Maxi concorso per infermieri I 545 vincitori sbarcano in corsia

Infermieri all'interno di un reparto ospedaliero

Definito il riparto dell’infornata di neo assunti. La pattuglia più numerosa all’Azienda giuliano isontina

TRIESTE Il Servizio sanitario regionale arruola infermieri. Da ieri, come informa l’Azienda regionale di coordinamento per la salute affidata da inizio anno a Giuseppe Tonutti, sono diventate effettive le assegnazioni alle Aziende dei 545 infermieri vincitori del concorso centralizzato che era stato bandito dall’Egas, trasformato ora, con più competenze, in un nuovo ente della sanità in Friuli Venezia Giulia. Si tratta di 250 operatori che risultavano già in servizio con contratto a tempo determinato o di lavoro somministrato e di 295 nuovi ingressi, a supporto sia dei servizi territoriali che ospedalieri.



Poco meno di due vincitori su tre (346, il 63,4%) sono residenti in regione, le donne sono 424, gli uomini 121, l’età media è di 30 anni. L’Arcs informa inoltre che le assegnazioni riguardano in particolare l’Asugi, l’Azienda della Venezia Giulia (213), e a seguire l’Azienda Friuli Centrale (183), la Friuli Occidentale (120), il Burlo (15), il Cro (13) e la stessa Arcs (1). Il maggior numero di nuovi ingressi interessa sempre l’Asugi (136), mentre le stabilizzazioni sono state fatte più che altrove nell’Azienda Friuli Centrale (107).

Nell’effettuare le assegnazioni, spiega ancora l’Arcs, si è tenuto conto dei fabbisogni rappresentati dalle Aziende (nella graduatoria di merito ci sono però più di 1.500 aspiranti, le richieste di partecipazione erano state 9.360) e della preferenza sulla sede di assegnazione espressa dai candidati. Le due posizioni sono state conciliate e soddisfatte quasi al 98%, anche nell’intento di ridurre il fenomeno, registrato negli anni passati, dei trasferimenti richiesti successivamente all’immissione in servizio. Considerati i tempi tecnici, i rapporti di lavoro potranno essere attivati a decorrere dal prossimo mese di marzo.

«È un risultato importante perché il personale è il patrimonio più importante del sistema - sottolinea l’assessore regionale Riccardo Riccardi -. Siamo soddisfatti anche di avere risposto a due esigenze: la stabilizzazione di chi già lavorava e l’innesto di nuove forze, competenze chiave per razionalizzare e rinforzare le strutture».

Riccardi non dimentica le critiche, anche recenti, del sindacato: «Andiamo oltre quello che leggiamo. Questo è un primo passo che conferma la nostra volontà di investire nella salute e nel sistema pubblico».

Orietta Olivo, segretario generale Funzione pubblica Friuli Venezia Giulia della Cgil, non si dice però ancora del tutto confortata: «I numeri resi noti da Arcs sono senz’altro positivi ma, visto che la carenza a fine 2019 era di 324 professionisti del comparto, i 295 nuovi ingressi non sono sufficienti». Olivo attende anche riscontro dall’assessorato a tre lettere «nelle quali chiediamo una fotografia di assunti e cessati, ferie residue, ore di straordinario, richiami in servizio, cambi turno e dotazione organica, l’unico modo per capire quanto la carenza di personale sta incidendo su chi svolge al meglio il proprio servizio pur in una situazione di grave disagio». —


 

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