Test positivi a quota 32. Contagiato un dirigente della sanità udinese

Persone con le mascherine a Trieste (Bruni)

Tra i nuovi ammalati altri tre residenti di Remanzacco tra cui il sindaco Briz. Oltre 14 mila le chiamate al Nue

TRIESTE All’Itis di Trieste il coronavirus non c’è, anche se per precauzione la misura della chiusura dell’accesso esterno a parenti e visitatori rimarrà in vigore fino a domani. Rispetto all’aggiornamento serale di giovedì, quella di ieri è stata però un’altra giornata, la settima dal primo caso di Gorizia, in cui il numero dei contagi in Friuli Venezia Giulia è salito ancora. Sempre con piccoli numeri, perché il contatore segna ufficialmente 29 – in tarda serata è trapelato però che gli ultimi tamponi in verifica hanno ritoccato la somma a 32 –, di cui due a Trieste, ma con un’attenzione crescente su quanto sta accadendo a Remanzacco, paese di 6.100 abitanti con tre esponenti della giunta, sindaco compreso, riscontrati positivi. Da lì, secondo ormai consolidata casualità del rimbalzo del virus, si è arrivati a quanto pare pure ai vertici dell’Azienda sanitaria di Udine, dove risulta contagiato il direttore dei Servizi sociali Denis Caporale, già vicecommissario dell’AaS 3 prima della riforma che dall’inizio dell’anno ha accorpato anche l’Alto Friuli all’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale.

Quattro persone sono ricoverate in ospedale, due a Udine e due a Trieste, mentre gli altri sono a casa in isolamento e risultano al momento in buone condizioni di salute. Le chiamate al Nue 112 in questi giorni restano stabili: sono state 1845 ieri, 2.075 mercoledì, 2.048 martedì, 2.227 lunedì. Le chiamate filtrate in merito al coronavirus sono state 331 ieri, 373 mercoledì, 292 martedì, 488 lunedì. Alla Sala operativa regionale (Sor) sono pervenute nel periodo dal 22 febbraio al 5 marzo circa 10mila chiamate, ovvero 750 al giorno. Complessivamente le chiamate per coronavirus dal 22 febbraio a ieri sono state oltre 14 mila. 

Come detto il sindaco di Remanzacco Daniela Briz, è risultato positivo al test del coronavirus. Il primo cittadino era in isolamento domiciliare, dopo che un assessore comunale era risultato positivo al tampone. «Nelle precedenti comunicazioni - si legge nel post del Comune - vi avevamo anticipato che il dipartimento di prevenzione stava attivando tutto il protocollo previsto per il contenimento del COVID-2019 ed eseguendo ulteriori accertamenti. Sono arrivati gli esiti dei tamponi e la maggior parte di noi è risultata negativa. Solo alcuni sono risultati positivi e tra questi c'è anche il sindaco. Ora attendiamo ulteriori disposizioni dal dipartimento per far fronte a questo momento non facile». Il Comune spiega «che i famigliari dei positivi che finora si sono sottoposti al tampone sono risultati tutti negativi» e che i positivi «stanno bene». «Stiamo procedendo - conclude il post - alla sanificazione e igienizzazione dei locali del municipio per consentire agli uffici di riaprire regolarmente lunedì 9 marzo. Al termine della quarantena, che per alcuni amministratori si conclude lunedì, saremo nuovamente presenti e a disposizione della cittadinanza come sempre abbiamo fatto. Un caro saluto dal Sindaco Daniela Briz».

Ieri intanto la Regione ha comunicato che il lavoro d’aula, interrotto per la positività del consigliere Igor Gabrovec, resterà paralizzato fino al 22 marzo, mentre è già pronto un pacchetto di misure a favore dei dipendenti: dal lavoro agile alle deroghe sulle assenze dal lavoro per gravi motivi. Dall’Itis di Trieste, in serata, è poi arrivato lo stop alle visite agli oltre 400 ospiti della struttura assistenziale: si teme la positività di una operatrice. "Purtroppo la situazione esterna all'Itis inerente, in particolare, alla diffusione del coronavirus ci impone di dover adottare un elevato grado di precauzione che riguarda tutte le competenze aziendali a tutela assoluta dei nostri anziani - è notizia di oggi -. Viene quindi deciso di mantenere la chiusura agli accessi esterni nelle giornate di venerdì 6, sabato 7 e domenica 8 marzo garantendo ulteriore comunicazione nella giornata di lunedì 9 marzo".

Riccardo Riccardi, assessore regionale alla Salute, continua ad aggiornare dal fronte dell’emergenza. Ieri, in videoconferenza con i quattro prefetti, ha informato che i sintomi manifestati su un treno regionale Venezia-Trieste dalla donna di Lodi fatta scendere a Udine e trasportata in ambulanza al Santa Maria della Misericordia non erano riconducibili al virus.

