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Coronavirus, decine di matrimoni rinviati e da riorganizzare

Una coppia di novelli sposi

Futuri sposi costretti a cercare una nuova data. C’è chi ha rifissato a ottobre

TRIESTE A Trieste sono 25, finora, i matrimoni rinviati che erano stati programmati negli spazi del Comune, decine poi risultano quelli rimandati anche nelle chiese cittadine. L’emergenza Covid-19 frena i piani di molte coppie, che proprio a primavera, stagione molto amata per le cerimonie, avevano pianificato le nozze.

IL RINVIO


Qualcuno ha già stabilito una nuova data tra qualche mese, spesso dopo l’estate, altri sono in attesa degli sviluppi della situazione, per decidere. Nel frattempo ci sono anche rinfreschi da spostare, invitati da avvisare, così come i fotografi e i videomaker, e ancora bomboniere e partecipazioni da modificare.

Per quanto riguarda i riti civili, fino a oggi, secondo i dati forniti dall’assessore comunale Michele Lobianco, i matrimoni rinviati sono 16 e quelli fino al 4 aprile saranno altri 9. In tutto, dunque, 25. A questi, come accennato, si aggiungono i riti in chiesa. E c’è chi teme anche per le settimane successive, alla luce dell’emergenza ancora in corso. Chi ha pianificato di salire all’altare a maggio, non è così sicuro che tutto sarà confermato e nel frattempo spera di non dover mettere in moto una lunga serie di telefonate, per correre ai ripari.

L’ITER

La trafila da seguire, per chi sa già che non potrà celebrare il giorno tanto atteso ma sarà costretto a rinviare la cerimonia, è uguale per tutti. Va contattata prima la parrocchia o l’ufficio comunale di riferimento, segue la comunicazione a tutti gli invitati e quindi ai fornitori dei servizi scelti. Il problema per molti è trovare un nuovo giorno libero che coincida, contestualmente, con la disponibilità del luogo scelto per il rito, del locale selezionato per il pranzo o la cena e naturalmente anche degli altri soggetti coinvolti.

LA STORIA

Chi ha già sospeso ogni cosa ormai se ne è fatto una ragione, sono ancora in apprensione invece gli sposini di aprile e maggio. Tra chi doveva convolare a nozze in questo periodo ci sono anche David e Valentina. «Ci dovevamo sposare sabato 21 marzo, abbiamo fermato tutto il 9, dopo le prime ordinanze, e scelto già una nuova data a ottobre. Inizialmente – raccontano i due fidanzati – avevamo pensato di ridurre la cerimonia al minimo, con testimoni e parenti stretti, rinviando la festa a più avanti. Non ci trovavamo sicuramente in un contesto come quello attuale. Poi per fortuna abbiamo rimandato tutto, e pochi giorni dopo qualsiasi evento è stato bloccato. Abbiamo dovuto spostare – aggiungono – ristorante, fiori, musica, la fotografa, e pure il viaggio di nozze in Giappone».

DA RIFARE

Nel caso della coppia, come accaduto pure per altre, alcuni dettagli saranno comunque da riformulare. «Le partecipazioni le riscriveremo – spiega Valentina –, stiamo decidendo invece cosa fare delle fedi, che avevano già la data del 21 marzo incisa all’interno. Valuteremo il da farsi nelle prossime settimane. Per i vestiti poi il mio è ancora in negozio, lo ritirerò quando tutto sarà tornato alla normalità. Abbiamo avvisato gli invitati subito, l’importante ora è che la situazione si sistemi».

A OTTOBRE

«Faremo una festa ancora più grande a ottobre – aggiunge David – e intanto cerchiamo di vedere le cose positive, avremo più tempo per studiare la lingua giapponese – scherza – prima di partire per la luna di miele». —

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