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Scandalo-mascherine a Trieste: «Vendute a prezzi assurdi, informerò i pm»

L’accusa del presidente dell’Ordine dei farmacisti. Prezzi quadruplicati in pochi giorni. «Speculazioni inaccettabili»

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Un ragazzo in stazione con una mascherina 

TRIESTE «Sto facendo i dovuti accertamenti e se dovessi riscontrare che, come mi è stato segnalato in queste ore, qualche farmacia della provincia di Trieste specula sulla situazione e sulla fragilità dei cittadini in questo periodo di emergenza, vendendo mascherine o disinfettanti a prezzi esorbitanti, presenterò un esposto in Procura». Marcello Milani, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Trieste e di Federfarma Trieste, non va per il sottile. È pronto infatti ad esporsi e a dare battaglia legale contro chi pensa di approfittare dell’emergenza coronavirus per guadagnare più del dovuto alle spalle di clienti e cittadini preoccupati, allarmati e mal informati.



Ieri Milani ha ricevuto diverse circostanziate segnalazioni in merito a farmacie che, oltre a pubblicizzare indirettamente, anche utilizzando i social media, l’imminente arrivo di scorte di mascherine invitando i triestini a prenotarle, le proporrebbe in vendita solo in pacchi interi e non in confezioni singole come consentito, a prezzi peraltro quadruplicati rispetto allo scorsa settimana. Pacchi da 50 pezzi di mascherine chirurgiche in tessuto non tessuto (tra l’altro, come ripetono a giorni medici e farmacisti stessi, inutili allo scopo di prevenire un contagio e prive di efficacia dopo pochi minuti dall’averle indossate) verrebbero proposte a 110 o 120 euro quando fino a pochi giorni fa nelle farmacie venivano vendute anche singolarmente a 0,70 centesimi. Stesso discorso per le mascherine FFP2, quelle che hanno realmente un effetto filtrante, e che vengono segnate in vendita in pacchi da 10 pezzi per 125-130 euro quando prima dell’emergenza venivamo vendute abitualmente anche in pezzi singoli a 7 - 8 euro cadauna.

«Tra l’altro, - sottolinea Milani – ritengo che deontologicamente di fronte alla richiesta spasmodica di mascherine in questo momento, un farmacista abbia l’obbligo di spiegare, come ribadito ieri da Walter Ricciardi, componete italiano del Comitato esecutivo dell’Oms e appena nominato consigliere del ministero della Salute, che le mascherine alle persone sane non servono a niente, servono per proteggere le persone malate e il personale sanitario».

Milani, ricordando che le licenze delle farmacie sono una concessione governativa che può essere anche revocata, invita «i triestini a segnalare quelle farmacie che purtroppo dovessero mettere in atto comportamenti scorretti con il risultato di porre pregiudizio su tutta la categoria».



È di questi giorni la notizia che la procura di Milano ha appena aperto un fascicolo con l’ipotesi di “manovre speculative” su generi di prima necessità in relazione alle vendite a prezzi folli, in particolare su piattaforme online, di gel disinfettanti e mascherine in questi giorni di emergenza Coronavirus. Con una nota diramata ieri a livello nazionale, Federfarma ha comunicato di aver dato disposizioni alle proprie organizzazioni territoriali di intervenire legalmente per reprimere ogni forma che, seppur per casi isolati, si presentasse come speculativa sulla vendita di prodotti e presidi che in questo periodo sono oggetto di richieste straordinarie.

La Federazione che riunisce i titolari di farmacie ha inoltre rimarcato che, «qualora si avviassero procedimenti penali a carico di farmacie che abbiano commesso attività speculative, intende costituirsi parte civile a difesa – la sottolineatura – della reputazione della farmacia italiana». —


 

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