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Il contagio colpisce le imprese regionali del Fvg: fatturati giù del 31%

Indagine di Confindustria sull’impatto della pandemia. Record di perdita di ore lavorate: il crollo è del 43%

TRIESTE In Friuli Venezia Giulia il calo del fatturato imputabile all’emergenza economica da Covid-19 è del 31,1%, un dato inferiore alla media nazionale che è pari al 32,6%.

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La riduzione di ore lavorate nel territorio è però del 43,3%, di gran lunga più che nel resto del Paese (-32,5%, solo Valle d’Aosta e Calabria hanno percentuali superiori della nostra regione). La fotografia è contenuta nel secondo report sugli effetti della pandemia per le imprese italiane a cura del Centro studi e dell’Area Affari internazionali di Confindustria.

L’indagine, effettuata dal 4 al 14 aprile con risposte di 4.420 società, evidenzia un peggioramento rispetto alla percezione del primo approfondimento con riferimento sia al numero di aziende che ha subito l’impatto negativo del coronavirus sia all’entità del danno. Del campione, il 36,5% ha dovuto chiudere la propria attività in seguito ai Dpcm del 22 e del 25 marzo, mentre il 33,8% l’ha chiusa parzialmente. Inoltre, il 26,4% dei dipendenti delle aziende intervistate lavora attualmente in modalità smart working (il 46,2% in Fvg), mentre il 43% risulta essere inattivo (il 41,9% in Fvg).



Il peggioramento della situazione emerge dal confronto tra primo e secondo report: la percentuale delle aziende che percepisce un danno prodotto dalla diffusione del contagio sale dal 67,2% al 97,2%, mentre l’entità del danno viene definita «molto grave» nel 43,7% dei casi contro il precedente 14,4%. In media, rispetto alla normalità (il punto di riferimento è il marzo 2019), si è assistito ad un calo del 32,6% del fatturato e del 32,5% delle ore lavorate.



Le riduzioni risultano visibilmente più marcate per le imprese con meno di 10 dipendenti (con una diminuzione del 39,7% del fatturato e del 37,3% delle ore lavorate). Nella classifica delle regioni, il dato peggiore sul fatturato, tolto il -70% della Valle d’Aosta che presenta però un numero limitato di risposte, è della Calabria (-56,3%), quello migliore, tra le regioni con un numero di risposte sufficiente, è della Liguria (“solo” -27,5%). Quanto alla riduzione delle ore lavorate, con la Valle d’Aosta al -60%, è sempre la Calabria a trasmettere il dato peggiore (-54,3%), ma subito dopo c’è proprio il Fvg con il -43,3%.

L’indagine informa inoltre che, sempre stando alle risposte del campione, il 53,1% dei dipendenti potrebbero usufruire di ammortizzatori sociali a livello regionale (76,6% in Fvg). Più in generale, l’84,5% delle aziende sta riscontrando problemi relativi al rallentamento della domanda nel mercato domestico e in quello internazionale, ma il disagio più evidente riguarda la contrazione di domanda di beni e servizi di consumo in Italia.

Rilevanti anche le problematiche relative alla gestione delle attività, riscontrate dal 59,3% del campione. Il 19,6% degli imprenditori segnala poi forti disagi legati alla mancanza di materiale sanitario essenziale per lo svolgimento del lavoro in sicurezza. È stato chiesto infine agli imprenditori quali fossero le strategie che metterebbero in atto per superare la crisi. Emerge che nella maggior parte dei casi (78,2%) si sentono disarmati e non possono che attendere il ritorno alla normalità.

La doppia difficoltà è di garantire i flussi di liquidità con l’azienda chiusa o parzialmente aperta e quella ad essa legata di poter ripartire a pieno ritmo il prima possibile per limitare le perdite di fatturato, che, seppure in modo spalmato sul tempo grazie agli aiuti governativi, dovranno essere ripagate in futuro. —


 

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