Sepolti al Vittoriale i resti di Gigante rinvenuti nel 2018 in una fossa comune

La cerimonia per il senatore ed ex sindaco di Fiume ucciso nel maggio del 1945 

storia

Si è conclusa con una «dignitosa sepoltura» al Vittoriale degli Italiani l’epopea di Riccardo Gigante (1881–1945), il senatore del Regno d’Italia ed ex sindaco di Fiume, i cui resti erano stati rinvenuti a Castua (Croazia) nel 2018 e identificati l’estate scorsa. «È la grande e degna conclusione di una vicenda iniziata già nel 1993», ricorda Marino Micich, segretario generale della Società di Studi Fiumani. La tumulazione dei resti al Vittoriale (come lo stesso Gabriele D’Annunzio aveva voluto fosse per il senatore) ha chiuso una lunga fase di ricerca e lavoro che ha coinvolto moltissimi attori, a partire dalla Società di Studi Fiumani. «La nostra ricerca è iniziata quasi 20 anni fa, quando Amleto Ballarini, il nostro presidente di allora, ha indicato Castua, dove diverse testimonianze parlavano di una fossa comune», ricorda Micich.


Ne è seguito «un cammino impervio», in cui la FederEsuli ha fatto a lungo pressione sulle autorità italiane e croate perché si arrivasse agli scavi. Questi sono stati autorizzati solo nell’estate 2018 e hanno portato al ritrovamento dei resti mineralizzati di 7 o 8 persone, tra cui non solo Gigante ma anche il giornalista Nicola Marzucco e il vice brigadiere dei carabinieri Alberto Diana. Tutti furono uccisi il 4 maggio 1945, dopo la liberazione di Fiume dal nazifascismo. Per individuare la fossa e poi i resti delle vittime è stato provvidenziale l’intervento del parroco locale, don Franjo Jurčević, che ha aiutato a individuare il luogo esatto per gli scavi. Poi, la collaborazione con il Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti del ministero italiano della Difesa, il Consolato generale d’Italia a Fiume e le autorità croate locali ha permesso di arrivare all’ultima fase: la riesumazione e il trasporto dei resti in Italia.

L’estate scorsa l’analisi del Dna dei resti ha confermato l’identità di Gigante, sindaco di Fiume tra il 1919 e il 1920, podestà negli anni ’30 dopo l’adesione al Partito Nazionale Fascista e infine senatore. Ora la conclusione della vicenda, dice Micich, mostra i risultati della «buona collaborazione tra Italia e Croazia nell’ambito dell’accordo per le sepolture». «Anche ad Ossero sono stati riesumati 27 militi italiani non identificati e un terzo progetto è in corso a Poloj, dove si dovrebbero recuperare i resti di altri soldati italiani», anticipa Micich: «Speriamo che molte altre ricerche vengano autorizzate con l’obiettivo di dare degna sepoltura in uno spirito di pace e dialogo». — Gi.Va.

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