Dalla cittadinanza alla Segre alla cerimonia in Risiera: così Trieste ricorda la Shoah

La cerimonia in Risiera (Bruni)

Voto unanime del consiglio comunale. Al Coroneo l’omaggio a Palatucci, poi la commemorazione nell’ex lager

TRIESTE Si è aperta con il voto unanime del Consiglio comunale di Trieste al conferimento della cittadinanza onoraria alla senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta all'Olocausto dopo la deportazione ad Auschwitz, la Giornata della memoria a Trieste.

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Lunedì 18 novembre scorso il Consiglio comunale, anche in quel caso con un voto all'unanimità e nonostante polemiche e un acceso dibattito, aveva approvato una mozione che impegnava il sindaco ad avviare le procedure per conferirle la cittadinanza. Oggi il via libera alla delibera con 38 voti favorevoli su 38.

La giornata è poi proseguita all'interno della locale Casa circondariale, dove è stata deposta una corona alla lapide che ricorda la prigionia nella struttura triestina di Giovanni Palatucci, ultimo Questore italiano di Fiume, «Giusto tra le Nazioni», «Servo di Dio» e «Medaglia d'oro al Merito Civile». Presenti il prefetto, Valerio Valenti, il direttore del carcere Ottavio Casarano, la dottoressa Delfina Di Stefano in rappresentanza del Questore Giuseppe Petronzi, il presidente del Consiglio comunale Francesco Panteca e altre autorità amministrative, militari e civili. Il cappellano del carcere, Padre Silvio Alaimo, ha benedetto la lapide e la corona ricordando la figura di Palatucci.

La cerimonia all'interno del Carcere del Coroneo

Alle 9.30 la marcia organizzata dall’Associazione nazionale ex deportati di Trieste è partita dal Coroneo alla volta della Stazione centrale, dove alle 10 è stata deposta una corona sulla lapide che ricorda la partenza dei convogli dei deportati verso i campi nazisti.

La corona deposta in Stazione (Bruni)

Alle 11 la cerimonia principale alla Risiera di San Sabba, iniziata con la deposizione di una corona da parte del prefetto di Trieste, Valerio Valenti, del presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, del sindaco, Roberto Dipiazza. Prima della deposizione della corona, hanno fatto il loro ingresso il gonfalone della città di Trieste decorato della medaglia al valor militare e quelli dei Comuni di Duino Aurisina, San Dorligo della Valle e Sgonico. Fra i presenti, oltre alle associazioni combattentistiche degli ex deportati, dei caduti e Anpi, c'erano anche il presidente della Comunità ebraica di Trieste, Alessandro Salonichio, il rabbino capo, Alexandre Meloni, e l'archimandrita greco-ortodosso padre Gregorios Miliaris, e il parroco serbo-ortodosso padre Rasko Radovic.

«È importante essere qua per ricordare con fermezza e dire che siamo tutti dalla stessa parte. E mi dispiace quando in queste giornate c'è qualcuno che vuole dividere» le parole del presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, «Spero che questi giorni portino all'unità», ha poi concluso.

«La nostra città, da sempre luogo di incontro tra culture, religioni e razze, è stata sfregiata dalla promulgazione delle Leggi razziali da parte di Mussolini. Qui il dolore è ancora vivo, ma la memoria, da qualcuno, purtroppo, è ancora miserevolmente utilizzata per alimentare le divisioni ideologiche». ha detto il sindaco durante il suo discorso alla Risiera. «Quando parlo di superare insieme, ripeto insieme, i drammi del '900 che hanno caratterizzato queste nostre terre, intendo la capacità di saper gestire il passato in maniera positiva, costruendo qualcosa per il futuro».

Bisogna, ha aggiunto il primo cittadino, «saper fare proprio il passato e superarlo costruendo qualcosa per la società odierna che sappia nutrire una convivenza civile. Dobbiamo avere la capacità di riconoscere il dolore nell'altro, anche se è l'altro che ha procurato dolore a me ed io a lui». Questo «è il superamento vero, un modo maturo di affrontare il passato, non più ideologico e divisivo», ha poi concluso.

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