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Tram, l’appalto bloccato finisce in Procura

Sotto inchiesta il titolare della ditta che si era aggiudicata la gara per traversine e rotaie: aveva presentato documenti falsi

Gianpaolo Sarti
1 minuto di lettura

TRIESTE L’ennesimo stop del tram di Opicina non è passato inosservato al palazzo di giustizia. Il pm Federico Frezza ha messo sotto indagine il titolare della Juliafer srl, il trentottenne Andrea Cenedese.

La Juliafer è la ditta che nelle scorse settimane si era aggiudicata i lavori per la posa delle traversine e delle rotaie, necessari a far ripartire la linea tranviaria.

Si tratta dell’unica società che aveva preso parte all’appalto indetto dal Comune di Trieste. Ma per aggiudicarsi i lavori, l’imprenditore aveva dichiarato il falso.

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Il responsabile della srl, infatti, in passato era stato investito da una condanna penale per istigazione alla corruzione. Circostanza, questa, che però era stata tenuta nascosta: nelle autocertificazioni trasmesse al municipio, quelle richieste per partecipare alla gara, l’imprenditore aveva dichiarato di non aver mai avuto guai con al giustizia. Ma i successivi accertamenti del Comune al casellario giudiziario avevano invece constatato il contrario. Di qui l’impossibilità per l’ente di stipulare il contratto. Le norme, in effetti, impediscono alla pubblica amministrazione di sottoscrivere accordi con i privati che hanno precedenti di questo genere.

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Ai dirigenti comunali è apparso dunque chiaro che il titolare della Juliafer, Cenedese, aveva dichiarato il falso. Di qui l’indagine del pm Frezza. L’imprenditore dovrebbe essere interrogato in Procura già questa settimana.

Da quanto risulta, invece, i dirigenti del municipio sono già stati sentiti.

Nel frattempo il Comune ha dovuto fermare tutte le procedure. Sarà ora necessario far partire una nuova gara d’appalto, con le annesse tempistiche. Per rivedere nuovamente in funzione il tram si dovrà aspettare il prossimo anno.

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Non si è però ancora capito come mai non sia subito emerso in Comune, prima di arrivare alla fase della stipula del contratto, che la documentazione prodotta dalla Juliafer era irregolare. Questa peraltro, come detto, era l’unica ditta che aveva partecipato alla gara. E dunque l’unica da controllare.

La strada burocratica per far ripartire la storica linea tranviaria sembrava ormai spianata fino a pochi giorni fa, dopo che anche l’ultimo ostacolo pareva definitivamente superato: vale a dire il ricorso al Tar e poi al Consiglio di Stato dell’azienda – la Se.Ge.Co. – che non era stata invitata a prendere parte alla gara per i binari.

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La bocciatura del ricorso aveva scongiurato il rischio di un nuovo stop all’atteso intervento di riqualificazione dei binari e delle traversine. Ma mentre la pratica si sbloccava definitivamente in sede amministrativa, ecco ora l’inghippo penale. —


 

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