Il "730" di consiglieri e assessori Fvg: Bini al top con 915mila euro

Il consiglio regionale

Per l’assessore alle Attività produttive quasi 915 mila euro di imponibile dichiarati nel 2019. Bolzonello e Callari sul podio, Fedriga a quota 113 mila al settimo posto

TRIESTE Sergio Bini sbaraglia tutti nella classifica dei redditi di Palazzo. L’imprenditore friulano, assessore alle Attività produttive della giunta Fedriga, dichiara nel 2019, sul periodo d’imposta 2018, quasi 915 mila euro di imponibile. Al secondo posto, lontanissimo, c’è il capogruppo del Pd Sergio Bolzonello con 160.704 euro, al terzo l’assessore al Patrimonio Sebastiano Callari con 149.070 euro. Massimiliano Fedriga, il governatore, è settimo con 113.002 euro.



La fotografia

In ritardo di qualche settimana rispetto ai tempi abituali, spuntano nel sito della Regione le situazioni patrimoniali e reddituali dell’esecutivo e degli eletti. Chi prima chi dopo tutti gli interessati, nel rispetto del decreto legislativo 33 del 2013, hanno consegnato la documentazione agli uffici ed è dunque possibile “entrare” nelle ultime dichiarazioni dei redditi disponibili. L’anno di riferimento, il 2018, è quello in cui è iniziata la legislatura, e dunque nella maggior parte dei casi le entrate – visti i mensili lordi tra gli 8.800 e gli 11.300 euro – sono aumentate nella seconda metà dell’anno (per i quattro subentrati agli assessori dimissionari, vale a dire Edy Morandini di Progetto Fvg, Antonio Lippolis, Alfonso Singh e Luca Boschetti, tutti e tre del Carroccio, qualche mese in meno).



In vetta

Il lungo elenco dei redditi è aperto da Bini, il fondatore di Progetto Fvg che ha costruito la sua fortuna imprenditoriale nel mondo cooperativo e che ha quasi raddoppiato l’imponibile da un anno all’altro: da 477.260 a 914.784 euro.

i precedenti

Una cifra record per il Friuli Venezia Giulia, non ci fossero stati in passato i politici milionari: Bruno Malattia, l’avvocato pordenonese leader dei Cittadini, nel 2004 dichiarò 1 milione 198 mila euro, Riccardo Illy nel 2007 salì a quota 1 milione 592 mila euro. Nulla di sorprendente. Da quando gli imprenditori, da Silvio Berlusconi in poi, hanno iniziato a fare politica, casi di questo genere ce ne sono parecchi in Italia. Bini si lascia scappare una battuta: «Si vede che la mia azienda sta andando bene».

subito dietro

Alle sue spalle, Bolzonello aggiunge all’indennità amministrativa gli introiti dello studio da commercialista a Pordenone, ma nel 2019 si trova l’imponibile calato di oltre 20 mila euro dai 181.457 euro del 2018. Callari, medico specializzato in urologia, passa invece da 113.165 a 149.070. Poco sotto, al quarto posto, c’è Tiziana Gibelli, a sua volta in crescita da 124.869 a 147.011. Quinto posto per il presidente del Consiglio regionale Piero Mauro Zanin, pure lui con una dichiarazione che tiene conto di più voci: da eletto e da direttore di quella Mtf, società in house di Lignano che si occupa della raccolta rifiuti e che proprio in questi giorni sembra sul punto di risolvere il contratto. Per Zanin la dichiarazione 2019 è stata pari a 146.451 euro.

gli altri al top

La top ten è completata dal capogruppo del Patto per l’Autonomia Massimo Moretuzzo (122.884 euro), titolare dal 2009 dell’Edilmeccanica di Pavia di Udine, azienda attiva nel settore dei servizi per l’edilizia, dal presidente della Regione Fedriga e dal vice Riccardo Riccardi, che dichiara 106.622 euro, dal dem Franco Iacop (97.952 euro, contro i 116.162 dell’ultimo anno intero da presidente dell’aula) e dal capogruppo di Progetto Fvg Mauro Di Bert (92.599), già segretario generale in diverse amministrazioni comunali.

in giunta

Tra gli assessori non mancano le nette differenze tra il prima e il dopo piazza Unità. C’è chi raddoppia (e pure qualcosa in più) come l’ex vicesindaco del Comune di Trieste Pierpaolo Roberti (da 40.920 a 84.885 euro), Graziano Pizzimenti (da 30.177 a 75.823) e Alessia Rosolen (da 29.835 a 60.455), chi quadruplica come Fabio Scoccimarro (da 21.728 a 82.136) e chi cambia decisamente vita: Stefano Zannier, assessore con delega alle Risorse agricole, vede decollare l’imponibile da 11.490 a 73.563 euro.

il caso zilli

Caso a parte quello di Barbara Zilli. Per l’assessore alle Finanze, avvocato di mestiere, gli impegni in campagna elettorale e poi in giunta hanno comportato una netta riduzione delle entrate, passate da poco meno di 118 mila euro a 41.343 nella dichiarazione 2019.

il salto in avanti

A chi è andata al contrario molto bene? Soprattutto ai leghisti Alberto Budai e Danilo Slokar, al democratico Nicola Conficoni e anche al Cittadino Tiziano Centis, i cui redditi viaggiavano abbondantemente sotto quota 10 mila euro e che nell’ultima dichiarazione sono invece a oltre dieci volte di più. —


 

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