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La moto finisce sui binari al Lisert: muore triestino di 37 anni 

La polizia sul luogo dell'incidente e la vittima, Marco Furlan (Bonaventura)

Marco Furlan era in sella a una Suzuki Gsx-R600. Ha perso il controllo in curva. Trovato alle 5, è giallo sull’ora dello schianto

MONFALCONE La traiettoria sfuggitagli al controllo lo ha portato sui binari dell’area ferroviaria, l’oscurità appena rischiarata dai lampioni di via Consiglio d’Europa, nella zona del Lisert a Monfalcone. Sulla massicciata che degrada in uno spazio verde, ha perso la vita Marco Furlan, 37 anni (ne avrebbe compiuti 38 a maggio, ndr), nato a Trieste e residente a Sistiana.

La sua moto, una Suzuki Gsx-R600, piegata sopra il binario “divorata” dall’impatto, a fianco il giovane uomo. Lavorava all’Ocean marine, al civico 42 di quella strada che stava percorrendo, presumibilmente durante la notte di ieri, dopo aver trascorso la serata con amici. Il tempo di affrontare la curva che si sviluppa all’altezza del Centro raccolta dei rifiuti di Isambiente, e Marco s’è trovato a percorrere un centinaio di metri, poco più poco meno, fuoriuscendo dalla carreggiata. È andato dritto, nell’assoluto silenzio di via Consiglio d’Europa la curva s’è trasformata in un tragico rettilineo, superando l’asfalto, incontro ai binari.



Solo verso le 5 del mattino è stato intravisto. Un automobilista di passaggio ha notato la sagoma del giovane poco lontana dalla Suzuki. In quel momento è stato dato l’allarme. Sono giunti gli operatori del 118, due ambulanze del soccorso avanzato, hanno tentato la rianimazione, purtroppo inutilmente. La ricostruzione della fuoriuscita stradale autonoma resta al vaglio, anche il lasso di tempo intercorso tra l’impatto del motociclista sui binari e il passaggio dell’automobilista che ha provveduto a chiamare i soccorsi.



Il drammatico evento, come è plausibile, è avvenuto durante la notte. Un furgone Ducato sarebbe transitato tra le 2.45 e le 3 lungo via Consiglio d’Europa, ma il conducente non avrebbe notato alcuna “anomalia”. Potrebbero essere trascorse un paio d’ore? Nessuna conferma in tal senso. Tutto resta affidato alle indagini della Polizia stradale e agli ulteriori accertamenti che stabilirà la Procura. Con la visione delle telecamere alla ricerca di immagini circa il passaggio del motociclista nella zona, utile a ricostruire le tempistiche del fatto.

La certezza è che Marco Furlan ha imboccato via Consiglio d’Europa, proveniente da via Timavo, e che non è riuscito a seguire la curvatura della carreggiata. Poi, l’allarme dato verso le 5 dall’automobilista. Sul posto hanno operato gli agenti della Stradale e la Scientifica. È stato raccolto ogni minimo frammento della Suzuki, che al momento della rimozione continuava a perdere pezzi.

Presente il responsabile della Stradale di Gorizia, Alessandro Rescio: ha confermato la fuoriuscita autonoma, senza coinvolgimento di terzi, e la traiettoria diritta rispetto alla curva del tracciato viario, in un percorso tra i 70 e i 100 metri fino al sedime ferroviario. Mentre gli inquirenti procedevano con i rilievi s’è concentrato un capannello di persone. I colleghi di Mauro, increduli e oltremodo scossi. Aspettavano Furlan all’Ocean, alle 8. Capitava pure che si presentasse in anticipo al cantiere navale, che amava con la passione dei lunghi anni trascorsi tra l’Ocean e la Nautec, facenti capo alla famiglia triestina Cattaruzza.

I colleghi del trentasettenne ieri mattina hanno seguito tutto lo svolgersi delle operazioni. Quando erano ultimati i rilievi, la salma ormai trasferita all’obitorio dell’ospedale San Polo di Monfalcone, c’era chi s’è trattenuto ancora, a ripercorrere il tratto che ha portato alla morte l’amico, per tentare di capire come fosse potuto succedere. I genitori di Marco erano lì, lo strazio della madre, il pianto e le grida. I colleghi silenziosi. —


 

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