Bonus spesa, dai Comuni del Fvg in arrivo 6,6 milioni. Ma i sindaci si dividono L'ELENCO COMUNE PER COMUNE

Il tricolore sulla facciata del Municipio (Lasorte)

Poco più di un milione a Trieste, 182 mila euro a Gorizia. Anci Fvg l’attacca, critico anche Roberti. Il Pd: è un primo aiuto concreto a chi è in estrema difficoltà

TRIESTE Anche in Friuli Venezia Giulia fa discutere il provvedimento a favore dei Comuni annunciato sabato sera dal premier Giuseppe Conte. La giunta Fedriga e l’Anci regionale vanno all’attacco del governo, mentre i sindaci si dividono: se da un lato il centrosinistra sottolinea l’aspetto emergenziale della risposta dell’esecutivo e auspica un intervento di rinforzo da parte della Regione, molti amministratori di centrodestra insistono invece sull’insufficienza della misura di Roma. E in risposta alla polemica sollevata anche a livello nazionale dalla Lega (il cui leader a questo proposito ha parlato di «7 euro a testa»), il Pd obietta che i soldi in questione non si dividono per tutti gli abitanti ma vanno solo a chi è in difficoltà: sostenere il contrario è «un’operazione falsità».

Ma vediamo innanzitutto le cifre. In base all’ordinanza emessa dalla Protezione civile, che elenca il riparto delle cifre per i “Buoni spesa” nelle varie regioni e comuni, al Friuli Venezia Giulia sono destinati in tutto 6,6 milioni di euro: l’80% dei fondi verrà distribuito sulla base della popolazione residente, il restante 20 tenendo conto della distanza fra la ricchezza pro capite di ciascun Comune e la media nazionale. In base a questo criterio, a Trieste sono assegnati poco più di un milione di euro; quasi 70 mila andranno a Muggia, 45 mila a Duino Aurisina, 30.500 a a San Dorligo della Valle-Dolina, 11mila a Sgonico e 4.500 a Monrupino. In provincia di Gorizia, al capoluogo isontino spettano 182 mila euro; a Monfalcone quasi 152 mila; a Grado 42 mila; a Gradisca d’Isonzo 34 mila; a Cormons 38 mila, suppergiù la stessa cifra di Staranzano; a scendere le cifre negli altri Comuni.

L'ELENCO COMUNE PER COMUNE


«Sono perplesso – esordisce il presidente di Anci Fvg, Dorino Favot –. I 4,3 miliardi di euro annunciati da Conte sono un’anticipazione del fondo di solidarietà dei Comuni: soldi che le amministrazioni avrebbero ricevuto a maggio e che ora riceveranno ad aprile, nulla più». Quanto appunto al «secondo annuncio, inerente i 400 milioni» – prosegue Favot che definisce la cifra «irrisoria» –, «al sistema Fvg ne arriveranno solo 7, che a conti fatti porteranno un aiuto di 6 euro a persona. Inaccettabile poi la presa di posizione del presidente Anci nazionale, Decaro: avrebbe dovuto chiedere un parere alle Anci regionali». Il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, è l’unica voce parzialmente fuori dal coro del centrodestra regionale: «Senz’altro parliamo di una miseria ma in questo momento chi si accontenta gode, inutile criticare. Se mi arriva anche solo un milione mi metto subito a fare buoni spesa. I piccoli commercianti, quelli che la sera prendevano l’incasso dal cassetto, hanno già finito l’autonomia. Servirebbe un piano Marshall dall’Europa, altroché».



