In picchiata i reati commessi a Trieste: due terzi in meno da un anno all’altro

Il coprifuoco ha fatto crollare a marzo il tasso di “delittuosità”. Ma in prospettiva occhio al fenomeno dell’usura

TRIESTE. Di fronte al dramma in cui il coronavirus ci ha trascinati, emerge pure un dato, per sua natura, positivo: è crollata la cosiddetta “delittuosità”. Vuol dire che i reati continuano a esserci ma sono in netto calo. A Trieste e provincia, nel mese scorso, e più precisamente nel periodo dal 1 al 29 marzo, sono infatti diminuiti del 64% rispetto allo stesso periodo del 2019. Una percentuale, questa, in linea con la media italiana.

Sull’intero territorio nazionale infatti, come comunicato negli scorsi giorni dal ministero dell’Interno, le misure adottate per contenere la diffusione del Covid-19, determinando una limitazione degli spostamenti delle persone, hanno ovviamente influito sull’andamento della delittuosità, registrando in particolare nel periodo dal 1 al 22 marzo un’evidente diminuzione del trend sull’intero territorio nazionale: 52.596 delitti nel 2020 a fronte dei 146.762 commessi nel 2019.

La diminuzione più rilevante – secondo il report sulla delittuosità in Italia elaborato dalla Direzione centrale della Polizia criminale del Dipartimento della pubblica sicurezza – riguarda soprattutto alcuni reati quali lo sfruttamento della prostituzione (-77%), le violenze sessuali (-69 %), i furti in genere (-67,4 %), i furti in abitazione (-72, 5%), i furti con destrezza (-75,8%) e le rapine in uffici postali (-73,7%) e una diminuzione meno rilevante altri reati quali le rapine (-54,4%) e quelli riguardanti gli stupefacenti (-46%).

Si evidenzia, inoltre, che nel periodo in esame, confrontato con l’analogo periodo dell’anno precedente, i maltrattamenti in famiglia registrano una diminuzione inferiore rispetto ad altri reati (-43,6%). Anche i furti e le rapine alle farmacie denotano un decremento inferiore rispetto ad altri reati cosiddetti “predatori” (-13,8% e -24,6 %).

Anche nel capoluogo giuliano si riflette più o meno la stessa situazione. Più o meno perché ad esempio, a differenza del resto del Paese, qui le rapine sono state azzerate nel mese di marzo, come le violenze sessuali. Nessuna vittima infatti si è registrata a marzo – a meno che le denunce non rimangano fra le mura di domestiche – quando invece i casi denunciati nello stesso periodo dell’anno scorso erano stati tre.

«Mi sento dunque di smentire – osserva il prefetto Valerio Valenti – i commenti che in questo periodo circolano sul fatto che le violenze domestiche aumenterebbero quasi di costrizione. Concordo comunque con il ministro dell’Interno Lamorgese, che ha detto: “gli altri reati diminuiscono moltissimo, questi meno degli altri”».

Sono in netta diminuzione a propria volta i danni contro il patrimonio, come danneggiamenti e incendi. Si parla in questo caso di numeri che da 98 sono diventati 32. Non spariscono invece i furti, pur diminuiti di due terzi (da 292 a 97), e i reati contro la persona (da 63 a 27), come le minacce o il tentato omicidio, che comunque si sono più che dimezzati. Quasi stazionari i reati legati agli stupefacenti come lo spaccio. Erano 12 i casi nel 2019, sono stati 11 nel mese scorso. «Questo è un dato riconducibile probabilmente anche a una fascia di spacciatori che continuano in qualche modo la loro attività – afferma Valenti – e mi riferisco in particolare agli extracomunitari che, anche se mi dispiace molto dirlo, hanno in mano mercato dello spaccio».

L’unico caso in controtendenza, benché si parli di numeri davvero piccoli, riguarda le estorsioni: da due casi del 2019 si è passati a cinque. A crescere potenzialmente, visto l’obbligo di rimanere il più possibile a casa, anche se per il momento non si registra un aumento, potrebbero essere le truffe e le frodi informatiche: nel primo caso erano 118 e sono diventate 28, nel secondo erano 7 e sono diventate tre.

Anche se le difficoltà economiche inizino a farsi sentire, per il momento non sono emersi ancora casi di usura, una tendenza in linea con l’anno scorso. «Questo non è un territorio in cui il fenomeno ha attecchito», conclude Valenti: «Ma su questo fronte bisognerà fare particolare attenzione nel prossimo periodo, affinché la gente indebitata non caschi nelle maglie dell’usura».

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