«Stiamo arrivando per il tampone del coronavirus», ma sono telefonate di truffatori 

Controlli della polizia tra piazza Oberdan e via Carducci ieri, giovedì 12 marzo (Foto Massimo Silvano)

Più di un caso in Friuli Venezia Giulia: c’è chi si spaccia per la Protezione civile. Appello del Comune di Trieste: «Denunciate»

TRIESTE. «Buonasera signora, siamo della Protezione civile e dobbiamo venire a fare i tamponi per il coronavirus». Questo il contenuto di alcune telefonate che in questi giorni sono state ricevute anche in regione dalle persone, soprattutto anziane, chiuse in casa, chiamate con l’unico obiettivo reale di mettere a segno delle truffe. Nonostante il periodo di difficoltà di tutto il Paese, gli sciacalli restano all’opera e studiano nuovi sistemi per poter entrare nelle abitazioni dei soggetti fragili.

Peraltro, nei giorni scorsi a Trieste alcune persone avevano provato a bussare alle porte di alcuni appartamenti delle case Ater, spacciandosi per operatori sanitari che dovevano effettuare la sanificazione dell’alloggio per impedire la diffusione del Covid-19. L’Ater stessa aveva subito lanciato pubblicamente l’allarme. A far emergere il nuovo modus operandi è il Comune di Trieste che, attraverso i suoi canali social, ha diffuso un avviso ricordando alla popolazione che «il personale della Protezione civile o di altri enti istituzionali interviene solamente ed esclusivamente su esplicita richiesta».

In sostanza nessun operatore si presenterà mai in una abitazione se non a fronte di una chiamata al 112 o al numero verde 800500300. Non è inoltre in corso alcuna procedura su larga scala per verificare i contagi. I tamponi vengono eseguiti da personale medico sui pazienti sintomatici che presentano, quindi, febbre oltre i 37,5 gradi, tosse secca e problemi respiratori. Nel caso in cui qualcuno telefoni annunciando l’arrivo di un operatore, l’appello delle istituzioni è a contattare immediatamente il 112 che devierà la telefonata a Carabinieri e Polizia, i quali potrebbero riuscire a risalire all’autore del tentativo di truffa.

Se invece i malintenzionati si presentano direttamente a domicilio è fondamentale non farli entrare in casa, contattando rapidamente il 112 visto che un veloce intervento delle forze dell’ordine potrebbe portare anche all’arresto di questi sciacalli. Se invece si è effettivamente contattata la Protezione civile, ma emergono dubbi sulle persone che si presentano alla porta, bisogna chiedere un tesserino di riconoscimento e nell’eventualità di ulteriori perplessità contattare il numero verde 800500300.

Con il “coprifuoco” e l’attività ridotta degli uffici, le persone sono costrette a restare sempre più nelle proprie abitazioni: questo porta i truffatori a studiare nuove strategie, tentando di sfruttare i timori innescati dall’emergenza coronavirus. La Protezione civile, quella vera, è comunque a disposizione dei soggetti più fragili per la consegna di farmaci e beni di prima necessità. Nel caso in cui abbiate bisogno di un aiuto, anche per evitare di uscire di casa, potete contattare il numero verde 800500300 e l’operatore fornirà tutto il supporto necessario.

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