L’Accademia dell’Adriatico punta su logistica e ferrovie

L’istituto, fresco di riconoscimento ministeriale, si prepara ad avviare un corso per formare macchinisti di treni d’intesa con Adriafer e altri vettori internazionali



Grande soddisfazione ai vertici dell’Accademia Nautica dell’Adriatico per l’esito della valutazione di qualità stilata da Indire, acronimo di Istituto nazionale documentazione innovazione ricerca educativa, che vede l’Accademia Nautica dell’Adriatico al primo posto in Friuli Venezione Giulia e al tredicesimo in Italia su 187 percorsi valutati. Tra i titoli di merito tenuti in considerazione nel giudizio espresso dalla realtà vicina al ministero, c’è anche il grado di “appeal” dell’Accademia di via von Bruck. Il 25% delle allieve e degli allievi proviene infatti da fuori Regione, percentuale che l’istituzione triestina al secondo posto in Italia per attrattività extraregionale.


«Questo risultato ci responsabilizza ancor di più - ha affermato il direttore generale Bruno Zvech -. Ringrazio il nostro staff assieme ai nostri docenti, le aziende partner che ci sostengono con entusiasmo e le Istituzioni, a partire da Regione e Comune, ma credo che l’impegno delle nostre allieve e dei nostri allievi sia stato il vero fattore determinante per il successo. Inoltre, essendo la nostra Fondazione una delle pochissime in Italia ad essere certificata Iso 9001:2015 da parte di Rina, avevamo già l’obbligo di rispettare determinati standard».

Dopo la sospensione delle lezioni e l’impossibilità di prevedere il ritorno alla normalità, come si è attrezzata l’Accademia? «Seguiamo quanto previsto per tutti gli Its e abbiamo avviato un percorso on line prevedendone altri a breve. Siamo comunque in videoconferenza da settimane con la Regione assieme alle altre fondazioni per mettere in sicurezza il Sistema Fvg e garantire sia la chiusura regolare dell’anno formativo sia gli esami a fine biennio o triennio».

Quali sono le conferme e le novità per il prossimo anno? «Oltre ai percorsi consolidati sia nella sede di Trieste che in quella di Pordenone, intendiamo avviare il corso di logistica a Udine, con una curvatura dedicata alla robotica e all’internazionalizzazione - prosegue Zvech -. Ma la novità sarà un’altra: abbiamo una serie di richieste importanti per avviare un corso per conduttori dei mezzi ferroviari (macchinisti ferrovieri) e siamo già a buon punto con Adriafer, InRail e Hupac, mentre registriamo un crescente interesse di altri vettori nazionali e internazionali. Questo rappresenterebbe un passo importante per coprire i settori della filiera di cui ci occupiamo, ma anche il fabbisogno che il settore dell'intermodalità ha di figure professionali».

L'emergenza in essere potrebbe limitare le occasioni previste? «Ovviamente la crisi c’è in tutti i settori e vedremo quali dimensioni avrà, ma il percorso ferroviario dura comunque due anni e i nuovi professionisti si troveranno a confronto con un mercato del lavoro, quello dei trasporti, che dovrà rimettersi in carreggiata. In questo senso - conclude il direttore dell’Accademia - i vari focus con le aziende ci confortano e ci aiutano a guardare oltre la crisi che certamente sarà molto dura». —



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