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Taglio degli olmi in riva Slataper, infuria la polemica

I partiti scaldano i motori. Fabris: «Scelta drastica decisa dai tecnici». Il presidente Soyer: «Mi preoccupano i tempi». L’ex assessore Marin: «Tra opporsi e governare c’è molta differenza»

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I lavori in riva Slataper, dove sono spariti gli olmi (Bonaventura) 

GRADO L’albero, più che un essere vivente da tutelare, un pretesto per fare politica. Non è un caso che a Grado, i primi ad essersi opposti – quando la giunta Maricchio (centrodestra) decise di abbattere e sostituire gli alberi di viale Europa – sono in parte gli stessi che oggi, seduti sugli scranni del potere, hanno tagliato (e sostituiranno) la filiera di 56 olmi che abbellivano Riva Slataper. Chi la fa l’aspetti. E così adesso che anche questi alberi sono stati abbattuti dalla giunta Raugna (di sinistra), più di qualcuno si è opposto con rabbia affidando ai social le proprie ire. Una polemica canalizzata su Facebook in particolar modo da Vinicio Patruno, orientato a destra secondo alcuni, ma che si definisce «un libero cittadino cui interessa solo il bene di Grado, e che si è sentito deluso nel vedere come gli stessi con cui aveva condiviso, per un certo periodo, il percorso nella lista apartitica Libera, adesso si siano comportati come i loro predecessori, senza peraltro informare prima i cittadini». Al suo fianco, nella schiera degli oppositori alla “facile” mannaia comunale, anche Renato Bonaldo, già consigliere di An (poi confluito in Fi) ai tempi della giunta Marin.

A Grado il taglio degli alberi scatena le polemiche



Sta di fatto che ieri pomeriggio, al sopralluogo improvvisato dal Piccolo sul “luogo del delitto”, pure l’assessore al verde pubblico Fabio Fabris ha ammesso che sarebbe stato meglio «organizzare prima un confronto pubblico con i gradesi». Metodi a parte, l’assessore resta però convinto della scelta «che porterà all’intera riqualificazione della riva di ingresso a Grado in continuità con quanto effettuato dalla giunta precedente».

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Una decisione sì drastica, «ma determinata dal censimento effettuato dal tecnico Ivan Snidero». Progetto alla mano, Fabris mostra lo stato di salute di ogni pianta e «dì lì la necessità di abbatterle per evitare danni a cose o persone». L’intervento porterà, si spera entro il primo maggio – data che segna l’inizio della stagione – innanzitutto alla piantumazione di altri 58 alberi (magnolie e platani) «perché – riprende Fabris – la regola che ci siamo dati è di piantare un albero per ogni esemplare abbattuto». Alberi che verranno piantati in un tappeto d’erba circondato da siepi e dove verranno creati 86 posti auto (una ventina in meno degli attuali), in parte da affidare sotto forma di abbonamento ai residenti, in parte liberi e in parte a pagamento. Un progetto di 300 mila euro (fondi comunali) che incontra il forte apprezzamento di Thomas Soyer, presidente del Consorzio Grado Turismo e proprietario del Savoy, l’hotel che si affaccia proprio davanti alla Riva. «Non vedo l’ora che i lavori finiscano, prima quest’area era fatiscente. L’unica cosa che mi preoccupa sono le tempistiche». Al confronto anche Giorgio Marin, ex assessore ai tempi della giunta Olivotto: «Tra dire il fare c’è di mezzo l’oceano. Gli atteggiamenti che si assumono all’opposizione poi cambiano quando ci si trova a governare...». Tutti insomma pronti a dire la propria, a un anno dalle prossime comunali, in programma nella primavera del 2021. Le uniche a non potere mai parlare restano le piante. –


 

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