Nella Barcola off-limits il lungomare deserto. A Trieste altre 52 denunce

Il lungomare di Barcola deserto

Cittadini attenti a rispettare i divieti, anche se non è mancata qualche eccezione Sgomberato dai vigili urbani un assembramento di migranti in via Sant’Anastasio

TRIESTE Giardini sbarrati, strade semideserte e Barcola vuota. Sull’intero lungomare, dalla pineta al Bivio e oltre fino a Miramare, ieri non c’era anima viva. Nessuno a passeggio, nessuno in bicicletta, nessuno che portava il cane, nessuno a prendere il primo sole primaverile o a fare il bagno. L’unica sagoma umana che a metà pomeriggio si poteva scorgere da lontano, ma proprio l’unica, era quella di un cameraman al lavoro, a documentare un pezzo di città ferma, come sospesa.



I triestini, dopo l’ordinanza di divieto varata dal Comune e le denunce delle forze dell’ordine, evidentemente hanno capito. La salute vale di più. «Non c’è veramente nessuno qui», raccontava una signora che abita in una villetta di fronte a Sticco. «Una situazione del genere io non l’ho mai vista».

La pineta ieri era controllata da una società di vigilanza privata: un’automobile scura che pattugliava tutto il perimetro, come una ronda.



Poca gente in giro pure nel resto della città, se si esclude una coppietta spensierata a spasso mano nella mano in Cavana, qualche passante con il cagnolino al guinzaglio e chi sta in fila nell’attesa di entrare al supermercato. O, ancora, un clochard steso su una panchina di piazza Garibaldi, due giovani migranti seduti accanto ai piedi della fontana di piazza Vittorio Veneto, un altro clochard addormentato su un marciapiede di via Udine.

In questi giorni i posti di blocco della Polizia, dei Carabinieri, della Polizia locale, della Guardia di finanza e dell’Esercito sono numerosi. Dagli accertamenti sono emerse varie violazioni alle ordinanze: 726 le persone controllate a Trieste nelle ultime ventiquattr’ore per un totale di 52 denunciati per “inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità” (articolo 650 del Codice penale). Tre, invece, i denunciati per le false dichiarazioni riportare sul modulo cartaceo. E tra chi faceva jogging o andava liberamente a passeggio figura anche un ciclista. «Pedalare mi fa bene alla salute, me lo ha prescritto il medico», così si è giustificato davanti agli agenti. L’uomo si è poi fermato dinnanzi a un tabacchino ad attendere l’apertura.



Gli agenti e i militari hanno inoltre monitorato 172 esercizi commerciali, da cui stavolta non è emersa alcuna irregolarità. Nel resto della regione si conta invece un totale di 3.886 persone controllate; 155 le denunce per inosservanza dei provvedimenti e 7 quelle per falso. Sono stati 1.093, infine, i negozi passati al setaccio in Friuli Venezia Giulia. Nessuna sanzione.

Criticità, a Trieste, in via Sant’Anastasio. Il sottotetto di un garage abbandonato, che si trova di fronte alla sede dell’Inps, si è nuovamente popolato di migranti. Un gruppo di stranieri, probabilmente di nazionalità afghana e pachistana, ieri bivaccava tra coperte, stracci e avanzi di cibo. Un assembramento rigorosamente vietato in questi giorni di emergenza sanitaria. La Polizia locale ha fatto allontanare i migranti, assicurando un monitoraggio della zona anche nelle ore serali.

Segnalazioni, sempre a Trieste, dal rione di Ponziana: ieri mattina alcuni residenti delle case Ater di via Orlandini hanno contattato la Polizia locale e i Carabinieri lamentando la presenza di un gruppo di persone (tra cui alcuni operai di una ditta edile) che si dà abitualmente appuntamento nel cortile di un caseggiato. «Non è giusto che qui tutti cerchiamo di rispettare le direttive anti contagio e restiamo chiusi in casa senza poter nemmeno andare a trovare amici e parenti – hanno protestato i residenti – mentre poi c’è chi si comporta così». —




 

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