Al Crua di Monfacone l’allerta di Barbina: «Gli esposti amianto sono ad alto rischio»

Paolo Barbina

Al centro del San Polo accessi limitati alle sole visite urgenti o priorità breve. In questi pazienti il Covid-19 si manifesta in modo più virulento 

MONFLCONE Se “stare a casa” è una raccomandazione che ha assunto la portata di un “comandamento” sanitario, per una fascia di popolazione isontina la necessità di “barricarsi” dentro le mura domestiche si traduce in due parole: alto rischio. Per loro anche la spesa e l’acquisto di farmaci richiede l’opportunità di ricorrere a consegne a domicilio. Sono quanti convivono con un’”epidemia invisibile” propria del nostro territorio, l’ex esposizione all’amianto. Alcuni dati danno la misura che non è ancora finita. Nei primi due mesi di quest’anno sono stati circa 250 gli ingressi al Crua, al San Polo di Monfalcone, tra pazienti ex esposti e al loro primo controllo, con il riscontro di 15 nuovi casi di patologia amianto correlata, di cui 5 oncologica. Nel 2019 gli ingressi ambulatoriali sono stati oltre mille. Tra questi, 533 visite mediche con successivi controlli di accertamento sanitario e 170 iscrizioni al Registro regionale ex esposti. Soggetti fragili, esposti al rischio da contagio Covid 19, che si manifesta in modo più aggressivo.

È una specie di rischio “cumulativo”. Alla patologia amianto correlata si unisce l’età, prevalentemente over70, e il sesso maschile. Uomini che richiedono una protezione particolare, al pari degli anziani portatori di malattie croniche, anche di carattere respiratorio. Il direttore del Crua, dottor Paolo Barbina, sta lavorando nell’ulteriore trincea dettata dalla contingenza sanitaria dovendo adottare attente misure di sicurezza. Al Centro il rapporto con i pazienti è limitato alle sole urgenze. Nei primi 20 giorni di marzo sono state 6 le visite con priorità breve e urgente a fronte di 30 visite programmate rinviate. Il medico si rivolge ai pazienti, che continua comunque a seguire, tra contatti telefonici e valutazioni documentali. «Per i pazienti con pregressa esposizione ad amianto voglio rivolgere alcune indicazioni. La prima è semplice: state a casa e se potete fatevi aiutare dai familiari per la spesa e le uscite in farmacia. Ricordate che siete soggetti a rischio. Per ogni necessità relativa alla pregressa esposizione all’amianto chiedete pure le informazioni dovute. Quale direttore di un servizio, mi sento di ringraziare tutte queste persone che in quanto a rischio collaborano a queste semplici regole e ci aiutano a superare l’attuale momento di emergenza sanitaria». Rivolge un ulteriore suggerimento, legato alla socialità: «È importante non interrompere i contatti con amici e familiari, si usi il telefono o altri sistemi di collegamento che ci permettono di sentire gli altri e di non essere lasciati o di lasciare gli altri soli». La restrizioni sono anche operative. Il medico spiega: «Allo scattare dell’emergenza sono state prese alcune misure, che valgono però per tutti gli ex esposti amianto. Gli ex esposti sono soggetti in prelavenza di sesso maschile, spesso portatori di patologie respiratorie più o meno gravi connesse all’esposizione al minerale. Come tali presentano due importanti fattori di rischio che potrebbero essere aggravati dall’esposizione al Coronavirus. La prima, come dichiarata dal direttore dell’Istituto superiore di sanità, dottor Brusaferro, è che la patologia Covid 19 si manifesta in modo più virulento in soggetti fragili e tra questi vi sono gli ex esposti ad amianto. Ancora sono spesso di sesso maschile, altro fattore segnalato come maggiormente a rischio». Barbina continua: «Vengono garantite le visite mediche urgenti, da eseguire entro le 48 ore, e quelle con priorità breve, da effettuare entro i 10 giorni. Per le visite mediche differibili o programmate e per le persone che devono mostrare gli esiti di accertamenti sanitari eseguiti, assicuriamo la visione di tutte le cartelle cliniche e delle risposte agli esami eseguiti contattandoli uno ad uno per spiegare i risultati di cui abbiamo preso visione. In pochissimi casi abbiamo trasformato la visita in urgente con appuntamento ad hoc, mentre in oltre il 90% dei casi abbiamo spiegato la situazione impegnandoci a riprogrammare la visita appena possibile». Per le informazioni, oltre che ai numeri telefonici aziendali, si può chiamare al Crua allo 0481-487695 o 487627. Il direttore ringrazia il personale di servizio che collabora al raggiungimento di questi obiettivi. —


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