I pendolari: «Mani pulite e si parte. Al viaggio in treno non rinunciamo»

Persone con la mascherina alla stazione dei treni di Trieste (Bruni)

Sanificazioni straordinarie dei convogli, nessuna cancellazione. Gli utenti: «Con qualche precauzione ci sentiamo tranquilli»

TRIESTE Il mantra che vanno ripetendo è “tranquillità”. Alla Stazione centrale di Trieste, prima di salire sul treno delle 9.17 diretto a Venezia, hanno adottato qualche accortezza in più: mani sempre pulite, i più prudenti una mascherina alla bocca. Ma il viaggio hanno deciso di intraprenderlo lo stesso, cercando di non farsi prendere dall’ansia, dalla paura che il coronavirus possa contagiare anche loro.

La paura del coronavirus non "contagia" i viaggiatori di Trieste



D’altronde, nella nostra regione, il traffico ferroviario è proseguito, almeno fino a ieri, senza particolari intoppi. Niente a che vedere dunque con quanto successo lunedì tra Lodi e Piacenza, dove la circolazione dei treni è stata interrotta per un intervento sanitario urgente alla stazione di Casalpusterlengo, uno dei comuni dove sono stati individuati i primi casi di contagio da Covid-19. Il gruppo Fs ha adottato anche in Friuli Venezia Giulia, come nel resto d’Italia, procedure particolari per garantire la sicurezza dei viaggiatori a bordo sia dei treni a media e lunga percorrenza, sia dei convogli regionali. In ottemperanza alle misure introdotte con il decreto approvato domenica dal Consiglio dei ministri, i treni che circolano nella nostra regione sono dunque soggetti a interventi quotidiani di disinfestazione. Sui regionali vengono effettuati dalla società Lucente Spa, sui convogli a lunga percorrenza spettano invece alla ditta Dussmann.



Gli addetti alle pulizie, pettorina gialla, guanti e mascherina, risultano ben visibili sul marciapiede della stazione centrale, mentre si aggirano indaffarati tra i viaggiatori in partenza. Passeggeri che, a colpo d’occhio, risultano meno numerosi del solito, almeno fra le 7 e le 8, l’ora più frequentata dai pendolari. «Effetto della chiusura degli uffici e delle scuole» fanno sapere dalle Ferrovie, spiegando come «in regione non ci siano stati numeri corposi di persone che abbiano deciso di rinunciare al viaggio in treno nonostante la possibiltà, data da Fs, di ottenere il rimborso del biglietto».



Ed è in questa cornice che ieri, alle 9 di mattina, la Stazione centrale di Trieste è apparsa tutto sommato frequentata. Qualcuno con la maschera alla bocca, la maggior parte senza manifestare troppe preoccupazioni. «Come viviamo questa situazione? In maniera piuttosto tranquilla» rispondono due giovani diretti a Bari. Nei loro obiettivi la sosta al Trieste Airport e di lì il volo per il capoluogo pugliese.

«Stiamo seguendo alla lettera le indicazioni ministeriali - riprendono -, ci laviamo le mani tutte le volte che possiamo, senza eccessiva apprensione. La mascherina, quella no, non l’abbiamo portata perché dicono sia necessaria solo se si accusano dei sintomi». Qualche metro più in là, per una coppia il mantra è lo stesso: serenità. «A noi appare una influenza come tante altre, certo ci laviamo le mani più spesso. La vita va avanti e solo il Signore sa cosa succederà». Borsone alla mano, un ragazzo s’affretta al binario numero 7. «Evito di spostarmi troppo, questo sì, e se dovessi andare in Veneto credo che farei più attenzione. Per ora mi limito a lavarmi di frequente le mani, cercando di non toccare troppo le superfici comuni».

Per questo motivo, sui treni è stata disposta l’installazione di dispenser che presto dovrebbero contenere i gel igienizzanti per le mani, più che gettonati in questo periodo. Per il momento pare però che nessuno li abbia ancora visti, «forse perché in questo momento non sono facili da reperire» replicano da Fs. Fatto sta che, fino a Monfalcone, i vagoni del Trieste - Venezia risultano pieni come sempre. Seduta vicino al finestrino una signora si dice serena e un’altra, in viaggio con marito e figlia, tira fuori la mascherina dalla valigia. «È l’unica precauzione che abbiamo adottato finora; vivo in modo tranquillo anche se le notizie sono allarmanti. Una cosa però è certa: mi auguro che questa emergenza finisca presto».—


 

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