Solidarietà ai connazionali protagonista nella serata della Festa delle lanterne

La festa delle lanterne a Trieste (Lasorte)

Circa cinquanta persone, soprattutto italiane, tra cui studenti dell’ateneo triestino e dell’Università della Terza età, ma anche cinesi, si sono riunite per celebrare questa festività. Un'occasione per raccogliere dei fondi per aiutare altri cittadini cinesi obbligati alla autoquarantena per escludere ogni possibilità di contagio da coronavirus.

TRIESTE. «È un anno molto particolare, lo sappiamo, però abbiamo voluto programmare lo stesso questa festa, soprattutto per poter organizzare una colletta per aiutare i nostri connazionali». Così spiega Gao Xu, il presidente dell’associazione culturale Nuove Vie della Seta, che ha allestito la Festa delle lanterne, così si chiama l’ultimo atto del Capodanno cinese, al ristorante Grande Shanghai di piazza Venezia a Trieste, messo a disposizione dai titolari Fiorellino e Yijin. . Ieri sera circa cinquanta persone, soprattutto italiane, tra cui studenti dell’ateneo triestino e dell’Università della Terza età, ma anche cinesi, si sono riunite per celebrare questa festività. È stata anche l’occasione per raccogliere dei fondi per aiutare altri cittadini cinesi obbligati alla autoquarantena per escludere ogni possibilità di contagio da coronavirus. Si tratta di un gruppo di una quindicina di residenti a Trieste tornati in Italia dalla Cina nelle scorse settimane. A contribuire alla raccolta, anticipata da una conferenza sul cinema contemporaneo in Cina, c’erano appunto anche degli italiani, affezionati cultori della lingua e della tradizione cinese e seguaci dell’associazione e alcuni nuovi “aficionados” intercettati durante la manifestazione “Trieste Chinese week” per i festeggiamenti del Capodanno cinese.



Nell’affollato locale di piazza Venezia, in cui sono accorsi pure avventori esterni alla cena organizzata da Nuove Vie delle Seta, gli ospiti hanno banchettato con tipici piatti dell’Estremo Oriente. Il menù prevedeva involtini primavera, ravioli, zuppa di pesce e noodles, spaghetti alla piastra con verdure, riso rosso con verdure, gamberi fritti, pollo alle mandorle e gamberi in agrodolce. Per finire non poteva mancare il dolce tipico preparato per la Festa delle lanterne: il Tang Yuan. Sono palline di farina di riso che vengono cotte e servite nell’acqua della bollitura. Si possono mangiare vuoti o ripieni. In quest’ultimo caso gli ingredienti sono svariati: zucchero cristallizzato di canna, pasta di sesamo (semi di sesamo nero macinati ed uniti a zucchero e strutto), Anko (una sorta di confettura giapponese preparata con i semi di azuki, una leguminosa estensivamente coltivata nell’Asia orientale), noccioline tagliuzzate e zucchero o, in alternativa, burro di arachidi.

Alla fine del sostanzioso pasto non poteva mancare un gioco che ha coinvolto gli ospiti. Si chiama Ji Gu Chuan Hua (“Patata bollente”): al colpo finale di una serie di gong, chi rimaneva con un peluche in mano, fatto precedentemente girare tra i commensali, doveva ripetere in cinese una frase dettata dal presidente Gao Xu. I progetti dell’associazione per continuare ad aiutare il popolo cinese non si fermano qui. A spiegarlo il segretario generale Tiziana Tambone, barese di 26 anni: «Dobbiamo rendere più chiari i messaggi che servono a divulgare quello di cui la Cina ora ha bisogno – osserva –. C’è ancora molto da fare, tante cose che sono state spedite dall’Italia, in soccorso agli ospedali ad esempio, non sono arrivate oppure c’è stato qualche errore di percorso. Pensavamo nei prossimi giorni di veicolare un annuncio per cercare volontari capaci di fare video per divulgare alcune informazioni utili e corrette. E poi faremo anche una storytelling di ciò che succederà». —

B.M.

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