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Esenzione dal ticket sanitario: migliaia di over 65 in preallarme

Corsa agli sportelli per ripresentare come ogni anno certificati e Isee. Il monito di Federconsumatori

2 minuti di lettura
Anziani in coda davanti agli sportelli Cup dell’ospedale triestino di Cattinara 

TRIESTE Ci risiamo. Come ogni anno in questo periodo inizia a prendere forma la “psicosi da esenzione da ticket sanitario”. A farne le spese migliaia e migliaia di anziani residenti in regione, obbligati a presentarsi fisicamente agli sportelli delle Aziende sanitarie di riferimento per consegnare le documentazioni che attestino il diritto ad essere dispensati dal pagamento per status e reddito. Solo nella provincia di Trieste saranno circa 6 mila gli over 65 costretti a fare la fila davanti agli uffici dell’Asugi. Molti di più considerando l’intero territorio del Fvg (un dato complessivo delle esenzioni, al momento, non risulta disponibile).

Un “pellegrinaggio” che, secondo Federconsumatori, si potrebbe risolvere con una semplice legge regionale. Ne è convinto Angelo D’Adamo, presidente regionale dell’associazione dei consumatori: «Abbiamo iniziato a segnalare questa situazione a maggio 2018. Ne è seguita una lunga sequenza di solleciti, comunicazioni, risposte vaghe, aperture, passi indietro e interrogazioni presentate in Consiglio regionale dai consiglieri Pd Cosolini e Russo, nulla di concreto è stato fatto».

Eppure secondo D’Adamo il tema sarebbe di facile risoluzione: «Basta una norma come quella approvata in Emilia Romagna, in Toscana o nella provincia di Trento, realtà in cui queste autocertificazioni di reddito hanno una durata temporale illimitata. Parliamo di pensionati che spesso hanno una pensione minima e dunque, salvo che non vincano la lotteria, difficilmente vedranno modificarsi la loro condizione economica. Il paradosso è che per alcuni over 65 il ministero delle Economie e delle finanze fornisce una certificato che consente l’esenzione permanente, mentre per queste sei mila persone ogni anno si ripropone questa necessità di richiedere l’esenzione».

A Trieste nel 2017 le persone che hanno presentato la richiesta dell’esenzione, la “E01”, erano state 5.970, un po’ meno rispetto alle 6.633 del 2016. Secondo la procedura prevista chi ha un reddito familiare non superiore a 36.151 euro dovrebbe ricevere un certificato da parte del Mef che conferma il diritto all’esenzione. Qualora questo documento non fosse stato consegnato, o fosse stato perso, è possibile presentare un’autocertificazione che ha scadenza al 31/12 di ogni anno e che viene prorogata fino al 31/03 dell’anno successivo. L’esenzione può essere fatta in qualsiasi momento dell’anno, in molti però se ne ricordano solo in prossimità della scadenza. Di lì appunto la “psicosi” con decine di telefonate per chiedere informazioni e file agli sportelli.

Fisicamente poi dove si deve andare? La richiesta per poter avere il codice “E01” può essere presentata di persona negli uffici dedicati delle rispettive Aziende sanitarie. Nel caso triestino di tratta del Cup dell’ospedale di Cattinara, dell’Ufficio esenzioni per Status e reddito al piano terra dell’ingresso principale dell’ospedale Maggiore e del Distretto 3 di Muggia. Si può anche inviare un fax con l’autocertificazione e una copia del documento di identità da inviare al numero 040.399.2647, sul sito non è invece indicata la Pec.

«Il compito della politica è di trovare soluzioni ai problemi della gente - spiega D’Adamo - noi abbiamo segnalato l’esistenza di una criticità che altre comunità politiche hanno affrontato e risolto con un provvedimento mentre noi siamo ancora in questa situazione. Vedremo ancora file di persone fragili che devono fare un pellegrinaggio agli sportelli - conclude - perché non si riesce a creare armonia nei dati in possesso della pubblica amministrazione». —


 

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