Contenuto riservato agli abbonati

Tutti al mare sulla costa dalmata: la polizia stringe sui controlli

Il lungomare di Spalato

Meteo favorevole annunciato per il weekend: forze dell’ordine mobilitate su spiagge e rive

 ZAGABRIA La polizia scende in campo in Dalmazia, dopo che nei giorni scorsi sono stati segnalati troppi assembramenti sulle spiagge e sui lungomare della costa croata, con gente che passeggia, va in bici o gioca a racchettoni approfittando del bel tempo. Comportamenti che inevitabilmente favoriscono la diffusione del coronavirus, che in Croazia ha ormai contagiato oltre mille persone e fatto otto vittime.



Ieri il Dipartimento di polizia della Regione spalatino-dalmata ha pubblicato un comunicato ricordando ai cittadini che, anche «alla luce del bel tempo annunciato per questo fine settimana», «la norma sulle misure di severa restrizione sulle strade e nei luoghi pubblici rimane tuttora in vigore» e tale norma si applica «a strade, piazze, fontane, parchi e a tutte le aree pubbliche in cui un ampio numero di persone può spostarsi e trattenersi». «Sappiamo che Žnjan, Bačvice e il lungomare di Spalato sono i posti preferiti dai cittadini per incontrarsi - fa sapere la polizia spalatina - ma in questo contesto non potete trattenervi in quei luoghi».



Così nei prossimi giorni, per i quali si annuncia già un principio di estate (16 gradi a Zara, 17 a Spalato e 18 a Dubrovnik), la polizia sorveglierà spiagge e rive nei centri urbani per evitare assembramenti e questo non solo a Spalato. A Sebenico, ad esempio, si è deciso di chiudere per tutto il fine settimana la passeggiata lungomare che si snoda davanti al canale di Sant’Antonio, proprio perché con il via vai di persone «il rischio di trasmissione del virus è più alto», come ha fatto sapere la polizia locale. Vietato anche il celebre gioco del “picigin”, il tipico passatempo spalatino che consiste nel passarsi in acqua una piccola palla senza l’ausilio di racchette. Nei giorni scorsi un video pubblicato dal portale Dalmacija Danas ha immortalato un gruppetto di persone impegnate proprio in una partita di picigin, come fosse piena estate e soprattutto come non ci fosse alcuna emergenza.

Non tutti insomma prendono sul serio le misure introdotte dal governo croato per contrastare la diffusione del virus e sebbene sia ancora consentito, in Croazia, uscire di casa senza bisogno di portare con sé un’autocertificazione, i raggruppamenti di più di cinque persone rimangono vietati.



Stando al quotidiano Večernji List, infine, le regioni sulla costa sarebbero in effetti quelle meno rigorose nel seguire l’invito delle autorità a rimanere a casa. Analizzando i dati raccolti tra febbraio e marzo dai server di Google e riguardanti la funzione di geolocalizzazione dei telefoni cellulari, Večernji List ha infatti stilato una classifica delle regioni croate sulla base della presenza degli utenti in parchi pubblici o, al contrario, nel proprio luogo di residenza. La conclusione - riassume Večernji List - è che mentre nell’area di Zagabria il numero di connessioni dai parchi è crollato del 64%, nelle regioni costiere di Sebenico, Zara, Spalato e Dubrovnik, questa flessione non è andata oltre il 33%. Va detto che sulla costa l’epidemia è arrivata in ritardo rispetto alla regione zagabrese, ma gli ultimi aggiornamenti della protezione civile croata confermano ormai una diffusione generalizzata, con circa 160 casi nell’area di Spalato, 50 a Dubrovnik e a Zara e 30 a Sebenico. Il coronavirus, insomma, riguarda ormai tutto il Paese. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Video del giorno

L'orsetto salvato nel Parco d'Abruzzo e ricongiunto alla famiglia: è l'unico caso in Europa

Insalata di gallina, radicchio, mandorle, melagrana e cipolla

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi