Rintocca la campana sulla torre del castello di Miramare a Trieste

L’interno della torre dell’orologio da poco restaurato

Seconda puntata del viaggio virtuale nel parco e castello di Miramare. Con la direttrice Andreina Contessa apriamo un’altra finestra sulla bellezza

TRIESTE. In questi giorni così diversi, in cui il Parco di Miramare è stranamente vuoto e silenzioso, non si interrompe il rintocco della campana sulla torre più alta del Castello, per molti anni anch’essa muta. Dopo che il suo funzionamento è stato recentemente ripristinato, scandisce nuovamente con i suoi rintocchi il passare del tempo.
 
Sono finiti nelle scorse settimane anche i lavori per la riattivazione dell’orologio, composto da quattro grandi quadranti, uno per ogni lato, che caratterizzano la torre del castello, collegati meccanicamente tramite bracci di ferro di recente rifacimento al congegno elettrico che ha sostituito quello meccanico originale. 
 
Per adesso l’alta torre potrà essere ammirata solo a distanza ma, come tutti gli altri tesori del Museo Storico di Miramare, potrà presto essere visitata, seppure a piccoli gruppi per questione di sicurezza. Alla torretta del castello si accede attraverso una scala a chiocciola in ghisa, originale dell’Ottocento, che presenta gli stessi raffinati stilemi estetici e stilistici delle altre scale a chiocciola che si trovano nella dimora. Fra tutte, la bellissima scala che collega le cucine del castello ai piani superiori. 
 
L’intero restauro della torre e del suo orologio, reso possibile grazie all’intervento della Fondazione Cassa di Risparmio di Trieste, una volta completato, renderà infatti visitabile anche questa zona del Castello da cui si gode un impareggiabile vista su Trieste, il mare e il Carso. Ecco alcuni particolari del marchingegno dell’orologio, che risale, con buona probabilità, tra la fine del 1800 e i primi del 1900.
 
La mancanza, ad oggi, di documenti d'archivio storico e di targhe, date, stemmi e nomi sul meccanismo, non permettono di stabilire il momento di installazione e la storia del meccanismo. Da una ricerca fotografica, tuttavia, è stato possibile stabilire, con buona certezza, la fabbrica costruttrice: si tratta della fabbrica austriaca Franz Stiehel, di Speising (Vienna).
 
Il meccanismo, collocato all'interno di un armadio in legno con finestre per essere protetto dalla polvere, comanda le lancette dei quattro quadranti posizionati ai quattro lati alla sommità della torre. La macchina è composta da un telaio portante in ghisa di colore verde scuro anche se, in origina probabilmente era nero. Gli ingranaggi sono in bronzo, gli alberi e i pignoni sono in ferro-acciaio. Il restauro del meccanismo dell'orologio, conservativo soprattutto, è avvenuto nell'officina di una ditta della provincia di Padova. 
 
Caratteristica peculiare di questo meccanismo è la sua grandissima semplicità meccanica e di funzionamento, che garantisce un'accurata misura del tempo e un funzionamento che lo ha portato a misurare il tempo fino a oggi. 
 
(2- Segue)

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