Gorizia, allievo ritorna dalla Cina ma rimane a casa per prudenza

Studenti all’esterno di una scuola in una foto di repertorio

Il liceale ha concordato la scelta con l’istituto. La dirigente: ma sarebbe potuto rientrare 

GORIZIA L’ha fatto «per prudenza». Sua sponte. Probabilmente, per non mettere in difficoltà o allarmare i compagni di classe. Rientrato da un viaggio in Cina assieme alla famiglia, pur se non essendo affetto da Coronavirus, pur non avendo nemmeno una linea di febbre, ha deciso di restare a casa per una quindicina di giorni, concordando questa sua decisione con la scuola.

Protagonista un giovane originario della Cina che frequenta il Polo liceale del capoluogo isontino e vive in città ormai da molti anni. Un goriziano d’adozione, perfettamente integrato e che viene descritto come «uno studente serio e dalle grandi potenzialità».



Già parecchi giorni fa, si era recato in Cina (peraltro in una città lontana da Wuhan, l’epicentro del virus) con il padre e la madre. Volevano festeggiare il Capodanno cinese ma si sono ritrovati in un Paese squassato dall’epidemia. Da qualche giorno è riuscito a rientrare a Gorizia.

Volontariamente, però, non è tornato a scuola «per prudenza», anche se sta benissimo e non manifesta alcuna patologia, tanto meno legata al Coronavirus.



A raccontare la vicenda dello studente liceale di nazionalità cinese è la dirigente scolastica Anna Condolf, preside del Polo liceale goriziano. «Le cose sono andate esattamente così e denotano un grande senso di responsabilità e di rispetto del nostro giovane studente – esordisce la professoressa Condolf –. Va detto che noi, come scuola, ci atteniamo scrupolosamente alla circolare ministeriale e il ragazzo sarebbe potuto rientrare tranquillamente in classe, non avendo nessun tipo di problema di salute. Ma è stato proprio lui, in ogni caso, a decidere di osservare prudenza e cautela».

A fronte della richiesta avanzata al ministero dell’Istruzione dai quattro governatori del Nord Italia (tra cui anche il presidente della Regione Fvg Massimiliano Fedriga) in cui si chiede «in via del tutto precauzionale, un periodo di 14 giorni prima del rientro a scuola da parte degli studenti» giunti in Italia dalle aree affette della Cina, il polo liceale “Dante Alighieri” di Gorizia si attiene, dunque e non potrebbe essere diversamente, alle disposizioni del Ministero. La dirigente scolastica racconta anche un altro particolare. Che riguarda i compagni di classe, il cui comportamento è stato ugualmente responsabile, oggettivo, privo dell’isterismo che il Coronavirus sta scatenando in mezzo mondo. «Ci siamo messi subito in contatto con lo studente e anche i compagni di classe gli hanno detto che sarebbe potuto rientrare sui banchi se riteneva la scelta possibile – spiega la preside – ma ha preferito diversamente».

In parallelo, l’istituto scolastico, uno dei più prestigiosi di Gorizia per storia e tradizioni, ha sospeso temporaneamente i numerosi stage di perfezionamento linguistico in Cina per i propri studenti. «Questo consiglia la circolare. Dopo aver valutato la situazione – conclude Condolf – abbiamo stabilito una sospensione. E non abbiamo nessun altro studente in Cina in questo periodo». —


 

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