Per il suo omologo di Gorizia, Rodolfo Ziberna, quello di Conte è «un bluff. A Gorizia arriveranno circa 150mila euro: suddivisi tra perlomeno tremila famiglie, fanno 50 euro a nucleo familiare, una tantum. Per quanto tempo basteranno? Con quali criteri potranno essere distribuiti? Sono travolto da messaggi di cittadini che mi chiedono se lunedì (oggi, ndr) potranno venire in Comune a ritirare i buoni: immagino già il caos». Ancora più critica la sindaca di Monfalcone, Anna Cisint: «L’annuncio serale di Conte ha ingenerato false aspettative. A Monfalcone, facendo un conto in base al numero degli abitanti, probabilmente arriveranno 50mila euro: 1,70 euro a cittadino. Ma i “nuovi poveri" sono uno su tre: in questo caso si tratterebbe di 5 euro a cittadino, dunque nemmeno un uovo di Pasqua».

Da parte leghista rincara la dose Pierpaolo Roberti, assessore regionale alle Autonomie locali: «Se il presidente del Consiglio annuncia 4,4 miliardi ma le risorse ammontano a 400 milioni non c’è tanto da festeggiare. Al Fvg inoltre andrà l’1,65% delle risorse, ma la nostra popolazione è il 2,1% di quella italiana». Al coro si unisce il deputato Walter Rizzetto (FdI): «Sono risorse già dovute, semplicemente anticipate di un mese. Quanto ai 400 milioni, perché chi non ha i soldi per fare la spesa non è già coperto dal reddito di cittadinanza?».

Chi la pensa diversamente è Franco Lenarduzzi, sindaco di Ruda e coordinatore regionale dei piccoli Comuni per Anci Fvg: «È una risposta immediata per arginare la soglia di povertà, condivisa con l’Anci nazionale, in un momento a rischio di conflitto sociale. I Comuni sono in prima linea per i bisognosi, se la Regione lo ritiene può fare un passo in più: ne saremmo contentissimi». Quanto alla manciata di spiccioli per ogni cittadino – o supposta tale – contro cui punta il dito la Lega, «in Fvg siamo un milione e mezzo di abitanti – prosegue Lenarduzzi –: se divido per quel numero, ovvio che vengono fuori 5 euro a testa, ma i fondi andranno solo a chi ha bisogno. Si tratta di una strumentalizzazione molto grave».

Un punto quest’ultimo su cui batte anche il Pd, tramite l’ex governatrice e oggi deputata Debora Serracchiani e i consiglieri regionali Franco Iacop e Diego Moretti: «Salvini ha lanciato una vera e propria “operazione falsità”, mentre gli amministratori leghisti del Fvg si accodano agli ordini e attaccano il governo, alla faccia dello “stiamo uniti”. I fondi stanziati sono un extra, da destinare per un aiuto urgente a chi è in estrema difficoltà: non si dividono in alcun modo per il numero totale degli abitanti. In Fvg sono circa 70mila le persone raggiunte dai Servizi sociali: per loro si tratterà di un aiuto concreto per fare la spesa. Se servono altre risorse, allora integri la Regione autonoma, che è competente sugli Enti locali».

Tornando ai sindaci, per il primo cittadino di Palmanova Francesco Martines i «Comuni devono essere in prima fila, come nel post-terremoto. Ai sindaci e ai Servizi sociali comunali sia data pertanto la possibilità di gestire gli aiuti alimentari di prima necessità». Martines auspica inoltre a propria volta stanziamenti da parte della Regione, a rinforzo del provvedimento governativo. Così la sindaca di Muggia, Laura Marzi: «Se fatta adeguatamente, la distribuzione di fondi statali ai Servizi sociali può dare un ottimo risultato, l’importante è che ci sia una regia adeguata. A fronte della possibilità di avere dei buoni spesa, auspico poi che la Regione faccia un bando di gara unico per comprare buoni universalmente accettati e spendibili: in passato abbiamo avuto difficoltà a trovarne». E intanto il capogruppo del Patto per l'Autonomia in Consiglio regionale, Massimo Moretuzzo, sollecita l’attivazione di finanziamenti regionali ai piccoli Comuni per sostenere buoni spesa solidali per le famiglie. —

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