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Raisa e Alessandro i nomi più gettonati a Monfalcone. Ma spuntano Zara, Venezia e Arafat

I dati diffusi dall’Ufficio Anagrafe sono lo specchio della città. E chissà se Azzurra chiederà: «Dimmi chi era Pelaschier»

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MONFALCONE «Allora, avete deciso il nome?». Dalla gestazione al lieto evento è la domanda che i futuri mamma e papà si sentono più frequentemente rivolgere da parenti, amici, conoscenti e colleghi di lavoro. Fino allo sfinimento. Tralasciando, ovviamente, l’interrogativo (primordiale) sul sesso del nascituro. E a Monfalcone i genitori si sono davvero sbizzarriti nel 2019, se perfino i nomi che iniziano con l’ultima lettera dell’alfabeto, solitamente la meno comune, abbondano qui in varie declinazioni: Zara, Zaineb, Zayan, Zannatul e Zimran.

Per non dire di quelli che cominciano con la lettera A (il 18% del totale): due Arafat, i cui genitori forse si saranno ispirati a Yasser, politico palestinese leader dell’Olp, due Ayaan (maschile) e due Ayan (versione femminile dello stesso appellativo), due Angela, poi Artur, Alberto, Afra; Alexandru, Aleandro e Alessandro; Andrea, Aleesa, Alvina, Azzurra, Abdul e Abdullah, Azim, Azwad, Afran, Abida, Ayaat e Ayat, Antonio, Amina, Abira, Ada, Ali, Alan, Akter, Arshi e Arshil, Afnan, Ain, Alba, Aicha, Akifa Agata, Antonija, Ashuad e Adiba.



Mettendo per un attimo da parte l’alfa e l’omega, bisogna premettere a ogni considerazione che nel crogiolo di nomi la varietà è tale da non riscontrare una tendenza vera e propria, sicché esistono appellativi diffusi, ma la loro ripetizione nel lungo elenco di cinque pagine non supera mai le dita di una mano. In compenso il ventaglio è sorprendente.

Secondo i dati diffusi dall’Anagrafe di via Duca d’Aosta il 2019 si è chiuso con 234 nuovi nati registrati a Monfalcone. Mamma e papà, nel dare loro un nome hanno pescato in ogni campo, ispirandosi oltre alla religione, anche alle tradizioni del paese d’origine e pure alla geografia, con due piccoli per esempio chiamati Venezia e Zara che a buon diritto conquistano un premio per l’originalità.



E chissà quali ricordi o aneddoti si celano dietro queste scelte. Ma si sa, nelle statistiche c’è sempre chi brilla per creatività.

A ogni modo, tra le bambine, s’impongono – a pari merito – i nomi Sofia e Raisa, quest’ultimo di origine russa che appartenne anche a una famosissima first lady sovietica, la signora Gorbaciov. Mentre per i maschi trionfano Alessandro con le sue varianti latina e rumena e Cristian, pure nell’accezione con l’h e nella versione straniera Kristjan.

Dei 234 nomi, quelli da considerarsi italiani risultano 91, il 39%. La maggior parte, dunque, restano stranieri. Specchio della Monfalcone cosmopolita, dove il 2018 (si attendono ancora dall’amministrazione i dati dell’anno passato) ha visto i residenti salire a quota 28.453; e in particolare quelli di origine straniera a 6.675, pari al 23,46% della popolazione totale (21,97% nel 2017). Con gli abitanti in fascia prescolare, cioè tra 0 e 6 anni, tendenzialmente in crescita: 1.807 bambini contro i 1.775 del 2017; e come pure nell’ambito di scuola primaria e media, tra i 7 e i 14 anni (2.038 ragazzini contro i 1.942 del 2017). Cifre in netta controtendenza rispetto ai territori limitrofi.

Tornando alla classifica, si riscontrano sempre i nomi italiani un po’ rétro ma dalla bellezza senza tempo, come Emma, Beatrice, Bianca e Stella. E pure gli intramontabili Martina e Valentina. Ma ci sono anche Gaia, Gioia, Rachele e Ginevra, meno diffusi, ma evidentemente in voga tra le mamme di oggi. E nomi dal sapore antico, come Lina e Angela, in entrambi i casi scelti da due famiglie, oppure Letizia e Agata. Attualissimi, invece, Greta (forse un omaggio alla verde rivoluzione Thunberg) ed Elodie, come la cantante romana che parteciperà per la seconda volta al Festival di Sanremo. Menzione anche ad Azzurra, che a Monfalcone rievoca sempre l’impresa del nostranissimo skipper Mauro Pelaschier, il quale nel 1983 raggiunse enorme popolarità come timoniere della prima barca italiana alla America’s Cup. Azzurra appunto.

Invece per i maschietti compare Francesco nella parte alta della classifica. Pur se non mancano nomi meno legati alla tradizione come Nathan, Thiago o Liam. Poi ci sono i classici: Luigi e Pietro, Alberto e Luca, Filippo o Marco, Nicolò (e Nicholas). E c’è infine chi, ispirato a una delle icone musicali del Novecento, ha battezzato il pargolo con il nome di Elvis, proprio come il re del rock’n’roll. Della serie: Love me tender. –


 

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