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Spalato, 49 anziani via dalla casa di riposo: «Sintomi di contagio già da dieci giorni»

Tutti ricoverati dopo gli esiti positivi dei primi test. Accuse di ritardo ai vertici della struttura. Il ministro: «Faremo chiarezza»

Andrea Marsanich
2 minuti di lettura
Foto da Jutarni.hr 

SPALATO L'allarme è scattato l’altra sera: decine di ospiti della Casa dell'anziano di via Vukovar a Spalato sono stati trasferiti in un andirivieni di ambulanze e team sanitari all'ospedale Križine perché con perduranti sintomi di contagio da Covid-19. Sintomi, come è poi emerso, che si erano manifestati fra i primi ospiti già una decina di giorni fa. Sono stati evacuati tutti i 49 assistiti di uno dei cinque piani della struttura a gestione pubblica, dove il coronavirus è evidentemente entrato: sia i 49 anziani, sia cinque fra infermieri e operatori presentano infatti i tipici sintomi della malattia. Tutti sono stati sottoposti a tampone. L’evacuazione è partita l’altra sera, quando sono arrivati i primi risultati dei test che, disposti infine dalla direzione, parlavano di dieci ospiti dell'istituto contagiati; numero destinato a salire con tutta probabilità.

Appreso quanto stava accadendo, il ministro croato della Salute Vili Beroš si è recato a Spalato, dove nel primo pomeriggio di ieri ha tenuto una conferenza stampa: «Come ministro della Sanità – ha detto – pretendo un’analisi approfondita di quanto successo. Se verranno appurate responsabilità scatteranno severe sanzioni». Se l’età media degli ospiti ora ricoverati in ospedale è di 86 anni, 22 di essi - ha precisato Beroš - ne hanno più di 90. Quasi tutti - 47 per la precisione - denunciano sintomi leggeri, mentre due vengono aiutati con l’ossigeno, senza però al momento aver bisogno del respiratore. «Per fortuna ciascuno dei cinque piani dell’edificio è sigillato e nessuno degli ospiti è autorizzato a circolare tra un piano e l’altro. Questo – ha aggiunto Beroš – ha probabilmente impedito il diffondersi del virus» nell’intera struttura, «ma per esserne sicuri credo che controlleremo tutti i 318 anziani della Casa, così come i dipendenti».

Il caso è esploso con violenza in una città seconda solo a Zagabria per numero di contagi: 223 i casi a Spalato e nella sua regione, di cui 17 emersi negli ultimi due giorni. L’ex ministro croato dell’Interno e deputato parlamentare, Ranko Ostojić, ha lanciato pesanti critiche all’indirizzo della direzione della Casa dell’anziano e delle autorità cittadine: «Mia madre è tra gli assistiti di via Vukovar – ha tuonato l’esponente socialdemocratico – si sapeva già da una quindicina di giorni che qualcosa non quadrava all’interno della struttura. Si è voluto attendere che la situazione si aggiustasse da sola, invece è andata sempre peggio. Si sono mossi in ritardo mettendo in grave pericolo la salute di quegli anziani, ai quali il Covid-19 può essere fatale. Si sono comportati in modo vergognoso, in testa il direttore della struttura, Ivan Škaričić». Quest’ultimo, come riporta il quotidiano Slobodna Dalmacija, ha ammesso che una già decina di giorni fa alcuni degli anziani presentavano sintomi febbrili, aggiungendo però di non essere un medico e lodando il comportamento del personale della struttura. «Sono alla guida dell’istituto da sei anni e non ci sono mai stati problemi. Purtroppo, nonostante le misure adottate, non siamo riusciti a impedire che il Covid-19 penetrasse in uno dei piani dell’edificio». Ma «non ho alcuna intenzione di rassegnare le dimissioni», ha concluso.

L’altra sera, mentre Škaričić veniva contattato in diretta da una giornalista della Tv pubblica, un poliziotto ha preteso in modo brusco che cessasse l’intervista. Un intervento clamoroso, cui hanno assistito decine di migliaia di telespettatori, senza che vi fosse un plausibile motivo perché l’agente si comportasse in queL modo. Ieri la Questura spalatino–dalmata si è scusata con la giornalista, assicurando che l’agente responsabile dell’incidente sarà sanzionato. —


 

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