Contenuto riservato agli abbonati

Focolaio all’ospedale di Spalato. Sette casi fra i sanitari di un reparto

Un esterno del Centro clinico-ospedaliero di Spalato

Pazienti già trasferiti, ma tutti negativi ai test. Casa di riposo di via Vukovar, le vittime salgono a 14

A Spalato si è aperto un secondo, pericoloso fronte nella battaglia al coronavirus, dopo quello creatosi nella casa di riposo di via Vukovar che giorno dopo giorno vede allungarsi la lista delle sue vittime. Il nuovo focolaio è esploso al Centro clinico–ospedaliero di Spalato, nel cui reparto di pneumologia in due giorni sono stati registrati sette contagi che hanno colpito sei infermiere e una operatrice addetta alle pulizie, mentre non vi sono a oggi casi tra i pazienti.

Il primo a confermare l’emergenza nel nosocomio spalatino è stato il ministro croato della Sanità, Vili Beroš, nel corso di una intervista rilasciata all’emittente Nova Tv: «La maggior parte degli infetti presenta sintomi abbastanza lievi. Posso confermare che i nove pazienti con i quali sono venuti a contatto sono risultati negativi ai test, ma sono stati comunque trasferiti in altri reparti del nosocomio». Contattato dai media locali in merito alle voci di una evacuazione avvenuta in ore notturne, il direttore del Centro clinico–ospedaliero Julije Meštrović ha risposto netto: niente di tutto questo, «non abbiamo nulla da nascondere. È vero, il Covid-19 è purtroppo entrato nel nostro reparto e ci stiamo chiedendo come sia stato possibile. Dopo i contagi, è applicato il protocollo epidemiologico e i malati sono stati trasferiti. Ora non ci resta che seguire con attenzione l’evolversi della situazione e reagire con rapidità se dovessero emergere altri contagi».


Salgono intanto a 14 le vittime nella casa di riposo in via Vukovar, dove alcuni ospiti avevano manifestato febbre e tosse per giorni e da dove infine decine di anziani erano stati portati in ospedale mentre un intero piano della struttura era stato evacuato. L’ultimo decesso in ordine di tempo riguarda un’anziana di 92 anni, affetta da anni da malattie croniche e ricoverata negli ultimi giorni al Centro clinico–ospedaliero. Non è stata peraltro l’unica vittima della giornata negli ospizi della Contea spalatino–dalmata: il Sars-CoV-2 si è portato via un’anziana di 84 anni ospite della casa di riposo per anziani e infermi di Macarsca, località costiera a sud-est di Spalato. La regione dalmata in totale conta finora 18 morti nelle case di riposo: 14 a Spalato, due a Macarsca e altrettanti fra Dizmo e Seghetto. Ancora in riferimento alla struttura di via Vukovar, dieci assistiti – risultati positivi al tampone – sono guariti e dopo essere stati dimessi dall’ospedale, hanno fatto ritorno nel loro centro di accoglienza.

A due mesi dall’apparizione del coronavirus in Croazia, la regione di Spalato risulta al primo posto per numero di contagi e di morti, con 477 persone colpite dal virus e 22 vittime. Le persone guarite sono 231, con 95 ospedalizzate, e 8 attaccate al respiratore. Il tutto mentre 104 sono i sanitari in isolamento domiciliare. La regione spalatina ha superato la Città di Zagabria (464 contagi), finora in vetta per numero di casi: la capitale croata però conta quasi il doppio di abitanti rispetto ai 454 mila della contea. —


 

Video del giorno

Trieste, la passeggiata cinematografica è a Melara

Porridge di avena alla pera e nocciole

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi