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Lo sceicco che ama il mare croato invia una maxi fornitura sanitaria

Lo Yas, lungo 141 metri, lo scorso anno in uno dei porti della Croazia

Dono a Zagabria: 11 tonnellate di materiali dal principe il cui yacht d’estate naviga tra Spalato e Ragusa

ZAGABRIA Un aiuto di 11 tonnellate e mezza di materiale sanitario del quale i cittadini croati potranno beneficiare. Mascherine, guanti di lattice e altra attrezzatura medica sono già stati fatti pervenire alle autorità croate: si tratta del dono di un ricchissimo sceicco di Abu Dhabi, capitale degli Emirati Arabi Uniti, il quale ha però voluto mantenere l’anonimato. In virtù dell’ingente donazione, che verrà utilizzata per la massima parte nella battaglia che anche la Croazia sta ingaggiando contro il coronavirus, Zagabria ha annullato la commessa di mascherine del valore di 19 milioni di kune - circa 2 milioni e mezzo di euro - che era stata concordata con una azienda di Pola di recente costituita.

Il carico, stando a quanto hanno fatto sapere fonti del governo guidato da Andrej Plenković, è arrivato a sorpresa, anche se i primi contatti erano stati allacciati circa un mese e mezzo fa: colloqui che negli ultimi giorni hanno avuto un’accelerazione improvvisa fino al concretizzarsi a Zagabria del materiale sanitario.


Se l’autore del pregevole gesto ha voluto restare nell’ombra, i media croati però hanno però indagato fino a scoprire che si tratta del principe Hamdan bin Zayed Al Nahyanu: è una delle persone più influenti nel suo Paese, quarto figlio del fondatore degli Emirati Arabi Uniti, nonché ex ministro degli Esteri e vice premier. Al Nahyanu è anche presidente dell’organizzazione umanitaria Mezzaluna Rossa, il che potrebbe spiegare in parte l'encomiabile iniziativa dello sceicco arabo. È anche vero comunque che il principe adora le coste e il mare della Dalmazia, che ama visitare ogni anno. Puntualmente. Lo fa a bordo di un colosso dei mari, lo yacht Yas, uno dei più grandi al mondo, forte dei suoi 141 metri di lunghezza: varata come fregata da guerra della Royal Navy olandese nel 1978, l’unità è stata completamente modificata in anni recenti in un cantiere di Abu Dhabi per diventare un superyacht capace di accogliere fino a 60 passeggeri (e quasi altrettante persone di equipaggio) per i quali sono a disposizione fra l’altro eliporto, piscina, centro spa e un sistema audiovisivo particolarmente adatto per le feste a bordo.

Da alcune estati in qua, lo Yas è di casa nelle acque fra Spalato e Ragusa (Dubrovnik), dove la sua apparizione che regolarmente strappa commenti di ammirazione e anche invidia. Il valore? Avvolto nel segreto ovviamente, ma certamente non tale da gettare sul lastrico uno sceicco il cui patrimonio personale è stimato intorno ai 150 miliardi di dollari.

L’estate scorsa il megayacht era finito al centro dell’attenzione dei media croati per un caso, rimasto per altro ufficialmente senza nomi e cognomi dei protagonisti. Anche se dalle autorità croate non è mai giunta conferma - né smentita -, a causare una situazione parecchio imbarazzante era stato indirettamente il figlio dello sceicco, Mohamed (il rampollo della famiglia avrebbe nella sua disponibilità non meno di 30 miliardi di dollari). Il giovane era sbarcato infatti assieme a numerosi amici per andare a trascorrere una serata al Culture Club Revelin, un rinomato night club di Ragusa. Dopo una notte di libagioni, con champagne ordinati a fiumi da parte di un amico di Mohammed, era arrivato il conto da pagare: 375 mila kune, circa 50 mila euro. L’uomo si era rifiutato di pagare, protestando ad alta voce per una cifra che reputava esagerata. Era scoppiato un pandemonio, fra tensione, urla e spintoni, con in prima fila nei concitati momenti gli zelanti addetti al servizio d’ordine del Revelin. Il principale responsabile del caos era finito al commissariato di Ragusa, dove aveva versato fino all’ultimo centesimo prima di fare ritorno a bordo dello Yas. —


 

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