Coronavirus, anziani a passeggio e tanta più gente in bus: i divieti perdono presa

Dopo la prima fase di rispetto teutonico delle regole, i triestini stanno abbassando la guardia. Tassisti e autisti: «Trasgrediscono in molti e lo fanno con leggerezza»

TRIESTE. Il rigoroso rispetto delle regole registrato nei primi giorni dell’emergenza sembra quasi un ricordo. I triestini hanno iniziato infatti ad abbassare la guardia. In giro, specialmente nelle ore centrali e più calde, circola sempre più gente, incapace di resistere alla voglia di fare quattro passi all’aria aperta o semplicemente passare un po’ il tempo godendosi il sole.



La dimostrazione si è avuta ieri mattina. Decine, in centro e nei rioni periferici più popolosi, gli anziani seduti sulle panchine, le persone passeggio senza meta, gli adolescenti intenti a camminano l’uno accanto all’altro. Avvistati persino ciclisti con tanto di tutina fluorescente. Un atteggiamento che, non si stancano di ripetere a tutti i livelli le autorità sanitarie e civili, potrebbe rallentare l’uscita dal tunnel dell’emergenza della nostro territorio come ben sanno gli altri numerosi triestini che le regole, invece, dimostrano di rispettarle rimanendo a casa o comunque limitando gli spostamenti inutili.



Un’altra cartina al tornasole del “risveglio” della città è la situazione dei parcheggi in centro. Gli stalli blu, quelli diventati temporaneamente gratuiti, sono presi d’assalto al punto che per chi dovrebbe utilizzarli per lavoro, è ormai impossibile trovare posteggio. Ma a testimoniare l’accresciuto numero di persone in giro sono anche due categorie di lavoratori che, proprio in virtù del mestiere che fanno, hanno davvero il polso della situazione: tassisti e autisti dei bus. E tanto gli uni quanto gli altri evidenziano come, da un paio di giorni, il via vai di persone e il traffico veicolare siano indubbiamente aumentati.

San Giacomo in primis, e poi Roiano, piazza Goldoni, le vie Gallina e Carducci, San Giovanni su viale Raffello Sanzio, le zone più critiche dove, a detta di chi per lavoro è costretto a circolare, i pedoni sono in aumento. «Fino alla scorsa settimana - osserva Davide Secoli, presidente della Radio Taxi - i triestini in generale avevano preso molto seriamente il provvedimento, c’era rigore. Negli ultimi giorni di bora la città era semideserta, ma da un paio di giorni, cioè da quando è rispuntato il sole, la musica è decisamente cambiata: al mattino ci sono molte più persone in giro. Alla sera, invece, scatta il coprifuoco».

Analisi condivisa anche da Roberto Principe, consigliere della Radio Taxi. «Al mattino, da un paio di giorni, c’è più movimento, - osserva -. Sembra si sia abbassata la soglia dell’attenzione da parte dei triestini. È come se temessero meno le conseguenze di tutte queste uscite».

Stessa valutazione da parte degli autisti della Trieste Trasporti che riferiscono di aver riscontrato ultimamente «troppa gente in giro». «L’impressione è che i divieti non abbiano più la presa iniziale - evidenziano -. Lo si vede anche dagli aumenti delle presenze di passeggeri in alcune linee: 1, 11, 25,37,48 e 22 soprattutto. L’apice è al mattino, mentre dopo le 15.30 il movimento cala drasticamente. La gente sembra sentirsi più libera di circolare, come se avvertisse minor pericolo».

Insomma qualcuno ha iniziato a prendere meno sul serio l’emergenza e sotto gamba i divieti. «Abbiamo visto persino ciclisti con casco e tutina, gente che passeggia e che si ferma a fare due chiacchiere, molti anziani seduti in giro per città, a San Giacomo soprattutto - proseguono i conducenti -. L’azienda ci ha dotato di tutti i dispositivi utili per la nostra sicurezza, ma stando in mezzo alla gente il rischio c’è, e le uscite da parte di troppi triestini con tanta leggerezza sono una mancanza di rispetto anche per quelle categorie che, come la nostra, sono costrette a lavorare».

In questo contesto si inserisce anche il pressing su Trieste Trasporti, lanciato da diversi utenti dei bus, per ottenere la proroga degli abbonamenti di marzo, non sfruttati appunto per i divieti. La linea dell’azienda su questo, però, è netta. «Al momento non sono stati adottati da parte delle competenti autorità nazionali e regionali provvedimenti che riguardano rimborsi o proroghe degli abbonamenti - chiarisce il responsabile comunicazione, Michele Scozzai. La clientela è invitata a conservarli in attesa di indicazioni in merito. Gli abbonamenti di marzo, ad ogni modo, non devono ritenersi prorogati per il mese di aprile. Trieste Trasporti fa sapere di non poter disporre, per nessuna ragione, la gratuità del trasporto perché l’obbligatorietà del titolo di viaggio è sancita dalla legge». 

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