Boom di richieste per installare in casa porte blindate, videocamere e allarmi

Un impianto di allarme

Interventi cresciuti del 35% grazie a contributi regionali e detrazioni fiscali. In calo gli interventi per antifurto nei negozi

TRIESTE I contributi regionali e le detrazioni fiscali previsti per l’installazione di sistemi anti intrusione, video sorveglianza, allarmi, porte blindate hanno fatto aumentare di oltre il 35% le richieste dei triestini che vogliono proteggere le loro abitazioni. Riguardo ai condomini, invece, è in crescita la richiesta per installazione di videocitofoni, mentre non è ancora decollata quella per la sistemazione di telecamere nelle parti comuni. In calo, di pari passo con la crisi che attanaglia il commercio al dettaglio, gli interventi per sistemare dispositivi antifurto nei negozi.

«Se fino a qualche anno fa venivamo chiamati per installare questi sistemi prevalentemente in abitazioni isolate e di un certo valore - osserva Barbara Bernardo, che con il marito Massimo Labinaz da 24 anni guida la Trieste Sicurezza di via Carpineto -, ora la richiesta contempla una tipologia di residenze molto ampia: dal semplice appartamento alla villa di lusso. A prevalere non è la volontà di proteggere i propri beni, bensì la propria persona, anche la notte durante il sonno». Di qui la scelta di optare per sistemi a protezione perimetrale – che si attivano al tentativo di intrusione - più che volumetrica, cioè che rileva i movimenti all’interno della casa. Una tendenza confermata anche da Dino Lovrencic delle Sts Impianti di via von Bruck che opera nel settore dal 2006: «Con i contributi regionali e gli incentivi fiscali, - valuta - la platea dei fruitori di questi sistemi di sicurezza si è molto allargata. Nei primi anni di lavoro, la mia azienda sistemava allarmi solo in ville in Costiera, in Carso, in zone comunque isolate: ora gli interventi sono a pioggia su tutta la città, molti in semplici appartamenti».


A bussare alle porte di chi a Trieste propone questo tipo di servizi, sono prevalentemente cittadini che hanno subito un tentativo di intrusione in casa o un furto. «Basta il segno di un cacciavite sulla porta per destabilizzare una persona, per non farla sentire più sicura spingendola a prendere dei provvedimenti - evidenziano dalla Trieste Sicurezza -. Così appena escono i bandi regionali specifici, assistiamo ad una vera e propria corsa per accaparrarseli malgrado il sistema non sia semplice e serva presentare l’Isee. Chi non riesce ad ottenere quel beneficio, presenta le documentazioni per la detrazione fiscale». L’appello di Bernardo è di «attivare sempre il sistema d’allarme, anche quando si esce per pochi minuti, - indica - perché molto spesso i ladri osservano le abitudini della loro vittima. Inoltre, è bene affidarsi sempre ad un professionista e di sottoporre il sistema a regolare manutenzione, anche se non è obbligatoria».

Solo con un certificato di conformità dell’impianto è possibile presentare alla Questura la richiesta per un collegamento diretto con le forze dell’ordine. È possibile stipulare un contratto anche con un’azienda privata di sorveglianza. «Si sta elevando anche la sicurezza dei condomini – specificano dalla Sts Impianti – non con l’istallazione di telecamere bensì con il passaggio del sistema di videocitofono».

I bonus sicurezza stanno spingendo anche il mercato delle porte blindate e delle serrature più evolute, come conferma Francesco Magrini, per i triestini “fabbro Franz” titolare del “Il Posto delle Chiavi” di via Donota. Magrini ha una frequentata pagina Facebook dove mette in evidenzia i tanti furti dopo i quali viene chiamato ad intervenire, sostituendo serrature e sistemando robuste porte blindate. «Questi contributi stanno consentendo a tutti di rendere le abitazioni più sicure – sostiene – dalle ville più prestigiose ai monolocali Ater: tutti temono per la loro incolumità e tutti, indistintamente, subiscono furti». Per stare tranquilli «servono porte blindate di classe di sicurezza 3 o 4 - spiega Magrini - e serrature con cilindro europeo. Le serrature anni ’80 inizi ’90, quelle con la chiave lunga per intenderci, ormai per i ladri sono un gioco da ragazzi: le aprono senza fare alcun rumore, svaligiano la casa e andandosene possono richiudere pure la porta con più mandate». —


 

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