Monfalcone, strana impennata delle polveri sottili con centrale spenta e industrie ferme

Bora sul golfo di Panzano

Ottimi gli altri indicatori. L’assessore Cauci: «Le correnti  gelide hanno trasportato aria dal deserto del Karakorum»

MONFALCONE Una qualità dell’aria come quella delle ultime due settimane Monfalcone, città industriale per antonomasia, attraversata da trafficatissime arterie di valenza regionale, non la registrava da tempo.

La produzione della centrale termoelettrica A2A EnergieFuture è del resto ferma da inizio febbraio, l’attività del cantiere navale e delle principali realtà industriali è sospesa ormai da oltre dieci giorni, in pratica azzerato il transito di mezzi pesanti e leggeri. Per questo è apparsa in tutta la sua anomalia l’impennata delle concentrazioni delle Pm10, le polveri sottili, di solito prodotte dalla combustione di materiali fossili (ma anche di legna e pellet) registrata dalle centraline gestite da Arpa Fvg nell’Area verde di via Valentinis, in via Natisone e a Panzano. «Anche perché il fenomeno non è stato affiancato da un aumento dei valori di biossido di azoto e di biossido di zolfo», afferma l’assessore all’Ambiente Sabina Cauci, che quindi ha chiesto una spiegazione ad Arpa. Quella fornita è in linea con il parere espresso dall’Arpa del Veneto in questi giorni: le correnti gelide di inizio settimana hanno pescato aria continentale dalla zona del Mar Caspio e dei deserti del Karakorum che poi le correnti di bora hanno riversato sui Balcani e sulla pianura padano-veneta.



L’origine è quindi da ricercare in un fenomeno di trasporto di sabbia dalle zone desertiche dell’Asia, come mostrano le traiettorie seguite nei cinque giorni precedenti dalle masse d’aria che si sono riversate da venerdì sulla regione.

L’apporto di particelle di tipo sabbioso ha portato a un netto superamento dei limiti di legge, vale a dire 50 microgrammi per metro cubo come valore massimo giornaliero: in Area verde venerdì la concentrazione è stata di 149 microgrammi, sabato di 137, domenica di 93, mentre in via Natisone i valori sono stati rispettivamente di 152, 127, 91 microgrammi e a Panzano di 131, 122 e 83 per metro cubo. La centralina di via Natisone, l’unica che le rileva, ha visto aumentare anche le Pm 2, 5 passate da 12 a 45 microgrammi per metro cubo tra giovedì e venerdì scorsi. Allo stesso tempo le concentrazioni di biossido di azoto si sono mantenute molto basse, come quelle di biossido di zolfo, addirittura pari a zero all’inizio della scorsa settimana.

«Le polveri sottili sono dannose per la salute, come ha accertato anche l’Organizzazione mondiale della sanità – afferma l’assessore all’Ambiente –. Purtroppo non abbiamo ricevuto alcun avviso che si sarebbe verificato questo fenomeno e quindi non è stato possibile avvisare la popolazione di evitare di arieggiare la casa nel fine settimana». Precipitazioni “sabbiose” non sono una novità, anche nel Monfalconese, ma di solito coincidono con i venti di Libeccio, che trasportano pulviscolo dal Sahara, non con quello di Bora. «Quando ho visto il terrazzo e l’auto rivestite di una patina giallastra ho pensato al polline e invece poi mi sono resa conto che si trattava di sabbia», commenta l’assessore Cauci. Il fenomeno, in calo domenica, era previsto di esaurisse ieri, quando la Bora ha ripreso a soffiare. —

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