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Protesta davanti alla Colombin. E mancano i soldi per il sughero

La protesta dei lavoratori della Colombin (Lasorte)

Sciopero e presidio dei dipendenti: «Fuori le paghe», «Più lavoro» sugli striscioni. La nuova proprietà dell’azienda  che produce tappi garantisce gli arretrati a inizio febbraio. Oggi incontro con l’ad

TRIESTE «Fuori le paghe». «Meno speculazioni più lavoro». Gli striscioni appesi ieri mattina all’esterno della Colombin raccontano la rabbia delle maestranze, che da anni vivono in una precarietà totale, che va dalla gestione finanziaria al marketing, dall’approvvigionamento delle materie prime all’erogazione dei salari.

Gli striscioni di protesta dei lavoratori della Colombin (Lasorte)

In una tiepida mattinata, per la fortuna degli scioperanti, rabbia e disagio sono venuti allo scoperto, a lungo trattenuti dal senso di responsabilità e dal timore che la protesta avrebbe peggiorato la situazione. Ma la situazione - rilevano Cgil, Cisl e Uil - è ormai borderline: a novembre la crisi di liquidità ha praticamente bloccato la fornitura di sughero, per cui i tappi vengono sfornati saccheggiando le scorte di magazzino. Circostanza perlomeno curiosa, dal momento che il vecchio proprietario e attuale azionista di minoranza, Rahhal Boulgoute, è un importante detentore di querceti.



Dopo molti anni di composta attesa tanto speranzosa quanto vana, la Colombin si è fermata, con la quasi totalità di adesione allo sciopero e con alcune decine di lavoratori a picchettare l’ingresso. Lo stipendio di dicembre 2019, la tredicesima del 2019, il premio per gli infortuni, il fondo previdenziale, gli scatti di anzianità: gli esponenti della Triplice - Massimo Marega (Cgil), Andrea Di Giacomo (Uil), Manuela Russo (Cisl) - hanno tenuto un’assemblea on the road in via dei Cosulich, per riepilogare i temi di lotta. A mo’ di rinforzo e di solidarietà anche alcuni militanti della Fiom, capitanati dal segretario Marco Relli. L’azienda ha un organico di 84 addetti ma - alla luce dell’applicazione della Cassa integrazione straordinaria - di fatto opera, tra fabbrica e uffici, con poco più di cinquanta persone.



La nuova proprietà, dalla doppia firma Geco srl Roma Fingroup, insediatasi il 7 gennaio, cerca di limitare portata e durata della contestazione. L’avvocato Pasquale Giordano, uno dei tre componenti del cda, ha comunicato ai sindacati che la Colombin verserà gli arretrati in due tranche, martedì 4 e lunedì 10 febbraio (Giorno del ricordo). Oggi l’amministratore delegato Roberto Bergamo incontrerà le rappresentanze dei lavoratori e, a seguire, si terrà un’ulteriore assemblea per informare i dipendenti, che stamane saranno rientrati in fabbrica: se l’azienda dovesse assumere iniziative ritenute contrarie agli interessi del personale, la protesta proseguirebbe con altre giornate di sciopero.



Insomma, le prime prove tecniche di dialogo. La nuova proprietà, che detiene il 60% dell’assetto societario, non ha gradito la proclamazione dello sciopero, in quanto dal punto di vista procedurale gli amministratori non avrebbero avuto ancora i poteri per rapportarsi con le banche e quindi per ottenere le risorse necessarie a saldare gli arretrati delle paghe e degli altri istituti contrattuali. Fuori dai cancelli, i sindacalisti, oltre alle più immediate richieste di carattere economico, hanno sollecitato la nuova proprietà a redigere un piano industriale, che individui tempi e strumenti per uscire da una crisi più che decennale. —


 

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