Contagio alla Trattoria Turri, locale chiuso e quarantena 

Il cuoco Lucio, uno dei titolari, ricoverato all’ospedale Maggiore di Trieste dopo il tampone positivo. A Sant’Andrea isolati anche i familiari: «Siamo scossi» 

GORIZIA. È una figura decisamente conosciuta a Gorizia, e soprattutto nel quartiere di Sant’Andrea, il nuovo caso di positività al coronavirus registrato nel capoluogo isontino. Si tratta del 72enne Lucidio Turri (meglio conosciuto da tanti come Lucio), uno dei titolari della storica e apprezzata trattoria Turri che si trova proprio nella piazza del borgo. Da martedì notte è ricoverato all’ospedale Maggiore di Trieste, in condizioni che (a quanto fanno sapere i famigliari) sono al momento piuttosto tranquillizzanti.

La notizia relativa al suo stato di salute è diventata di dominio pubblico proprio perché la famiglia stessa ha scelto di comunicare l’evolversi della situazione attraverso un post su Facebook del fratello Renzo. Il tutto sia per una questione di trasparenza nei confronti della clientela di Turri, sia per informare le tantissime persone che in città amano la cucina del locale e la famiglia che lo gestisce. E, ancora, per lanciare un messaggio: «In questo momento è giusto fermarsi, restiamo tutti a casa».


La trattoria ha immediatamente chiuso i battenti, a scopo precauzionale, con l’intero personale finito in quarantena così come, ovviamente, i parenti e le persone a più stretto contatto con Lucidio Turri. Nessuna della quali però accuserebbe al momento sintomi o malessere. Numerose le testimonianze di affetto e vicinanza alla famiglia, e i migliori auguri di pronta guarigione a Lucidio, con i telefoni dei suoi cari che non hanno smesso un attimo di suonare.

«Per correttezza era giusto informare tutti coloro che ci conoscono, e la città in generale – dice Sira, la figlia di Lucidio –. Siamo molto scossi ma papà è in buone condizioni in ospedale. Una settimana fa circa si era sottoposto a Gorizia a un piccolo intervento chirurgico di routine, poi era stato bene per quanto fosse comprensibilmente indebolito, ma da un paio di giorni era alle prese con qualche linea di febbre che non passava. Così è tornato in ospedale e il tampone ha detto che si tratta di coronavirus, con il conseguente ricovero a Trieste».

Con la trattoria Turri, poi, chiude e sospende temporaneamente l’attività anche la trattoria Castello di Rubbia di Savogna, gestita dal compagno di Sira Turri, Walter Peteani. «Una chiusura, anche questa, dettata dalla volontà di dare un segnale, ovvero che è corretto e giusto fermarsi, rispettare le indicazioni che ci sono state date, e restare a casa per contrastare la diffusione del virus – ribadisce Sira –. Noi però stiamo bene e vogliamo per quanto possibile tranquillizzante tutte le persone che conoscono le nostre famiglie».

In quarantena, volontaria, si è messa anche il consigliere comunale di Forza Italia Nicol Turri, nipote di Lucidio e figlia di Renzo Turri. «Io non sono stata a stretto contatto con Lucio negli ultimi giorni, ma ho scelto ugualmente di isolarmi per una questione di correttezza – dice –. Ci è un po’ crollato il mondo addosso all’arrivo di questa notizia, ma ci è sembrato giusto condividerla anche per mettere a tacere voci che potevano correre incontrollate. Ora dobbiamo essere tutti previdenti, e speriamo davvero che questo brutto momento passi». 

 

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