Quindi ha ufficializzato i test positivi di giovedì, tutti a Udine, che riguardano altri tre partecipanti al convegno di agronomia nell’ateneo friulano il 20 e 21 febbraio e due casi la cui origine è sotto esame. In ospedale si trovano invece in quattro: al Maggiore, in osservazione, Gabrovec e un tecnico informatico, a Udine il sacerdote del seminario di Castellerio e un’altra persona, in condizioni non gravi.

In quarantena, altro dato della Regione riferito alla giornata di giovedì 5 marzo, sono in 249 (anche il parroco di Treppo Grande, don Daniele Calligaris), i tamponi con esito negativo 369. Un caso sospetto è quello dell’Itis. Un’operatrice della cooperativa che fornisce il personale è entrata in contatto lo scorso 25 febbraio con una persona risultata contagiata ed è stata dunque sottoposta al tampone. Di qui la decisione di chiudere l’accesso esterno al comprensorio, decisione confermata anche nella mattinata di venerdì: "Ancora in attesa di ricevere da parte delle autorità sanitarie l'esito del processo in relazione al verificarsi del contatto esterno a questa struttura da parte di un operatore con persona risultata contagiata si conferma, a titolo assolutamente prudenziale, la chiusura totale all'accesso esterno al comprensorio fino a nuova comunicazione. Nel frattempo l'Itis si sta organizzando per agevolare le comunicazioni tra i familiari e i loro cari" si legge.

Il direttore generale Fabio Bonetta spiega che la lavoratrice, una fisioterapista, è in isolamento e assicura più in generale che già nei giorni scorsi «erano stati rispettati tutti i protocolli previsti per ridurre al massimo il rischio del contagio nella struttura. Nell’emergenza ho constatato la grande responsabilità di operatori, ospiti e familiari».

Con i colleghi delle Asp (anche La Quiete di Udine ha interrotto l’accesso ai visitatori per precauzione), Bonetta ha partecipato nel pomeriggio a una videoconferenza con l’assessore Riccardi e la direttrice centrale Gianna Zamaro in cui è appunto emersa l’opportunità di limitare le presenze di esterni.

A Palazzo si fanno intanto i conti con la vicenda Gabrovec (e non solo a Palazzo: la senatrice della minoranza Tatjana Rojc, in riunione politica la scorsa settimana con il consigliere, è in buone condizioni, ma si è messa in “isolamento fiduciario” a Roma). Le sedute d’aula e di commissione resteranno sospese fino al 22 marzo. Per quanto riguarda gli edifici, se gli uffici di piazza Oberdan 5 hanno ripreso regolare funzionamento, la sede al civico 6 sarà sanificata tra oggi e domani e riaperta agli addetti ai lavori non prima di lunedì 9, con opportune misure anti contagio. La Regione informa però i dipendenti, via circolare, di poter eventualmente autorizzare permessi di congedo parentale o comunque agevolare i genitori in difficoltà causa scuole chiuse anche con preavvisi inferiori a quanto previsto dal contratto.

Si sta inoltre cercando quanto possibile di favorire lo smart working, previsto, anche in assenza degli accordi individuali, dal decreto governativo dell’altra sera. L’amministrazione, in una nota, ne riassume le principali disposizioni. Oltre allo stop alle lezioni a scuola e all’università fino al 15 marzo, anche i cittadini del Fvg dovranno rispettare, fino al 3 aprile, il divieto di manifestazioni ed eventi che impediscano la distanza di sicurezza di almeno un metro. Ma c’è anche l’altolà a viaggi e congressi, riunioni e meeting con personale sanitario, viaggi di istruzione e visite guidate.

Nell’elenco rientrano poi le raccomandazioni per gli anziani e per i malati cronici di non uscire di casa se non necessario, a limitare l’accesso dei parenti alle strutture di ospitalità e di lungo degenza e a tenere lontani gli accompagnatori dalle sale d’attesa e accettazione dell’emergenza. A supporto dei cittadini, oltre al 112, anche il numero verde della Protezione civile (800500300), che dà pure risposta sull’interpretazione delle nuove norme. Il governo regionale pensa inoltre alla possibile richiesta di interventi comunitari a sostegno dell’economia, ricorrendo ad esempio al Fondo di solidarietà della Ue.

Istanza di cui Massimiliano Fedriga ha discusso in videoconferenza con il governatore della Carinzia Peter Kaiser e l’assessore alla Protezione civile del Veneto Gianpaolo Bottacin, occasione anche per avviare un percorso di allineamento delle procedure di prevenzione e contenimento dell’epidemia da coronavirus (anche in Carinzia le attività didattiche sono sospese fino al 15 marzo). Dall’assessore al Lavoro Alessia Rosolen, pure lei in videoconferenza, ma con il ministero, arriva infine la richiesta di «misure straordinarie per sostenere famiglie e imprese». —

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