Da Macron ok a Skopje e Tirana Ma attacca la politica di Merkel

Il presidente francese Emmanuel Macron

Cade il veto di Parigi al processo di adesione all’Ue di Macedonia del Nord e Albania. Il presidente francese chiede riforme veloci dell’Unione europea

MONACO La mini riforma targata von der Leyen, la presidente della Commissione Ue, e relativa ai meccanismi d’ingresso al processo di adesione all’Unione europea, sembra abbia sortito gli effetti voluti. E la riprova giunge da Monaco di Baviera dove alla Conferenza per la sicurezza internazionale il presidente francese Emmanuel Macron ha in pratica tolto il veto al conferimento a Macedonia del Nord e Albania dello status di Paesi in via di adesione all’Ue.



Il “niet” di Parigi era sostanzialmente legato alla richiesta di una riforma del processo di adesione all’Unione europea, anche se dietro al veto c’era anche la volontà di fare lo sgambetto alla leadership europea della cancelliera tedesca Angela Merkel. L’instancabile panzer che si cela nella (tedesca) von del Leyen si è allora messo in moto e nel giro di un mese ha “sfornato” la tanto, a volte gridata, riforma chiesta da Macron. In sintesi per l’adesione all’Ue ci saranno criteri più rigorosi e si potrà anche retrocedere nel processo se non addirittura uscirne in mancanza di concreti progressi o in presenza di violazioni di quelli che sono i diritti comunitari fondamentali. Il tutto è stato approvato dalla Commissione Ue la settimana scorsa.



Macron, a questo punto, non poteva più smentire se stesso. Egli ha da tempo richiesto un ambizioso rinnovamento dell'Unione europea in risposta all'uscita del Regno Unito, sostenendo, tra l'altro, una maggiore integrazione finanziaria e militare. «Nei prossimi anni saranno fondamentali cambiamenti più rapidi sulla sovranità a livello europeo», ha affermato il presidente francese, che ha preso parte per la prima volta alla conferenza di Monaco. È stato critico nei confronti della cancelliera tedesca Merkel, che non ha risposto alle riforme proposte. «Non sono deluso - ha detto - sono impaziente» e ha osservato che esiste una lunga storia di attesa di risposte tra i due Paesi.



Macron ha anche dichiarato di essere pronto a sostenere l'avvio dei negoziati per la Macedonia del Nord e l'Albania per l'adesione all'Ue. Lo scorso ottobre, l'avvio dei negoziati con la Macedonia del Nord è stato bloccato dalla Francia, mentre i “niet” per l'Albania sono stati decretati anche da Paesi Bassi e Danimarca. «Stiamo aspettando il rapporto a marzo (...) se i risultati sono positivi e la fiducia è stabilita, allora saremo in grado di avviare i negoziati», ha detto il presidente francese che ha anche notato come, secondo lui, l'Occidente sta perdendo il suo potere.



Per niente d’accordo con Macron, invece, il segretario di Stato americano Mike Pompeo il quale ha sostenuto invece che l'Occidente rimane forte e ha chiesto una maggiore cooperazione. Macron, tuttavia, ha avvertito delle conseguenze negative della politica americana. «Esiste una politica americana iniziata anni fa, e non solo sotto l'attuale amministrazione - ha precisato il presidente francese - che include una qualche forma di ritiro e considerazioni sulle sue relazioni con l'Europa».

Macron non ha lesinato critiche neppure alla Russia di Putin rea, a suo avviso, di cercare di destabilizzare le democrazie occidentali interferendo nelle elezioni, manipolando i social media con la guerra informatica. Ma non solo Russia, anche i principali attori conservatori dell'estrema destra hanno cercato, secondo Macron, di interferire nelle elezioni europee e ha chiesto una più stretta cooperazione delle agenzie di intelligence europee. —


 

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