Bando Ater, scadenza spostata: aspiranti inquilini saliti a 3.100

La sede dell’Ater di Trieste in piazza Foraggi

C’è tempo ancora fino a venerdì 6 marzo per depositare la propria domanda. Il dato complessivo resta comunque inferiore alle 3.985 istanze del 2017

TRIESTE È slittata di nuovo, questa volta di una settimana, la data di scadenza per partecipare al bando 2019 indetto dall’Ater. C’è tempo dunque fino al prossimo venerdì 6 marzo per consegnare la propria domanda. Il motivo della proroga? Il coronavirus.

In seguito all’ordinanza regionale emanata la scorsa domenica, d’intesa con il ministero della Salute, per il contenimento e la prevenzione del virus, che prevede la riduzione dell’afflusso e dello stazionamento di utenti in luoghi pubblici, gli uffici di piazza Foraggi hanno diversificato l’attività degli sportelli.

Come si legge anche sul sito web dell’ente infatti l’operatività degli uffici fino al primo marzo, cioè fino a quando sarà in vigore il provvedimento, viene garantita via telefono o mail o, in casi particolari, previo appuntamento telefonico negli orari di apertura al pubblico. Per ora sono 3010 le domande arrivate, che un’apposita commissione convocata ad hoc valuterà. Sono quindi 700 in più rispetto al primo termine indicato dall’ente che risaliva ancora a dicembre. In quel caso si era deciso di prolungare i termini per la scarsa partecipazione rilevata fino a quel momento. Il calo si comprende meglio se si confronta il dato delle 2300 domande di fine 2019 con i numeri registrati nel 2017, quando a far domanda per ottenere un alloggio Ater erano stati 3.985 aspiranti inquilini.

Il calo resta, nonostante comunque la cifra abbia subito una variazione all’insù in questi ultimi due mesi. La ragione è da rintracciare nella graduatoria del bando del 2017, pubblicata nel 2018, che è ancora aperta. Come da regolamento, quest’ultima deve infatti rimanere in vigore almeno due anni o fino alla pubblicazione della nuova graduatoria definitiva del successivo bando. Ed è probabilmente proprio questo aspetto, secondo l’ente presieduto da Riccardo Novacco e diretto da Franco Korenica, ad aver tratto in errore. Molti aspiranti condomini, cioè, potrebbero non aver partecipato al nuovo bando 2019, la cui graduatoria definitiva verrà pubblicata il prossimo giugno, perché convinti di essere già “a posto” in quanto inseriti in quella precedente. Ma ci sono anche altri aspetti da valutare. «Il calo si registra non solo a Trieste ma in tutta la regione – spiega sempre Novacco –. A incidere probabilmente è stata pure la nuova legge regionale 24/2018, che ha messo dei paletti su alcuni requisiti. Inoltre, per quanto riguarda il capoluogo giuliano, prima avevamo un numero molto importante di domande provenienti da cittadini serbi, che operano nell’edilizia. Il lavoro, in questo settore, negli ultimi due anni, è venuto a mancare. Perciò, potrebbe essere che in molti siano rientrati nel loro Paese. Questa però è solo una nostra ipotesi, un’analisi di buon senso».

La norma regionale a cui fa riferimento il presidente dell’Ater ha in particolare modificato i requisiti di residenza. Ed è tra le novità che hanno indotto l’Ater ad avviare un nuovo avviso. Viene infatti richiesto ai cittadini extracomunitari di comprovare con un certificato l’assenza di proprietà nel Paese di origine e di provenienza, e il numero di anni di residenza in Italia per ottenere un alloggio. Ne servono cinque – una volta erano due –, anche non continuativi, sugli ultimi otto trascorsi nel territorio della regione. —


 

Focaccia integrale alla farina di lenticchie

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi