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Un centro termale da 50 milioni di euro nell’area della Brda. Investitori italiani

Prevista la realizzazione di una terrazza panoramica, un hotel da 170 stanze, piscine, saune e fori commerciali

2 minuti di lettura
. La facciata del futuro centro termale “Terme Spa Brda” in un rendering 

GORIZIA. Un nuovo centro termale a meno di dieci chilometri dal valico di Plessiva e a cinque da Vencò. Sorgerà tra Medana e Fojana, in Slovenia, e eserciterà un grande potere attrattivo.

Il progetto, denominato “Spa resort terme Brda”, viene portato avanti dal fondo italiano Private value capital management. La presentazione, in anteprima, si è svolta nei giorni scorsi nel Collio sloveno: sul tavolo investimenti pari a 50 milioni di euro. L’area prescelta è molto suggestiva e panoramica con vista sul Collio sloveno, sui vigneti, su ampie porzioni di verde.



È un progetto, in realtà, che riemerge dal passato. Perché già nel 2007 si parlò di realizzare un centro termale nella medesima zona. Allòra, molto interessati erano due gruppi imprenditoriali austriaci ma non se ne fece nulla. Non a caso, il sindaco di Brda Franc Mužič sottolinea come l’idea primigenia «risale a una ventina di anni fa», soltanto che non meglio definite problematiche di carattere burocratico finirono con il far riporre il progetto nei cassetti. Ma sembra che questa sia davvero la volta buona.

L’area, fa sapere il quotidiano della minoranza slovena Primosrki Dnevnik, si svilupperà su un’area che supera i 2 mila metri quadrati. Ed è prevista la realizzazione di una fantascientifica terrazza panoramica (riproposta nel rendering in alto) con un ristorante con vista mozzafiato, un hotel da quasi 170 stanze, piscine, saune, terme e una sorta di piazza con diversi fori commerciali. Le idee ci sono e sono chiare. I proprietari dei terreni risultano essere due soltanto, e l’altro elemento positivo è costituito dal fatto che l’area, Piano regolatore alla mano, è già catalogata come “edificabile”, quindi non è nemmeno necessario mettere in moto l’iter burocratico che comporterebbe tempo, tanto tempo. L’architetto è Alessio Princic.

Non secondario anche il fatto che, nel sottosuolo, c’è una fonte di acqua termale ricca di proprietà curative che si trova, mediamente, a circa 2000 metri di profondità. «Ma - è stato spiegato durante la presentazione del progetto - è sufficiente arrivare a 400 metri per trovare l’acqua». E se non dovesse essere abbastanza calda per le terme? È già stata prevista la realizzazione di un opportuno impianto per il riscaldamento.

Progetto da libro dei sogni? O un piano che potrà, realmente, prendere il volo? A sentire gli imprenditori della Private value capital management si tratta di un’iniziativa che, questa volta, andrà a buon fine.

È previsto anche l’allargamento di alcune strade, proprio in previsione dell’arrivo di una moltitudine di persone. La società ha anche altri sedi in Europa, fra cui in Svezia, ma è la prima volta che orienta la sua attenzione sulla Slovenia e sulla Brda. Il progetto, fa sapere ancora il Primorski, è stato già approvato dal Governo sloveno: quindi, anche da questo punto di vista, non ci sono ostacoli né carattere politico, né amministrativo.

C’è un grande ottimismo anche relativamente alle tempistiche che, in Italia, come ben si sa, sono la spada di Damocle di ogni iniziativa imprenditoriale a causa del peso (eccessivo) dell’apparato burocratico. «Se tutte le cose andranno per il verso giusto - è stato detto durante la presentazione del maxi-investimento - i lavori potrebbero prendere il via già da quest’anno». Peraltro, la cordata imprenditoriale guarda con estremo interesse all’ambito sportivo. Perché l’area, questo è l’auspicio, potrebbe diventare sede di ritiri delle squadre di calcio. Da non dimenticare, poi, che queste zone davvero incantevoli dal punto di vista ambientale sono meta, ormai da parecchi anni a questa parte, dei turisti austriaci e tedeschi. Un potenziale enorme che permetterà a chi vorrà usufruire dei servizi termali di sposare l’amenità del paesaggio con la cura del corpo. —

(Ha collaborato Emilio Danelon)


 

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