Trieste, il sindaco Dipiazza: «Nessun brindisi a casa». Ma l’opposizione reclama il video

L’autodifesa del sindaco: «Una battuta travisata». Menis del M5s e Cosolini del Pd lo incalzano

TRIESTE Il brindisi pasquale alla fine non c’è stato e il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza ha trascorso buona parte della sua domenica a difendersi dalle critiche piovute dopo che, in una diretta su Facebook, aveva detto di avere in programma di stappare qualche bottiglia con gli amici a Pasqua.

Il primo cittadino ha attaccato stampa e avversari politici, mentre il sito Trieste Cafè rivendica la scelta di non rendere pubblica l’intervista cancellata dopo la fine della trasmissione. Ma che il sindaco si sia lasciato andare ad affermazioni inopportune, lo ammette la stessa testata web, quando in una nota spiega di aver occultato il filmato per evitare ogni «dubbia interpretazione» delle parole di Dipiazza.


Il sindaco non ha preso bene la diffusione della notizia e la reazione dell’opposizione e di molti semplici cittadini, proprio mentre a Trieste i decessi sono stati altri sette in due giorni. Dipiazza ha minimizzato lo scivolone in un’intervista a Telequattro, bardato di mascherina sul terrazzo di casa assieme alla moglie: «Una battuta travisata. Avrò detto “berrò una bottiglia con gli amici”. Tutta la pubblicità fatta è assolutamente non vera. Non è stato organizzato nulla, probabilmente non sanno dove aggrapparsi e qualsiasi cosa diventa opportunità per attaccarmi». Parole simili a quelle pronunciate all’Ansa o nella diretta riparatrice organizzata nel pomeriggio pasquale da Trieste Cafè. Sarebbe bastata la pubblicazione del video per fugare i dubbi, ma la clip è svanita. Il sito di news difende la scelta dall’accusa di voler coprire la gaffe di Dipiazza: «La redazione non ha voluto assolutamente oscurare l’intervista», ma evitare la diffusione di un «vulnus dialettico e «misinformazione».

Non è dato a sapere se il video è ancora conservato sui server di Trieste Cafè o solo su quelli di Facebook. Le opposizioni comunali ne reclamano la pubblicazione e pensano intanto di chiedere al sindaco di spiegare quali siano i rapporti (anche di natura economica) fra giunta municipale e testata. Dopo aver sollevato il caso, Paolo Menis (M5s) sottolinea che «quella di Dipiazza non è stata una battuta, fatto confermato anche dalla rimozione del video da parte di Trieste Cafè, che dovrebbe ora tirare fuori il video. Se il video verrà recuperato e appurerò che si è trattato di una battuta, sono disposto a chiedere scusa. Io so chiedere scusa, altri no».

Per l’ex sindaco Roberto Cosolini (Pd), Dipiazza ha mostrato «grande attivismo mediatico (con tuta da giardino e vista mare) per smentire e denunciare la “congiura”, ma se non aveva detto nulla di sconveniente non era sufficiente rendere pubblico il video?». —


 

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