Trieste, telecamere hi-tech pronte allo sbarco con lettura delle targhe e "conta persone"

L’appalto, vinto dalla ditta Calzavara, fa parte del progetto Civitas Portis sullla mobilità urbana sostenibile in città

TRIESTE Ironia della sorte. Trieste avrà a breve un sistema di telecamere di analisi di flusso pedonale e del tipo a lettura targhe per il monitoraggio dei flussi di traffico. In questi giorni di città vuota per l’emergenza sanitaria del coronavirus c’è stata l’aggiudicazione in via definitiva della fornitura e della posa in opera di questo doppio sistema di telecamere inserite nel progetto europeo “Civitas Portis” (Porti-cities: innovation for sustainability), lo stesso che ha regalato alla città il bike sharing, le biciclette in condivisione, anch’esso fermato ora dal Covid-19. Quasi un paradosso, ora che c’è poco o nulla da misurare in termini di mobilità e ora che i flussi turistici si sono completamente arrestati. Un sistema che tornerà utile, si spera in futuro quando Trieste potrà accarezzare di nuovo un milione di presenze nei musei e alle mostre e magari l’arrivo di 400 mila crocieristi.

Intanto è aggiudicato l’appalto delle telecamere all’impresa Calzavara spa di Roma, per il costo totale di 44.597 euro (iva inclusa). Il progetto Civitas Portis, finanziato dalla Commissione europea, ha preso avvio a Trieste il 6 settembre 2016: prevede la realizzazione di un piano urbano della mobilità sostenibile per organizzare i collegamenti tra Porto nuovo, Porto vecchio e il centro urbano. Il piano europeo coinvolge sei realtà portuali internazionali destinate a diventare “città laboratorio”: Trieste in Italia, Aberdeen nel Regno Unito, Costanza in Romania, Klaipeda in Lituania, Anversa (coordinatrice dell’iniziativa) in Belgio e Ningbo, porto affacciato sul mar cinese orientale. Il Comune di Trieste, tra le altre cose, si è impegnato a realizzare la misura sul controllo degli accessi urbani (“Controlling urban accesses”). È qui che si inserisce il doppio sistema delle telecamere da attivare. «La misura “Controlling urban accesses” - si legge nella determina firmata dall’ingegner Giulio Bernetti - prevede un sistema di controllo degli accessi urbani atto al monitoraggio dei flussi di traffico (sia di automobili che di veicoli pesanti) attraverso i principali punti di accesso in città e l’implementazione di un progetto pilota al fine di monitorare aree pedonali e zone a traffico limitato del centro città». A Venezia, per esempio, esiste dal Carnevale di quest’anno un sistema di rilevazione dei flussi pedonali attraverso telecamere e barriere laser e appositi algoritmi di videoanalisi. Nel caso di Trieste si prevede «espressamente l’acquisto di telecamere, sistemi di rilevazione e altra strumentazione necessaria a garantire l’implementazione del sistema di controllo».

La scelta della ditta Calzavara consente al Comune anche un certo risparmio. È stata prenotata la somma complessiva di 70 mila euro (contributo europeo). Si tratta di una «spesa urgente, dal momento che il mancato rispetto del cronoprogramma del progetto Portis comporta la perdita di contributi europei, con conseguente danno per il Comune». La Calzavara Spa, che ha la direzione e la sede amministrativa a Basiliano (Udine), è un’azienda italiana che progetta, costruisce e vende in tutto il mondo strutture per le telecomunicazioni. La specialità è la progettazione e installazione di infrastrutture di telecomunicazione integrate nel contesto urbano. «In oltre 50 anni di attività - fa sapere l’azienda romano-friulana - abbiamo reinventato i pali per le telecomunicazioni, prima mascherandoli sotto le sembianze di finti alberi – pini, palme e cipressi – e diminuendone l’impatto visivo sul paesaggio, poi trasformandoli in strutture di arredo urbano e di design, idonee per installazioni in contesti urbani di alto profilo». —


 

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