Torna l’odissea dei Tir al valico di Gorizia, camionista con 40 di febbre rispedito in Italia

I controlli al valico di Sant'Andrea (Foto Bumbaca)

La Slovenia blocca i confini a Nord e ingolfa Sant’Andrea. Lo stop al Lisert salva Trieste, dirottati i mezzi diretti in Croazia. La protesta del sindaco Ziberna: «Bisognava fermare l’autotrasportatore»

GORIZIA. Nuove code di camion al valico di Sant’Andrea con un autotrasportatore straniero respinto in Italia perché presentava febbre alta. È stata un altra giornata campale quella al confine con la Slovenia. In una Gorizia praticamente deserta, dove ieri ,con un nuovo caso positivo, i contagiati da Covid19 sono saliti a 15, l’apocalisse si è materializzata ancora una volta lungo l’autostrada A34.

Valichi chiusi


Ai serrati controlli sanitari delle autorità slovene, si è aggiunta la decisione di Lubiana di chiudere altri due valichi lungo il confine con l’Italia: quello di Stupizza nel Cividalese e quello di Fusine nel Tarvisiano. Questo ha creato il caos alla stazione confinaria di Gorizia dove sono confluiti tutti i camion diretti a Est. Almeno fino alle 18, quando sull’A4 è stato chiuso ai mezzi pesanti il casello di Villesse e tutto il traffico commerciale (ad eccezione di quello diretto in Slovenia e nell’ex Jugoslavia) è stato deviato verso l’Austria.

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Gli autoporti

Anche a causa di un incidente, mercoledì sera la fila di camion ha raggiunto Savogna d’Isonzo. Ieri mattina nel posteggio erano in attesa di potersi muovere 180 mezzi. Polizia stradale e polizia di frontiera hanno fatto da filtro deviando tutto il traffico non diretto in Slovenia (l’unico a cui veniva consentito di attraversare la frontiera).
Chi era in transito verso altri Paesi ha dovuto attendere che venissero formate delle vere e proprie autocolonne. Via via sono stati fatti passare convogli di camion ucraini, di camion bielorussi, di camion croati e bosniaci, di camion rumeni, di camion polacchi, di camion slovacchi e di camion ungheresi. Per una buona parte della giornata Fernetti si è salvato perché i mezzi pesanti venivano fermati alla barriera del Lisert. Nel pomeriggio sono stati poi fatti confluire a Trieste i vettori diretti verso Croazia, Bosnia e Montenegro.

Traffico privato

La situazione si è ovviamente riflessa anche sul traffico privato. Chi aveva titolo per attraversare la frontiera per lavoro o per motivi familiari, si è trovato imbottigliato nel traffico e ha dovuto armarsi di tanta pazienza.

Case di spedizione

Non sono andate meglio le cose per gli spedizionieri. Anche se c’è richiesta di merci da parte delle ditte, il quadro è critico: mancano i trasporti e praticamente tutti i dipendenti sono stati messi in ferie forzate. «Dicono che le merci non sono bloccate - si sfoga uno spedizioniere - ed è vero, ma sono gli autisti a non potersi muovere e il trasporto su gomma è praticamente paralizzato. Per fare un esempio, la Croazia vede se l’autista è stato in Italia negli ultimi 14 giorni e se è passato da noi lo rimanda indietro. Di fatto, oggi un camionista può fare un viaggio al mese. Sono necessari dei protocolli urgenti sugli autisti. Altrimenti ci saranno problemi gravi di approvvigionamento».

Il sindaco Ziberna

Il respingimento da parte della Slovenia di un autotrasportatore a cui è stata registrata una temperatura di 40°C ha creato un vero e proprio incidente diplomatico. Anziché trattenere il camionista e allertare le autorità italiane, l’uomo è stato semplicemente fatto rientrare in Italia e questo ha scatenato le ire del sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna. Per il primo cittadino del comune isontino il respingimento rischia di innescare un focolaio di contagio incontenibile.

«Al momento – sottolinea –, potrebbe esserci una persona malata che transita all’interno del nostro comune: potrebbe essersi fermata nella zona sosta della Sdag Spa, oppure essere andata a fare la spesa nei vicini supermercati, frequentati dai goriziani. Non ne abbiamo la minima idea». 

Ziberna ricorda che alla Sdag i camionisti si trovano a condividere uno spazio limitato e per questo oggi l’area verrà igienizzata con l’ozono. «Non voglio nemmeno pensare a cosa potrebbe accadere qualora questa persona avesse effettivamente contratto il virus», ribadisce il sindaco chiedendo o che anche in entrata all’Italia sia presente personale sanitario o che personale italiano affianchi quello sloveno per evitare nuovi casi come quello di ieri mattina. Visto l’elevato numero di camionisti presente alla stazione confinaria e alla Sdag Ziberna infine ha chiesto alle autorità sanitarie di controllare la temperatura corporea a quanti accedono ai posteggi. 

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