Nell’asilo Fincantieri spazio a 75 bambini. Quattro le sezioni e costerà 1,9 milioni

Depositato il progetto preliminare e anche la convenzione Il Collegio del Mondo Unito darà un apporto pluriculturale

MONFALCONE. Sì, è un progetto preliminare. Ma per la prima volta, dopo un anno che il centrosinistra incalza, sollecita, invoca, è finalmente pubblico, non essendo stato fin qui reso noto neppure agli organi di stampa. Depositato dunque all’Albo pretorio (e pertanto a tutti accessibile) il progetto preliminare del nuovo asilo finanziato da Fincantieri e delineato dall’architetto Francesco Morena. La scuola dell’infanzia sorgerà all’angolo tra le vie Valentinis e delle Mandrie, dopo il recupero conservativo – dunque senza alterarne sedime o caratteristiche architettoniche – del fabbricato di complessivi 787,10 metri quadrati. Servito anche a custodire, nelle ultime sue fasi di “vita”, le bare del Servizio funebre comunale.

Pubblicata altresì la spesa dettagliata dell’investimento Fincantieri: 1.190.000 euro, di cui 500 mila per le opere edili, 50 mila per gli arredi, 230 mila per le strutture, 370 mila per l’impiantistica e 40 mila per gli oneri della sicurezza. L’azienda navalmeccanica ha già fatto sapere all’ente che accantonerà altri 710 mila (circa 230 mila all’anno) da destinare alla gestione della struttura nel primo triennio. In tutto 1,9 milioni. Per dare una risposta, in termini di posti, al sovraffollamento scolastico che ha escluso dalle strutture cittadine alcuni bambini.


È emerso inoltre l’apporto del Collegio del Mondo Unito, che attraverso percorsi didattici mirati, secondo quanto si legge nella deliberazione giuntale, «offrirà alla scuola spunti» per «progetti calibrati» a «esaltare il valore pluriculturale» in una cornice di «appartenenza a un territorio ricco di storia e tradizioni».

Il nuovo polo educativo sarà dimensionato per l’accoglienza di 70-75 alunni da 3 a 5 anni, che saranno distribuiti in quattro sezioni, secondo standard ministeriali. Tre di queste sezioni saranno collegate, al piano terra, a uno spazio in comune per le attività libere, affacciato al giardino sulla Sr14. L’ingresso, invece, si collocherà sulla più defilata via delle Mandrie, per motivi di sicurezza e sosta, data l’intensità di traffico sull’altra arteria.

Al primo piano dell’edificio si potrà invece accedere attraverso un ascensore da installare sul nuovo vano scale. Lì si collocherà anche l’aula-laboratorio per le attività più mirate. «Ogni sezione risponde alle esigenze didattiche del gruppo di bambini individuato e deve poter avere la massima flessibilità e versatilità degli spazi, quindi il progetto preliminare propone di concepire le aree miste destinate ad attività a tavolino e ludiche o specialistiche», ha chiarito l’architetto Morena nel preliminare.

Ogni sezione sarà poi «dotata di adeguati servizi igienici, dimensionati in modo appropriato». Saranno fruibili anche da bambini diversamente abili. Dall’ampio atrio di accesso, attualmente adibito a magazzino, si potrà comunque accedere sia agli spazi didattici sia ai locali più prettamente tecnici, come la sala mensa, posta invece nel corpo di fabbrica a nord-est. Sempre la mensa sarà collegata, in un’ottica di funzionalità, direttamente alla cucina, che sarà allestita con tutti i vani accessori previsti dalla normativa.

Il progettista ha disegnato la cucina come corpo autonomo e, per questo, ha fatto in modo che i rifornimenti possano avere un collegamento all’esterno senza necessario transito per la sala mense, sempre perseguendo la comodità dei movimenti.

Lo spazio potrà essere però destinato solo al riscaldamento di prodotti alimentari provenienti da fuori, cioè non realizzati in house, per questo le attrezzature si immaginano ridotte al minimo. Sempre nella stessa ala del futuro asilo “Santissimo Redentore”, infine, troverà spazio l’aula per le riunioni degli insegnanti, con relativa toilette.

Da accenni, il progetto non apporta modifiche sostanziali all’impianto volumetrico del fabbricato, tutelato dal Ministero per i Beni e le Attività culturali, né alle superfici esistenti o alle caratteristiche storico-architettoniche, a eccezione della necessità di inserire nuove finestre e aperture per garantire il corretto rapporto di luce e ombra nei vari ambienti. Risulta imprescindibile, invece, la sostituzione completa degli impianti idrici, termici e sanitari, per via anche degli obblighi di conformità alla normativa fissata per gli edifici scolastici. —


 

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