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Monfalcone, boom di lavoro per produrre i fogli Regina

La Cgil sigla un accordo innovativo nell’azienda Sofidel del Lisert: aumentano le ore del turno, ma crescono anche retribuzioni e riposi per sei settimane

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Un’immagine della Sofidel che opera al Lisert e realizza prodotti della carta a uso domestico e che incrementa la produzione Foto Bonaventura 

MONFALCONE Turni di lavoro più lunghi, straordinari “a manetta”, ma al tempo stesso maggiori riposi, aumento della produzione e di conseguenza aumento della paga. Nel pieno dell’emergenza legata al contagio del coronavirus in un quadro in cui una grande parte delle realtà produttive sono ferme c’è chi al contrario vede un aumento della domanda con un boom di mercato. È così alla Sofidel che opera nel comprensorio del Lisert a Monfalcone, l’azienda cartaria del gruppo Soffass nota per i famosi “rotoloni Regina” e che in questi giorni ha siglato un accordo straordinario, assolutamente innovativo con i sindacati.



Per sei settimane si va a tutta birra, garantendo allo stesso tempo da un lato tutte le misure di sicurezza e protezione sanitaria anti contagio previste dai decreti del governo ai lavoratori (un’ottantina), dall’altro però all’azienda di cavalcare la domanda di mercato con un aumento della produzione. Un accordo che vale sei settimane, tanto è stimata la durata dell’emergenza.

«Abbiamo sottoscritto assieme alle Rsu un accordo con l’azienda - conferma il segretario Slc-Cgil Enrico Coceani - è un’intesa innovativa che da un lato soddisfa le regole previste dal protocollo governativo che va incontro alle esigenze dei lavoratori ma dall’altro a quelle dell’aziende che deve far fronte ai maggiori carichi di lavoro».

Si va avanti per tutta la durata dell’emergenza e poi si vede. «Se la domanda dovesse continuare a questi livelli - spiega il segretario della Cgil, Thomas Casotto - e se le commesse resteranno a questo livello ci confronteremo con l’azienda per aumentare il personale». L’emergenza virus sta stravolgendo società, l’economia ma anche i canoni del lavoro e delle relazioni sindacali. E la Cgil ribadisce che è pronta a discutere con la massima apertura. «Noi dove si possono fare accordi, se ci sono le condizioni che assicurino la sicurezza per i lavoratori ma anche la possibilità di crescita per le aziende con l’aumento di produzione e occupazione ci siamo» sottolinea Casotto.

Una condizione perfetta anche se del tutto straordinaria quella che emerge dall’accordo con un verbale lungo quasi quattro pagine, sottoscritto da azienda e sindacati e che prevede una nova organizzazione provvisori a delle turnazioni nello stabilimento per soddisfare il picco di lavoro. Anche in questo caso una parte del personale, uffici in particolare, resterà a casa per fare il telelavoro, chi ha ferie residue se vorrà potrà smaltirle. Altre funzioni aziendali sono state sospese. Ma sul fronte della produzione ci sarà invece un incremento di squadre. Ben quattro, composte da 5 addetti con tanto di scorta, che lavoreranno con una specifica turnazione.

Si lasceranno al lavoro solamente le «persone strettamente necessarie al corretto andamento degli impianti». Quelle in più utilizzeranno giorni di ferie aggiuntive senza erodere il monte ore residuo. Lavoratori che per questo resteranno a disposizione in caso di chiamata all’ultim’ora per sostituire gli assenti e ci sarà un “equo criterio di rotazione” per utilizzare le ferie aggiuntive.

Ma si tratta solo di una parte del lungo e articolato verbale di accordo che riguarda l’ottantina di lavoratori dei vari reparti (cartiera, converting, manutenzione eccetera) che da questi giorni vedranno nuove turnazioni e ore straordinarie tramutabili in denaro, ferie o ore di riposo compensativo. Con massima flessibilità fino a quando dura l’emergenza. —

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