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Fra ospiti e operatori sono 487 i contagiati nelle case di riposo Fvg

Si aggrava ancora il bilancio nelle strutture di Trieste: nuovo focolaio a Opicina,  aumentano i malati di Casa Emmaus e Itis. In regione 2.299 positivi, 171 morti

TRIESTE Poco meno di cinquecento persone positive al coronavirus su un totale di contagiati arrivato ieri in Friuli Venezia Giulia a 2.299 persone da inizio epidemia. Quasi un ammalato su quattro ha contratto il Covid-19 nelle case di riposo: 321 ospiti e 166 operatori.

La "Primula" focolaio del contagio a Trieste: l'operazione di trasferimento degli ospiti

Se mercoledì il vicepresidente Fvg Riccardo Riccardi ha fatto il punto sulla difficile situazione di Trieste, ieri la Cgil ha completato il quadro diffondendo le cifre fornite dalle Aziende sanitarie di Udine e Pordenone. Il 40% dei decessi in regione riguarda utenti delle case di riposo e il sindacato denuncia «ritardi nel monitoraggio e nelle protezioni». Nel frattempo si aggrava lo scenario nel capoluogo regionale: dopo quello da 40 positivi scoppiato alla Primula, scoppia un nuovo focolaio da altri 12 contagiati alla Antonella di Opicina e peggiora la situazione a Casa Emmaus e all’Itis.



I dati raccolti dalla Cgil, aggiornati a due giorni fa, parlano di 23 strutture colpite in Fvg: 15 su 80 a Trieste, 1 su 17 nell’Isontino, 5 su 56 in Friuli e 2 su 47 nel Pordenonese. Trieste conta 121 ospiti e 96 operatori positivi con 30 decessi stimati, pari un terzo del totale. Gorizia è indenne, con un solo operatore positivo e nessun caso fra gli ospiti. A Udine le proporzioni sono più alte di quelle giuliane: 34 decessi su 51 (pari a due terzi) riguardano case di riposo, dove si registrano 166 anziani e 61 operatori ammalati. A Pordenone gli utenti positivi sono infine 34 e 8 i dipendenti, con 6 morti su 29.



«Le case di riposo – scrivono per la Cgil Orietta Olivo, Roberto Treu e Rossana Giacaz – si confermano il fronte più difficile, anche a causa di ritardi e sottovalutazioni». Il sindacato mette nel mirino «inefficienze nella gestione dell’emergenza, aggravata da bassa intensità di assistenza sanitaria garantita agli ospiti, carenze di spazio, compresenza di operatori in più realtà. Ma hanno inciso anche le lacune e i ritardi nella distribuzione dei dpi e il tardivo o insufficiente isolamento dei contagiati».

La Cgil teme la sottovalutazione di questa emergenza nell’emergenza, con particolare riguardo alle realtà private, che offrono oltre cinquemila dei quasi undicimila posti delle residenze regionali: «Servono un monitoraggio quotidiano e strategie chiare». Questa la richiesta a Riccardi, che preferisce non commentare le cifre: «Vedrò i sindacati domani (oggi, ndr) e fornirò i dati veri».



Le cifre di giornata raccontano intanto di 2.299 positivi dall’inizio dell’epidemia, con un incremento di 81: 839 a Udine (+9), 820 a Trieste (+57), 513 a Pordenone (+16), 121 a Gorizia. La curva continua a salire a Trieste, nonostante le settimane di lockdown ed è sempre più evidente che i contagi nascano nelle case di riposo e dentro gli ospedali, trasformati da luoghi di cura a punti di contagio. Crescono di molto i guariti, arrivati ormai a 738 (+104). Due i decessi in più, per un totale di 171 persone morte (+2): 89 a Trieste (+2), 50 a Udine, 29 a Pordenone e 3 a Gorizia. I ricoverati in terapia intensiva calano ancora e arrivano a 37 (-4), mentre salgono di poco i 167 pazienti in altri reparti Covid-19 (+5), con 1.186 persone in isolamento domiciliare (-36).

Dopo la totalità di anziani positivi alla Primula, la nuova emergenza a Trieste è casa Antonella, a Opicina, dove si trovano 8 ospiti positivi su 10, cui si aggiungono due già deceduti in ospedale per Covid-19 e due ricoverati. Stando a quanto riferito dalla direzione, il coronavirus è stato portato all’interno da una paziente dimessa dall’ospedale e diventata sintomatica poco dopo. Gradualmente quasi tutti gli utenti sono stati colpiti e anche la proprietaria si trova in ospedale. La direzione fa sapere che «non risultano operatori ammalati, non ci mancano dispositivi di protezione, gli ospiti sono isolati in stanze singole e seguiti dall’Azienda sanitaria, che potrebbe presto trasferirli in strutture del privato convenzionato. La struttura gemella di via San Lazzaro non ha inoltre positivi».

Sempre a Trieste, casa Emmaus aggiorna a sua volta a venti gli ospiti positivi con un decesso, mentre l’Itis registra 12 casi e 4 morti.

Il bubbone è evidente anche in Friuli, basti ricordare i 18 decessi nella residenza di Mortegliano e gli oltre settanta positivi nella struttura di Paluzza. Riccardi fa ormai il punto quotidiano sulla situazione con i direttori delle Aziende, ma il Pd chiede di «trasmettere quanto prima indicazioni alle diverse strutture affinché si dotino di un coerente piano di gestione». —




 

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