Gorizia, addio alla docente Ludovico “amica dei musei”

Insegnante di Lettere, pittrice e storica dell’arte con le sue pubblicazioni aveva anticipato di tre decenni la moda della cucina

GORIZIA Il mondo goriziano della cultura perde uno degli esponenti più attivi: dopo una lunga malattia, è scomparsa Giovanna Ludovico. Aveva 87 anni. Era nata a Fogliano Redipuglia il 7 settembre 1932. Era rimasta vedova di Catullo Giannattasio, di professione avvocato, mancato per un malore nel 2010; in seguito alla morte del marito, che sempre le era vicino nelle attività che la vedevano in prima linea, si era ripresa a fatica. È spirata nella propria elegante abitazione di viale 24 Maggio.

Dopo un ricovero di un paio di settimane aveva chiesto di poter tornare un’ultima volta nella propria casa: la badante Nicoleta e l’amministratrice di sostegno Erika Blasizza che, accanto al medico di base Adriana Fasiolo l’hanno attentamente seguita fino alla fine, si sono quindi prodigate per esaudirne l’ultima volontà.


Era, la signora Giovanna, un carattere forte, determinato, intellettualmente vivace. Aveva una naturale raffinatezza che si esprimeva anche nell’abbigliamento. L’età non aveva cancellato la fulgida bellezza degli anni migliori. Il suo nome si lega indissolubilmente alla vita culturale cittadina: è stata non solo presidente, ma anche tra i fondatori, a fine ’97, della sezione goriziana dell’associazione “Amici dei musei”.

Ha pubblicato libri e articoli di storia dell’arte, legati al territorio, ma anche di carattere gastronomico, specie sulla nostra cucina, quando la moda degli chef televisivi era ancora di là da venire. A lungo è stata insegnante di Lettere alla media “Favetti”, dove ha terminato l’attività di docente e dove era grande amica della storica vicepreside Lucilla Ciuffarin Leardi. Lei, la signora Giovanna, aveva prima frequentato il liceo classico a Gorizia, poi si era laureata in Filosofia a Trieste.

Al Classico, in particolare, si era diplomata nel ’50-’51 con, tra gli altri, il futuro dentista Franco D’Amore, il futuro dermatologo Mario Lo Brutto, il futuro notaio Giuseppe Sardelli. «Figura assai poliedrica, era anche una valente pittrice soprattutto di ritratti, che, con poche linee, riportavano l’essenza, l’anima del soggetto rappresentato – la ricorda Marco Menato, direttore della Bsi –. Del resto, è stata sempre affettuosamente vicina alle nostre attività culturali: mostre e presentazioni di libri. Per esempio, si era molto impegnata per la realizzazione di qualche iniziativa dedicata a Raoul Cenisi, di cui era amica della moglie

. Era assai attiva e per Gorizia ha fatto davvero molto. Non dimentichiamoci che gli studi sulla cucina del territorio, che oggi possono sembrare normali, 30 anni fa l’hanno vista anticipare i tempi. Ho voluto ospitarla con due mostre alla Galleria Di Iorio della Bsi nelle quali ha potuto far emergere la propria personalità pittorica alle prime esperienze in questo campo: una passione, quella per la pittura, per molti anni tenuta a freno e poi improvvisamente venuta fuori anche grazie ai consigli dell’architetto Francesco Castellan, quasi lasciando da parte gli interessi di una vita: quelli storici e artistici in primis. Qualche anno dopo, è venuta per lei un’altra, apprezzata personale alla galleria La Bottega di via Nizza».

Ora, per Giovanna Ludovico Giannattasio si è chiuso l’ultimo capitolo. –

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