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Allargamento a Est della Ue: la Spagna non andrà al summit di Zagabria

Il primo ministro della Croazia Andrej Plenković

Madrid non vuole sedere allo stesso tavolo di Pristina. In ballo la questione del riconoscimento del Kosovo e anche la vicenda catalana. Missione difficile per Plenković

ZAGABRIA Parla spagnolo il primo grosso ostacolo che la presidenza croata dell’Ue deve affrontare. Madrid, infatti, come sostengono fonti diplomatiche, non ha intenzione di partecipare al summit Unione europea-Balcani occidentali in programma a maggio a Zagabria nel corso del quale si deciderà la nuova politica di allargamento dell’Ue e che dovrebbe dare semaforo verde allo status di Paesi in via di adesione a Macedonia del Nord e Albania.



La Spagna si rifiuta di sedere allo stesso tavolo cui è stato invitato anche il Kosovo in quanto Madrid non ha riconosciuto quest’ultimo come Stato indipendente assieme, lo ricordiamo, ad altri quattri Paesi Ue che sono Cipro, la Grecia, la Romania e la Slovacchia. È chiaro che il “no” di Madrid è strettamente legato ai pesantissimi problemi interni che il governo spagnolo si trova ad affrontare con l’indipendentismo catalano e, riconoscere il Kosovo, creerebbe un precedente assolutamente esplosivo a Barcellona e dintorni. Una risposta scritta della rappresentanza permanente spagnola a Bruxelles afferma che è troppo presto per confermare il coinvolgimento del primo ministro, poiché la Spagna non ha ancora ricevuto un invito dalla presidenza croata. Disinnescare questa bomba a orologeria non sarà facile per il premier croato Andrej Plenković il quale, peraltro, ha fatto proprio dell’allargamento a Est dell’Ue, con lo sblocco dell’empasse macedone e albanese, uno dei punti cardine della propria presidenza dell’Ue.



Le difficoltà in atto con Madrid sono state confermate anche dal presidente del Sabor (Parlamento) croato, Gordan Jandroković il quale ha affermato che «quando ci sono interessi contrastanti, c'è sempre una lunga trattativa», aggiungendo che il premier Plenković è in contatto con tutti i leader europei sull'organizzazione del vertice di Zagabria. Jandroković ha sostenuto inoltre che il governo croato farà tutto il possibile per dare ai Balcani occidentali una chiara prospettiva verso l’Ue e che il processo di allargamento continuerà e che questa è una posizione chiara e inequivocabile dell’esecutivo di Zagabria e del suo primo ministro. «Non tutti i Paesi dell'Ue condividono tali opinioni con entusiasmo - ha concluso Jandroković - parleremo nel migliore interesse dei nostri vicini. Se questo sarà sufficiente per il successo del vertice, non posso dirlo con certezza in questo momento, ma spero che il summit porti a tali risultati».



Ricordiamo che il governo di Madrid in tutte le riunioni a livello europeo ha sfidato la partecipazione a pari livello (cioè come Stato indipendente) del Kosovo e in precedenza ha già boicottato riunioni simili, incluso il vertice dell'anno scorso a Sofia, al quale Madrid non ha preso parte per gli stessi motivi.



Inoltre, in una riunione informale dei ministri degli Esteri dell'Ue e quelli regionali, tenutasi a Helsinki lo scorso agosto, l'allora ministro degli Esteri spagnolo Josep Borrell ha lasciato la stanza a causa della presenza del ministro del Kosovo. Lo stesso Josep Borrell che ieri nella sua nuova carica di Alto rappresentante dell’Unione europea per la politica estera è giunto a Pristina e che domani volerà a Belgrado proprio per discutere e mediare sul “conflitto” in essere tra Serbia e Kosovo, sul riconoscimento e sulla guerra dei dazi. Una missione non facile visto poi che in Kosovo non è nato ancora il nuovo governo dopo il voto dello scorso 6 ottobre, mentre in Serbia si voterà ad aprile. Infine da Sofia, dove ieri era in visita, il premier italiano Giuseppe Conte, offre il suo endorsement all’azione diplomatica europea del collega croato Plenković confermando la posizione di Roma sui Balcani occidentali. —


 

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