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La Prefettura schiera agenti e militari contro gli “assalti” nei supermercati in Fvg

Al via i controlli per garantire la presenza di generi alimentari e prodotti di prima necessità e scongiurare razzie ingiustificate

2 minuti di lettura
Scaffali vuoti all’Ipercoop di Montedoro (Silvano) 

TRIESTE Controlli a tappeto per garantire la presenza di prodotti alimentari negli scaffali dei supermercati e verificare i prezzi praticati sulla merce, in modo da evitare episodi di speculazione. È partita la task force voluta dalla Prefettura di Trieste in coordinamento con le altre sedi prefettizie della Regione e insieme alle Forze dell’ordine per scongiurare razzie ingiustificate. La paura infatti è che la vista di scaffali vuoti finisca per alimentare la psicosi tra i cittadini, come avvenuto domenica e lunedì in Lombardia.



Valerio Valenti, a capo dell’Ufficio territoriale del Governo, ha voluto fare il punto ieri nella sede di piazza dell’Unità d’Italia con i colleghi di Gorizia, Udine e Pordenone, i Questori delle province del Friuli Venezia Giulia e la Polizia di frontiera, i vertici di Guardia di finanza, Capitaneria di porto, Carabinieri, Vigili del fuoco, Protezione civile e sanità marittima Usmaf. La riunione - durata più di un’ora e mezza alla presenza anche del vicepresidente della Regione Riccardo Riccardi - si è concentrata anche su aspetti operativi di carattere sanitario per agenti e militari (a partire dalle accortezze da seguire nel caso di perquisizioni a casa di persone giudicate a rischio coronavirus), passando poi alle strategie per evitare appunto scene di panico e corse ingiustificate agli acquisti compulsivi al supermercato.

«Al momento - ha spiegato Valenti - la popolazione sta dimostrando un comportamento responsabile con la consapevolezza che non serve a nulla riempire i carrelli. I supermercati sono ben forniti, come testimonia il report che abbiamo avuto oggi (ieri, ndr) dalle forze di polizia. Siamo comunque pronti ad intervenire qualora dovessero emergere criticità di questo genere e c’è la massima collaborazione con tutte le realtà coinvolte». L’obiettivo è lavorare in stretto contatto con la catena di distribuzione al fine di garantire un costante ricambio di prodotti sugli scaffali. «Al momento non esistono criticità particolari ma in ogni caso confidiamo nella tenuta del sistema - spiega il prefetto - al fine di evitare ricadute sull’ordine pubblico».



La Guardia di finanza, e anche le altre forze dell’ordine, stanno inoltre girando per i punti vendita al fine di impedire possibili aumenti di prezzo di alcuni prodotti come ad esempio le mascherine o il gel antibatterico. Nella centrale operativa di Palmanova della Protezione civile che risponde al numero 800.500.300 e del Numero unico delle emergenze 112 sarà inoltre sempre presente un rappresentante delle forze dell’ordine per garantire un intervento più rapido nel caso in cui emergessero comportamenti illegali. «Non abbiamo segnalazioni simili a quelle di altre regioni - ha aggiunto Valenti in riferimento ad esempio a finti addetti di tamponi di coronavirus -, ma vogliamo essere pronti per ogni evenienza garantendo la massima assistenza alla popolazione in un momento delicato».

I presidi a protezione dei supermercati (e, se necessario, anche delle farmacie) non piace però al Siulp. «Dove prenderemo gli uomini posto che la solo Questura di Trieste ha un deficit di 100 uomini? - si chiede il sindacato in una not -. Le forze dell’ordine sono sotto rganico e non adeguatamente attrezzate per fronteggiare l’emergenza coronavirus. Chiediamo quindi dotazioni adeguate, dalle maschere FFP3 ai guanti».

Tornando alla riunione operativa di ieri il prefetto Valenti ha manifestato una certa preoccupazione per il futuro dei rapporti con i Paesi vicini: «Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio - ha spiegato - sta lavorando in queste ore con i colleghi di Slovenia e Croazia per capire le misure che verranno messe in campo con lo screening per chi viene da Veneto o Lombardia. Se in futuro dovesse emergere un caso di coronavirus anche in Fvg, ci saranno importanti ricadute su questo territorio che vive anche sui rapporti transfrontalieri». —


 

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