, ha approvato fra l'altro il bilancio e la distribuzione del dividendo che sarà pagato in due tranche.

TRIESTE Ha preso il via l'assemblea di Generali che, a causa del coronavirus, non si tiene come di consueto a Trieste. «Dopo decenni l'assemblea di svolge a Torino dove mi trovo e da dove non posso spostarmi», ha detto in avvio dei lavori il presidente Gabriele Galateri dando «appuntamento nella nostra bella sede di Trieste il prossimo anno» ai soci che si sono collegati in audio streaming. Il rappresentante designato, ha fatto sapere Galateri, dispone del 57,59% del capitale. Nessuna sorpresa è emersa dalla lettura della lista dei maggiori azionisti. Mediobanca ha il 12,86% di Generali, il gruppo Caltagirone il 5,11%, Leonardo Del Vecchio il 4,84%, il gruppo Benetton il 3,99%, De Agostini l'1,45%, Cassa Risparmio Torino l'1,3% mentre la Cassa nazionale di previdenza forense è salita sopra l'1% per poi scendere di recente sotto tale soglia.

Si interrompe quindi oggi una tradizione lunga oltre un secolo per le Generali, capace di resistere a due guerre mondiali e ai rivolgimenti del secolo breve e alla globalizzazione ma non al coronavirus. Trieste è sempre stato il palcoscenico dei grandi appuntamenti della compagnia oggi presieduta da Gabriele Galateri di Genola.

Questa volta nell’iconico palazzo di Piazza Duca degli Abruzzi dove dal 1886 ha sede la direzione centrale non ci saranno i segni della viglia assembleare da qualche anno spostata alla Stazione Marittima. Trieste si perde il suo rito: l’arrivo di prima mattina del presidente e dei consiglieri, l’afflusso regolato dei piccoli azionisti, il movimento di grisaglie e di alta finanza che si vede solo in queste occasioni, squadre di fotografi e giornalisti appostati di prima mattina. Perchè questa volta cambiano tempi e luoghi.

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Ma a Torino sarà tutto blindato e concentrato in meno di un’ora.  Solo in due occasioni l’assemblea non si è tenuta a Trieste: accadde nel 1947 (tra Venezia e Milano) e nel 1948 (Venezia), nel mezzo della contesa sui territori di confine tra Italia e Jugoslavia.



Le ragioni dello spostamento le ha spiegate il presidente Gabriele Galateri di Genola nell’intervista concessa al Piccolo: «Quando sono scattate le misure di contenimento della pandemia mi trovavo a Torino e da qui, dopo l’ordinanza del governo non ho potuto più spostarmi». Al rito assembleare, oltre al presidente, parteciperà solo il notaio e il rappresentante degli azionisti. Collegati in streaming audio da remoto il cda, il collegio sindacale e gli azionisti che (previa procedura online sul sito della compagnia) ascolteranno ma senza possibilità di intervenire. Lo hanno già fatto iscrivendosi a un question time con le risposte dei top manger che sono già apparse sul sito delle Generali e sono consultabili.

Tutto sarà così celebrato elettronicamente, compreso il voto a un bilancio definito storico per i risultati con un utile salito a 2,7 miliardi e una Solvency (indice di forza patrimoniale) che a fine 2019 ha raggiunto il 224%. In agenda anche il dividendo che sarà pagato in due tranche. Il gruppo, dopo una riflessione sulle raccomandazioni dell’Autorità europea Eiopa e dell’Ivass che invitavano alla prudenza,ha deciso di confermare la cedola di 0,96 euro con la novità che sarà pagata in due tranche, una prima a maggio e poi entro fine anno, previa verifica consiliare. Come ha sottolineato il Ceo Group Philippe Donnet il gruppo si sente abbastanza solido dal punto di vista finanziario e patrimoniale per affrontare l’impatto negativo ormai certo sull'economia causato dalla pandemia. Le Generali propongono oggi in assemblea straordinaria anche alcuni cambiamenti della governance. In sostanza si propone di ampliare il ruolo delle minoranze (che potranno avere da 4 a 5 consiglieri) in un cda più snello che potrà essere composto da 13 fino a un massimo di 17 consiglieri (oggi da 10 a 21). Si potranno presentare fino a tre liste per il cda e ci potrà essere anche quella del consiglio uscente. Il tutto nel 2022 quando scadrà l’attuale cda. —




 

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