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Tram di Opicina, poker di buste per la gara bis sulle traversine

Inviate in Comune quattro offerte per i lavori da 888 mila euro sulla trenovia. Il secondo bando aperto a tutti arriva dopo quello invalidato a fine gennaio 

TRIESTE. Buona la seconda. Forse. Il Comune di Trieste si trova in mano un poker per la ripartenza del tram di Opicina a quasi quattro anni dall’incidente che l’ha messo fuori uso. In piena emergenza sanitaria da coronavirus sono piovute quattro offerte per il bando di gara bis per l’affidamento dei lavori per il rinnovo di binari e traversine della storica trenovia.

Il Comune ha deciso ieri di “vedere” le carte, aprendo le buste in modo telematico arrivate in Municipio entro la scadenza fissata dell’11 marzo. E così ecco la sorpresa di vedere in corsa più imprese che nella gara originaria a invito. E soprattutto il fatto che la gara non è andata deserta. Con la procedura negoziata si erano fatte avanti meno imprese. Con la gara aperta a tutti il Comune si trova ora ad avere quattro offerte da valutare prima di riaffidare i lavori per il rinnovo dell’armamento di tre tratti della trenovia e per il rifacimento dei marciapiedi lungo le fermate dall’Obelisco al deposito di Opicina.


La scelta dell’amministrazione, che arriverà dopo una valutazione della congruità delle offerte, farà ripartire il conto alla rovescia per il ritorno del tram di Opicina dopo l’inciampo (che non è stato l’unico) della gara da rifare. Decisa l’impresa a cui affidare i lavori, bisognerà poi attendere un mese per dare il tempo ad eventuali ricorrenti di farsi avanti. A questo punto, sempre se non ci saranno altri imprevisti, partiranno i lavori sulla linea della durata indicativa di quattro mesi.

L’importo dei lavori da appaltare è di 888.376 euro, identico al bando precedente. Questa volta la gara è stata aperta a tutti, a differenza dell’ultima che aveva visto invitate 15 ditte di cui solo una, la triestina Juliafer srl ora esclusa, aveva presentato una proposta che era stata inizialmente accolta. La gara, bandita il 29 ottobre e chiusa il 28 novembre dello scorso anno, aveva creato “grane” al Municipio con ricorsi e contro ricorsi. La ditta Se.Ge.Co. di Roma aveva presentato infatti opposizione prima al Tar e poi al Consiglio di Stato in virtù del mancato invito a partecipare.

Entrambi i ricorsi, però, erano stati respinti con l’ultima sentenza scritta a inizio gennaio a riprova della correttezza della procedura seguita dal Municipio. Solo che era sfuggito un particolare grande come una casa. Proprio durante i controlli al casellario giudiziario è comparsa una procedura penale per istigazione alla corruzione a carico del responsabile della Juliafer srl. Nessuno fino ad allora se n’era accorto. Le norme vietano alle amministrazioni pubbliche di sottoscrivere accordi con privati che hanno precedenti di questo tipo e dunque non è rimasto che stralciare il contratto e procedere con una nuova gara d’appalto per sostituire binari e traversine. Tutto da rifare.

La brutta notizia è arrivata il 24 gennaio, lo stesso giorno, ironia della sorte, delle prove tecniche del tram sui binari nel tratto tra piazza Dalmazia e piazzetta Casali. E al primo cittadino Roberto Dipiazza non è rimasto che fare nuovamente buon viso a cattivo gioco: «Il tram non solo “xe nato disgrazià”, ma anche sfigato. Penso alle centinaia di gare che ho fatto e questa è l’unica che sta avendo tutti questi problemi. Comunque nessun dramma. Purtroppo la burocrazia ha raggiunto dei livelli paradossali e le troppe regole stanno mandano a rotoli l’Italia. In tutti i miei anni da sindaco non ho mai avuto una condanna, questo significa che le cose le so fare».

Ma quando potrà ripartire il mitico tram di Opicina? La road map si è allungata a dismisura. Il traguardo per la ripartenza della trenovia si sposta a dopo l’estate nella migliore delle ipotesi. I lavori dovrebbero concludersi a fine agosto.

Il tram quindi potrebbe ripartire a quattro anni di distanza dallo schianto tra due vetture avvenuto alle 9 di mattina del 16 agosto 2016. Da quel momento è iniziata una serie di sventura mitologiche nell’italica burocrazia che ha richiesto una lunga serie di approfondimenti, sfociati infine nella progettazione redatta da Mercitalia Shunting & Terminal Srl che aveva avuto il via libera dall’Agenzia unica per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali, l’organo subentrato all'Ufficio speciale trasporti a impianti fissi (Ustif). Intanto con un’altra gara parallela è già stato acquisito il materiale che è oggi stoccato nei depositi della Trieste Trasporti ed è ancora in attesa di essere installato. E se è vero che “el tram de Opicina xe nato disgrazià”, è anche vero che le disgrazie non vengono mai sole. 

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