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Estate a rischio, operatori del turismo Fvg in ginocchio: «Da Roma finora solo annunci»

La spiaggia di Grado affollata: un'estate prima del coronavirus

La delusione di Bini dopo il confronto con Franceschini. Criticata l’assenza di cifre certe per gli aiuti

TRIESTE Un incontro positivo secondo il ministero, decisamente deludente per la Regione. L’assessore regionale con delega al Turismo, Sergio Emidio Bini, non è soddisfatto al termine dell’incontro in videoconferenza con il ministro Dario Franceschini dedicato alle strategie per il comparto turistico. Incontro dal quale l’esponente della giunta Fvg si aspettava qualche certezza in più in vista della stagione estiva. «Deve essere chiaro - ha precisato Bini - che come e quando riaprire lo deciderà il comitato tecnico scientifico nominato dal governo».



Il governatore Massimiliano Fedriga ha spiegato in altra sede i timori legati al comparto: «Ho parlato con il presidente dell’Istituto superiore della sanità Silvio Brusaferro, secondo cui le cose potrebbero essere più semplice per la montagna che, con i suoi spazi ampi, potrebbe dare meno problemi di assembramento. Discorso inverso per il mare dove se non arriverà qualche novità (vaccino o farmaco, ndr) potrebbe esserci un calo al momento valutato nel 60/70% delle presenze».

«Il turismo - ha aggiunto Bini - rappresenta il 12% del Pil del Fvg e stava registrando numeri record».

Venendo agli aspetti economici il ministro Franceschini al termine della videoconferenza con gli assessore regionali competenti e alla presenza anche della sottosegretaria di stato Lorenza Bonaccorsi, ha confermato che le misure per il comparto saranno inserite nel prossimo decreto previsto per fine mese. Nel corso del confronto, precisano dal Mibact, si è discusso in particolare il tema del bonus vacanze da destinare al sostegno del turismo interno e della richiesta delle regioni tra le quali la creazione di un fondo speciale europeo e una compensazione per i comuni orfani della tassa di soggiorno. Franceschini ha comunque precisato che ci sarà un nuovo incontro a breve anche dopo una verifica con il ministero dell’Economia e della Finanza.

La delusione di Bini deriva dalla mancanza di dati: «mi aspettavo che da questa riunione arrivassero anche i numeri delle risorse a disposizione visto che parliamo del settore maggiormente colpito della crisi. Il bonus vacanze e il ristoro del danno (fondi pubblici per compensare i mancati guadagni, ndr) sono titoli se non accompagnati da cifre. Forse sarebbe stato opportuno creare un decreto autonomo. Il bonus - al momento si parla di 500 euro-, potrebbe andare in parte al cittadino e in parte all’agenzia come credito di impresa però sono numeri troppo ballerini. Nel decreto inoltre dovrebbero esserci anche delle risorse per gli stagionali che dovrebbero trovare ristoro».

Per quanto concerne l’allestimento delle spiagge attrezzate e la fruizione di quelle libere è ancora presto. «In questa fase - ha aggiunto Bini - è prematuro parlarne anche se ci sono diverse soluzioni al vaglio e il decreto di lunedì scorso della giunta regionale ha l’obiettivo di consentire agli operatori di iniziare a lavorare. Quest’anno sarà un turismo di prossimità e in questa direzione stiamo lavorando anche con Promoturismo Fvg per delle campagne ad hoc. Senza risposte chiare dal governo però il comparto del turismo rischia di restare fermo al palo». —


 

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